Bonus sociale, guida al risparmio sulla bolletta elettrica
Da gennaio 2009 si potrà usufruire della social card, il cosiddetto “bonus sociale”, lo strumento introdotto dal Governo con l’obiettivo di sostenere le famiglie in condizione di disagio economico, garantendo loro anche un risparmio sulla spesa annua per l’energia elettrica. Tutte le informazioni sul sito dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Sul sito dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas si legge che il bonus sociale è uno sconto applicato alle bollette dell’energia elettrica, per 12 mesi. Al termine di tale periodo, per ottenere un nuovo bonus, il cittadino dovrà rinnovare la richiesta di ammissione. Il sistema sarà pienamente operativo dal gennaio 2009, ma il godimento del “bonus” può essere retroattivo anche per tutto il 2008. In questo caso, però, le richieste dovranno essere presentate entro il 28 febbraio 2009. Le richieste pervenute dopo tale data non consentiranno di beneficiare del bonus retroattivamente per il 2008. Potranno accedere al bonus sociale, secondo quanto stabilito dal governo, tutti i clienti domestici, intestatari di una fornitura elettrica nell’abitazione di residenza con potenza impegnata fino a 3 kW, che abbiano un ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) inferiore o uguale a 7.500 euro.
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L’assessore Croci: “In prima fila per contrastare i cambiamenti climatici”. A Palazzo Reale la terza tappa del road show del progetto del Nobel Al Gore dedicato ai grandi problemi del futuro, dalla mobilità all’approvigionamento energetico sostenibili. L’assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci è intervenuto questa mattina a Palazzo Reale alla presentazione della terza tappa del road show Una mano al pianeta, un’iniziativa organizzata da Climate Project Italia e patrocinata dal Comune di Milano. “The Climate Project” è l’organizzazione mondiale fondata dall’ex Vicepresidente degli Stati Uniti e Nobel per la Pace 2007 Al Gore che è impegnata a far conoscere i problemi del futuro del pianeta e a contrastare i cambiamenti climatici in atto. Il progetto è stato presentato dal direttore di The Climate Project Italia, Mario Alverà. “Milano è tra le città maggiormente impegnate a livello internazionale per ridurre le emissioni dei gas responsabili dell’effetto serra e per contrastare il cambiamento climatico – ha detto l’assessore Croci illustrando le politiche di intervento del Comune. Un impegno concreto, che si dettaglia in un insieme di azioni previste nel piano per il clima cittadino, che prevede interventi sia a favore della mobilità sostenibile che della sostenibilità energetica”.
Il decennio cruciale per lo sviluppo e l’ambiente. È urgente agire subito per promuovere nucleare e rinnovabili, ridurre l’impatto dei combustibili fossili e sviluppare le tecnologie CCS. all’International Energy Agency (lEA) lancia un vero e proprio grido di allarme sulla necessità di accelerare al massimo la transizione energetica verso un sistema più sicuro e meno inquinante. Cioè basato su fonti alternative agli idrocarburi (rinnovabili e nucleare) e su tecnologie a zero emissioni di carbonio, come quelle di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS – Carbon Capture and Storage). Osserva l’IEA – il ritmo stupefacente dello sviluppo di Cina e India sta trasformando il sistema energetico globale, a causa tanto dell’incremento del loro fabbisogno energetico, quanto del peso crescente che stanno acquisendo nel commercio internazionale di materie prime energetiche. Lo sviluppo dei due giganti asiatici consente di migliorare la qualità della vita di miliardi di persone. È quindi una legittima aspirazione che il mondo deve favorire e integrare. Ma sono comunque allarmanti le conseguenze di una crescita incontrollata della domanda di energia, che peraltro non avviene solo in Cina e India, ma anche dei Paesi industrializzati e degli altri Paesi in via di sviluppo. Nel 2030 saremo ancora dipendenti dalle fonti fossili. Se non si riesce a modificare l’attuale trend – osserva l’IEA nello scenario tendenziale dell’Outlook 2007 - i consumi di energia primaria aumenteranno del 55% entro il 2030, dagli 11,4 miliardi di tep (tonnellate equivalenti di petrolio) del 2005 a 17,7 miliardi di tep. Il 74% della nuova domanda proverrà dai Paesi in via di sviluppo, con un buon 45% a carico solo di Cina e India. I maggiori consumi saranno coperti per l’84% dai combustibili fossili. Pertanto il petrolio vedrà ridurre la propria quota di copertura della domanda globale di energia (dal 35% attuale al 32%), ma resterà comunque il principale combustibile, a causa del forte incremento della domanda per autotrazione.La quota del carbone sui consumi globali salirà dall’attuale 25 al 28%. Un aumento apparentemente modesto, che tuttavia implica un incremento del 73% in termini di minerale utilizzato rispetto ad oggi.
Per il Codacons bisogna fare le leggi, non codici etici. Il governo non propone nulla per i consumatori. Tra le misure per fronteggiare la crisi economica illustrate dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti in Parlamento, c’è quella di un codice etico che le banche dovrebbero adottare in favore dei clienti. Per il Codacons, però, si tratta di un provvedimento assolutamente inutile ed insignificante. Le banche da sempre ostacolano persino l’applicazione delle leggi esistenti, figurarsi che ne farebbero di un codice etico. Dalla legge sulla portabilità a quella secondo la quale le variazioni dei tassi di interesse conseguenti a decisioni di politica monetaria devono riguardare contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori, sono tutte norme vigenti sistematicamente violate dalle banche. I consumatori sono stufi di Patti chiari & company e chiedono leggi precise che stabiliscano anche sanzioni specifiche per chi poi non le applica, anche se la soluzione vera ci sarà solo quando verrà introdotta una class action con il danno punitivo.
