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Crack Lehman Brothers: Adusbef e Federconsumatori chiameranno in giudizio l’ABI

 Mentre il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, continua a rassicurare i risparmiatori ed i mercati in merito alla tranquillità delle banche italiane “affatto coinvolte” nella tempesta finanziaria, dai sub-prime al crack del secolo di 640 miliardi di dollari, Unicredit e Banca e Intesa San Paolo, hanno cominciato per primi a dare ai propri clienti il triste annuncio: “Gentile Signora/e, a causa del fallimento di LEHMAN BROTHERS le sue obbligazioni non renderanno le cedole promesse e non le sarà rimborsato il capitale” !
Un totale fallimento. Non solo di LEHMAN BROTHERS, ma delle distratte se non colluse autorità di vigilanza, delle agenzie di rating e delle banche che le hanno appioppato ai clienti,ma soprattutto di Patti Chiari, il fraudolento progetto dell’ABI e di talune associazioni dei consumatori che si proponeva di accendere una luce sugli investimenti degli italiani “sicuri” perché pubblicati sul sito. Per “Patti Chiari”, il consorzio dell’Abi che sarà chiamato a rispondere in giudizio per danni ai risparmiatori investitori, mentre non sono affidabili alcuni titoli di Stato italiani,come i BTP a lunga scadenza, i titoli Lemhan erano affidabilissimi !

Tre su cinque di questi titolo sono stati nel paniere di “Patti Chiari” tra le obbligazioni a basso rischio sino al 13 settembre scorso (giorno degli scatoloni) quando sono usciti per la grottesca motivazione –si legge testualmente sul sito – Titolo uscito per incremento siginificativo di rischiosità ! L’incremento significativo di rischiosità per l’Abi, arriva dopo il fallimento di Lehman Brothers, la cui notizia aveva fatto il giro del mondo ! .
Si ringraziano dunque (per ora) le due maggiori banche italiane UNICREDIT e ESA SAN PAOLO che attraverso la loro vasta rete, hanno catturato ancora una volta i malcapitati risparmiatori clienti per avergli piazzato i titoli della banca d’affari americana per conto dei due incaricati: Banca IMI S.p.A. (Gruppo Intesa Sanpaolo) — HVB AG (Gruppo UniCredit). Ma in un mercato globale, dove si infarciscono di prodotti bidone le obbligazioni strutturate come i bond bancari, piazzati perfino ai fondi pensione la cui tracciabilità è impossibile perfino agli “ingegneri strutturatori” ingaggiati a suon di milioni per studiare a tavolino come confezionare prodotti sofisticati che vanno nelle tasche dei risparmiatori finali, come si può pensare di vendere la frottola dell’immunità per le banche e gli operatori finanziari e postali italiani ?
Mentre il rating applicato dalle tre sorelle alla banca dei fratelli Lehman, fino al 18 luglio 2008 era di notevole affidabilità: “A2” per Moody’s, “A” per Standard & Poor’s, “A+” per Fitch, le tre sorelle del rating corresponsabili del crack per non averlo segnalato in tempo e che il 15 settembre, hanno declassato a negativo i loro voti.

Adusbef – Federconsumatori

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