Riscaldamento a gas: come consumare meno senza rinunciare al comfort

Il riscaldamento è la voce che pesa di più sui consumi di una casa, ben prima dell’illuminazione o degli elettrodomestici.

Eppure gran parte di quel consumo si può ridurre senza grandi opere, lavorando su tre fronti che spesso vengono trascurati: la caldaia, la regolazione della temperatura e le dispersioni dell’involucro. Vediamo cosa cambia davvero la bolletta e cosa invece resta marginale.

riscaldamento a gas

Quanto pesa il riscaldamento sui consumi di casa

Secondo l’ENEA, riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria assorbono oltre l’80% dell’energia che usiamo ogni anno in casa. È una proporzione che ribalta le priorità di chi vuole risparmiare: prima di sostituire le lampadine conviene capire come funziona l’impianto termico e quanto disperde l’edificio.

Il punto di partenza è quasi sempre la temperatura interna. La normativa fissa per gli edifici residenziali un limite di 20 gradi, con due di tolleranza, e ogni grado in più non è gratuito. L’ENEA stima che ciascun grado di differenza incida tra il 5 e il 10% sui consumi di riscaldamento.

Tradotto: tenere il termostato a 19 gradi anziché a 22 può valere una fetta consistente del combustibile bruciato in una stagione, a parità di tutto il resto.

La caldaia: manutenzione e regolazione prima della sostituzione

Una caldaia trascurata consuma di più e scalda peggio. Incrostazioni di calcare nello scambiatore, combustione mal regolata, pressione dell’impianto fuori range: sono dettagli che si traducono in metri cubi di gas sprecati.

La manutenzione periodica, oltre a essere un obbligo di legge per la sicurezza, riporta il generatore vicino al rendimento di targa. L’ENEA indica che una corretta regolazione e una manutenzione puntuale dell’impianto possono ridurre i consumi fino al 25%.

Quando la caldaia ha molti anni e funziona a camera aperta, il discorso cambia. I modelli a condensazione recuperano il calore latente dei fumi di scarico, quello che le caldaie tradizionali disperdono dal camino, e lavorano a temperature di mandata più basse.

A parità di abitudini garantiscono un rendimento più alto, e danno il meglio se abbinati a impianti che funzionano a bassa temperatura. Sostituire un vecchio generatore con uno a condensazione è uno degli interventi con il ritorno più rapido, soprattutto perché lavora ogni giorno per tutta la stagione fredda.

Sul fronte combustibile, vale la pena ricordare che il prezzo del gas non è una variabile su cui si può intervenire con la chiave inglese.

Qui la leva è contrattuale, non tecnica: il costo della materia prima dipende dalla formula scelta nel contratto di fornitura.

Chi vuole capire la differenza tra una tariffa a prezzo bloccato e una indicizzata all’andamento del mercato trova un confronto chiaro tra le formule nelle offerte gas, dove il prezzo fisso tutela dalle oscillazioni e quello variabile segue il mercato. È una decisione che non riduce i consumi in metri cubi, ma incide sul valore di ogni metro cubo in bolletta, e quindi sulla spesa finale tanto quanto l’efficienza dell’impianto.

Termostati intelligenti: gestire il calore invece di subirlo

Il modo più semplice per non sprecare gas è non scaldare stanze vuote o riscaldare la casa quando non c’è nessuno.

È esattamente ciò che fa un cronotermostato programmabile: accende e spegne l’impianto su fasce orarie definite, alza la temperatura prima del rientro e la abbassa di notte o durante l’orario di lavoro.

I termostati intelligenti aggiungono il controllo da remoto via app, l’apprendimento delle abitudini di chi abita la casa e, nei modelli più evoluti, il rilevamento di presenza.

Le valvole termostatiche montate sui radiatori completano il quadro, perché permettono di regolare il calore stanza per stanza: in camera da letto serve meno temperatura che in soggiorno, e portare la stessa aria calda ovunque è uno spreco.

Seguendo le misure di gestione suggerite dall’agenzia nei suoi decaloghi sul riscaldamento efficiente, ridurre la temperatura di un grado e accendere l’impianto un’ora in meno al giorno vale già intorno al 15% di risparmio sui consumi. Una buona regolazione automatica spinge questo numero più in alto, senza che nessuno debba ricordarsi di toccare la manopola.

Le dispersioni: dove il calore se ne va

Si può avere la caldaia migliore e il termostato più sofisticato, ma se la casa perde calore da finestre, pareti e tetto il gas continuerà a bruciare per compensare. Le dispersioni dell’involucro sono il motivo per cui due appartamenti identici, con lo stesso impianto, possono avere bollette molto diverse.

Gli interventi sull’involucro hanno il maggiore impatto sul lungo periodo. La sostituzione dei serramenti con infissi a taglio termico e doppi o tripli vetri elimina gli spifferi e riduce la dispersione dalle superfici vetrate, che sono il punto debole della maggior parte delle abitazioni.

L’isolamento delle pareti, con un cappotto esterno o interno, e la coibentazione del solaio verso il sottotetto agiscono sulle superfici più estese. L’ENEA stima che un isolamento termico ben realizzato possa ridurre il consumo di combustibile per il riscaldamento fino al 40%. Sono lavori più impegnativi, ma cambiano la classe energetica dell’immobile e tagliano la dispersione in modo strutturale, non stagionale.

Per chi non può affrontare subito una ristrutturazione, restano accorgimenti a costo zero o quasi: schermare i radiatori posti sotto le finestre con pannelli riflettenti, non coprire i termosifoni con mobili o tende, sfruttare il guadagno solare aprendo le tapparelle nelle ore di sole e chiudendole al tramonto. Sono interventi minori, ma sommati spostano l’ago della bilancia.

Da dove conviene partire

La gerarchia degli interventi è abbastanza chiara. Si parte dalle abitudini e dalla regolazione, che costano poco o nulla e danno risultati immediati. Si passa alla manutenzione della caldaia e all’installazione di termostati e valvole intelligenti, con una spesa contenuta e un ritorno rapido. Si arriva infine agli interventi sull’involucro e all’eventuale sostituzione del generatore, più onerosi ma decisivi per chi vuole abbattere i consumi in modo permanente.

Affiancare a questo percorso una scelta consapevole della formula di fornitura completa il ragionamento: lavorare insieme sull’efficienza dell’impianto e sulle condizioni del contratto è il modo più concreto per vedere la bolletta del gas scendere e restare bassa stagione dopo stagione.

Fonti

– ENEA — Interventi di efficienza e risparmio energetico nelle abitazioni (impianti e consigli per il riscaldamento): https://www.efficienzaenergetica.enea.it/servizi-per/cittadini/interventi-di-efficienza-e-risparmio-energetico-nelle-abitazioni/impianti.html

– ENEA — I consigli per risparmiare sul riscaldamento (comunicato): https://www.media.enea.it/comunicati-e-news/archivio-anni/anno-2023/energia-i-consigli-dell-enea-per-risparmiare-sul-riscaldamento.html

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