Promuovere il risparmio energetico e incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Questi gli obiettivi del ‘Fondo di rotazione per le energie intelligenti’ istituito dall’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio con il supporto di Sviluppo Lazio e presentato oggi alla stampa. Con l’attivazione del Fondo di rotazione da 7,5 milioni di euro, la Regione punta a sostenere i cittadini che intendono accedere alle energie rinnovabili. Il Fondo di rotazione regionale va a finanziare i piccoli impianti fino a 20kW, tramite le banche convenzionate, Unicredit Banca di Roma e Banca di Credito Cooperativo (BCC). Il Fondo permette, attraverso un tasso dello 0,5% annuo sulla metà dell’importo finanziato per la costruzione dell’impianto fotovoltaico, di abbattere il tasso generale del finanziamento dal 6,5% medio al 3,5%. Il meccanismo di ‘microcredito per le rinnovabili’ si somma al conto energia e permette al cittadino, attraverso il cosiddetto ‘scambio sul posto’, di non pagare nulla per le rate relative all’installazione dell’impianto e ridurre a zero il costo della bolletta elettrica fin dal primo chilowatt prodotto. Il finanziamento viene erogato per 15 anni, durante i quali i cittadini risparmiano fino a 10.500 euro sulla bolletta dell’energia elettrica. Dal quindicesimo anno, sia l’incentivo del conto energia, sia il risparmio in bolletta diventano un guadagno netto, per cui ogni anno si guadagneranno 2.338 euro per un totale di 11.690 euro in cinque anni. Al termine dei venti anni di funzionamento dell’impianto fotovoltaico, che può continuare a produrre per altri dieci anni energia pulita gratis, la somma totale che rimane in tasca alla famiglia proprietaria dell’impianto è di 22.190 euro.
L’assessore Masseroli: “Un luogo che potrebbe diventare per Milano un’opportunità reale per confrontarsi con le esperienze riuscite delle altre metropoli”. La mostra ‘Changing cities’ chiude con un convegno a Palazzo Giureconsulti dedicato a due città europee che negli ultimi anni sono state rivoluzionate: Barcellona e Berlino. Per celebrare il numero 100, la rivista ‘Area’, oltre alla rassegna fotografica, ha organizzato l’incontro per studiare le sperienze di due realtà diverse. Barcellona è quella più simile al caso milanese, con un grande evento internazionale che potrebbe aiutare a ridisegnare il volto della città. Anche a Berlino non mancano le costruzioni-icona ma queste devono essere ben integrate e sono state affiancate da edifici più piccoli, dove l’architettura quasi scompare, per riportare i cittadini in città per ripopolarla. Sono i commenti degli stessi artefici di quei cambiamenti, i direttori dei progetti urbanistici e architetti, Josep Acebillo e Hans Stimmann, hanno illustrato le dinamiche di evoluzione delle due metropoli.
Fino al 2 dicembre una rassegna di eventi illustrerà lo sviluppo urbano che subirà la città capitale dell’architettura moderna italiana fino all’appuntamento dell’Expo 2015. I progetti di Cino Zucchi per Portello Fiera e di Scandurra Studio per Zurigo Hedquarter a Maciachini saranno esposti fino al 2 dicembre nello Spazio FMG di Fabbrica Marmi e Graniti, in via Borgognone 27. Le due opere, quasi terminate che si distinguono per qualità progettuale, fanno parte della mostra dal titolo “Milano work-in progress”: una rassegna di eventi che illustrerà la migliore produzione, i temi, i problemi e gli attori emergenti della città capitale dell’architettura moderna italiana. Già nel maggio 2007 la galleria aveva ospitato una mostra dedicata a quattro progetti di edifici verticali disegnati da architetti italiani a Milano. L’esposizione, curata da Luca Molinari, e patrocinata dell’Assessorato allo Sviluppo del Territorio, mette in mostra il lento processo della metamorfosi urbana che conoscerà nei prossimi anni una progressiva accelerazione fino all’appuntamento dell’Expo 2015.
L’informazione pubblica sui diversi aspetti dell’innovazione scientifica e tecnologica viene spesso accusata di essere incompleta, influenzata da interessi di parte e di non rispondere ai valori e alle priorità degli esperti o, in alternativa, ai bisogni e ai timori della popolazione. Nell’ambito della discussione pubblica su rischi e benefici delle radiazioni ionizzanti e dell’energia nucleare, si assiste spesso a una polarizzazione fra due posizioni antitetiche tra chi nega ogni pericolo e chi, al contrario, ne demonizza ogni utilizzo e sviluppo. In assenza di spazi di dialogo e confronto, queste due posizioni tendono ad ignorarsi e screditarsi l’un l’altra. Di fronte a questioni che toccano una molteplicità di aspetti di natura sociale, politica, etica ed economica e che coinvolgono la salute e la sicurezza dei cittadini e la protezione dell’ambiente, risulta spesso difficile formarsi una conoscenza di base sufficientemente ampia su cui poter fondare scelte individuali informate e consapevoli.
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