Immobiliare news, lo sviluppo del mercato della domotica in Italia

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Immobiliare news, lo sviluppo del mercato della domotica in Italia

Un’analisi sul settore della domotica, sulle sue difficoltà e sui suoi possibili sviluppi

Considerazione dei quattro segmenti di cui è costituito e della nuova consapevolezza degli utenti finali sulle opportunità che esso può dare. Infatti il mercato della domotica in Italia si compone essenzialmente di quattro segmenti.

* Il primo – che definiamo delle “applicazioni avanzate” – vede protagoniste abitazioni particolarmente estese, ville e, più in generale, residenze private di particolare pregio. Gli impianti in tal caso richiedono un progetto personalizzato, che coinvolge, oltre all’installatore, il progettista o l’architetto.

* La seconda fascia di mercato riguarda quegli impianti realizzati dall’installatore direttamente sull’utente finale, che ne fa esplicita richiesta per il proprio appartamento.

* Il terzo segmento è quello degli “impianti base” forniti a capitolato dalle imprese di costruzione e il quarto, infine, è quello delle applicazioni specifiche destinate ad anziani e disabili.

Sono due le fasce di mercato che si stanno “muovendo” in modo importante. La prima fascia è quella delle applicazioni avanzate, caratterizzata da un’utenza evoluta, che conosce già le tecnologie domotiche e ne apprezza i vantaggi. L’altra fascia è quella degli impianti di base resi disponibili dalle imprese di costruzione, consapevoli – ormai – di una domanda sempre più in crescita e del valore che acquista un’abitazione dotata di un impianto domotico base, eventualmente espandibile e personalizzabile in base alle specifiche esigenze del cliente.

Il mercato rappresenta una variabile che non sempre obbedisce alle logiche tradizionali. Si assiste, infatti, alla disponibilità degli utenti finali, che in questo caso sono i singoli cittadini e quindi non di necessità gli “addetti ai lavori” come succede, al contrario, nell’automazione industriale o nella building automation con tutto quello che ne deriva, a investire sempre di più nel settore del cosiddetto “entertainment”, che soddisfa l’aspetto ludico connesso alla domotica.

Un mercato in crescita
Il mercato internazionale della domotica è in continua crescita: si stima una crescita media annua che supera il 30 per cento, motivo per cui molte aziende hanno fatto investimenti sia per lo sviluppo di nuove soluzioni sia per la creazione di reti commerciali, per così dire, “ad hoc” che le diffondano. Si parla di cifre dell’ordine di svariati milioni di euro.

Nel contempo, proprio l‘Unione Europea favorisce questo “trend” con diversi progetti coordinati dal CENELEC, il Comitato Europeo per lo standard nel settore elettrotecnico, come, per limitarsi ad un esempio recente, lo “Smart House”, che cerca proprio di favorire la convergenza e l’interoperabilità tra i diversi dispositivi che vengono comunemente impiegati in una casa “intelligente”, che ha rilasciato addirittura un “code of practice”, o guida pratica per lo sviluppo di sistemi domotici, molto dettagliato e preciso.

In Italia si comincia a vedere solo adesso lo stesso fenomeno e il motivo non è uno solo. A monte, un problema per così dire innato nella nostra stessa struttura distributiva per il settore impiantistico, che è troppo vasta e, soprattutto, frazionata in diversi segmenti. In pratica, nei vari settori tecnologici, manca proprio quella visione d’insieme che è necessaria per una reale integrazione, ma ognuno coltiva il proprio orticello senza interessarsi di che cosa faccia il vicino e, soprattutto, di come sia possibile lavorare insieme con benefici per entrambi. Poi, c’è un difetto nel settore della comunicazione nei riguardi del grande pubblico che, come si sa, è il cliente finale.

Fonte: domotica.it

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