Pare ci siano lettere in arrivo sui bonus edilizi dall’Agenzia delle Entrate, al punto da dover capire cosa succede in Italia. L’Agenzia delle Entrate si prepara a una massiccia operazione di trasparenza e controllo, mettendo nel mirino la mancata revisione delle rendite catastali post-lavori edilizi. Secondo quanto anticipato dal “Sole 24 Ore”, il triennio 2026-2028 vedrà un’impennata dei controlli, con l’invio di circa 200.000 lettere di compliance, segnando un incremento del 200% rispetto alle precedenti campagne.

I numeri della nuova offensiva in seguito alla speculazione connessa ai bonus edilizi
Il Fisco ha pianificato una strategia a lungo termine per intercettare chi ha riqualificato il proprio immobile senza aggiornarne il valore fiscale. Il piano prevede una distribuzione progressiva degli invii:
70.000 missive riguarderanno specificamente i bonus edilizi (non solo Superbonus, ma anche Ristrutturazioni, Ecobonus e Bonus Facciate). Il raggio d’azione si amplia. Se prima i controlli scattavano con lavori superiori al 300% della rendita, ora la soglia scende al 100%, includendo interventi meno radicali ma comunque significativi.
Altre 120.000 lettere (20.000 nel 2026, 40.000 nel 2027 e 60.000 nel 2028) colpiranno le difformità emerse dall’incrocio tra dati georeferenziati e registri catastali.
Il meccanismo della “Compliance” e cosa è successo in seguito ai bonus edilizi
È fondamentale chiarire che queste comunicazioni non sono accertamenti esecutivi o sanzioni immediate. Si tratta di inviti al dialogo: il Fisco segnala un’incongruenza e offre al contribuente la possibilità di giustificare l’omissione o regolarizzare la propria posizione.
L’obiettivo è incentivare il ravvedimento operoso: chi riconosce l’errore e aggiorna la rendita può beneficiare di sanzioni ridotte, evitando contenziosi più onerosi. Il contribuente potrà rispondere telematicamente tramite il servizio “Consegna documenti e istanze” sul portale dell’Agenzia, fornendo prove dell’eventuale correttezza dei dati o correggendo i propri identificativi catastali.
Quando scatta l’obbligo? Non tutti i lavori edilizi implicano un aumento della rendita. Interventi minori, come la sostituzione di una caldaia o il rifacimento del tetto, non richiedono variazioni catastali. L’obbligo sussiste però per tutti i lavori rilevanti che modificano la consistenza, la classe o le caratteristiche oggettive dell’immobile, aumentandone di fatto il valore di mercato e, di conseguenza, la base imponibile per le imposte (IMU in primis).
In sintesi, la “nuova era” dei controlli catastali punta a una mappatura millimetrica del patrimonio immobiliare riqualificato, chiedendo ai cittadini di allineare il valore fiscale dello stabile al suo reale stato post-cantiere. Staremo a vedere cosa succederà dopo i primi controlli relativi ai bonus edilizi, alla luce delle informazioni trapelate proprio in questi giorni in Italia.