MIPIM 2008: Pubblico e Privato insieme per Milano

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Alla manifestazione di Cannes, dove si incontrano i principali operatori, sono intervenuti in diversi momenti gli assessori del Comune Masseroli, Orsatti e Verga

Una quattro giorni per parlare di immobili, progetti, strategie e sviluppo. Il Mipim-Mercato internazionale della proprietà immobiliare è in corso a Cannes fino a venerdì 14 marzo. Da Milano hanno partecipato agli incontri in calendario l’assessore alla Casa e al Demanio Gianni Verga, l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Identità Massimiliano Orsatti e l’assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli.

“Ritorno allo Sviluppo” – E’ il titolo del dibattito al quale ha preso parte l’assessore Verga in tema di project financing e nuove prospettive per Milano.
“Il project financing ha come presupposto un rapporto concreto e adulto tra pubblico e privato. In Italia questo è possibile nelle realtà dove, in questi anni, il pubblico e il privato hanno cominciato a collaborare e hanno realizzato interventi concreti. Questo è accaduto a Milano nel comparto immobiliare con i programmi integrati di intervento e in alcuni specifici programmi della mobilità, che hanno coinvolto soggetti privati nella realizzazione di parcheggi e di una linea della metropolitana”.

“Oggi – ha concluso Verga – è possibile avviare una stagione nuova per molti altri ambiti. Nuove prospettive si aprono nella realizzazione e gestione dei servizi del comparto sanitario, dell’educazione e della cultura, oltre che nelle infrastrutture a rete tradizionali”.

Pubblico e privato – “La realtà milanese – ha detto l’assessore Orsatti nel suo intervento – è nuovamente presente a Mipim con la consueta e rafforzata formula della partnership pubblico-privata. La città di Milano, grazie alla stretta collaborazione con Provincia e Camera di Commercio, persegue con determinazione la promozione del proprio territorio a livello nazionale e sempre con maggior forza anche sul piano dei mercati internazionali. In tal senso anche i privati trovano sempre maggiore interesse ad essere presenti insieme alle istituzioni determinando quelle sinergie finalizzate alle necessarie economie di scala indispensabili per poter competere con i grandi sistemi territoriali consolidati come quelli europei ma anche con quelli emergenti come i paesi dell’est europeo e il sud est asiatico e, domani, Cina e India”.

“Grazie a questa visione e alla volontà di fare sistema – ha proseguito Orsatti – è stato possibile dare corso alla candidatura di Milano all’Expo 2015, che, dopo oltre 15 mesi di lavoro, il prossimo 31 marzo con la votazione presso il BIE (Bureau Intenational des Exposition), vedrà l’esito dei propri sforzi. Alcune positive ricadute la competizione per l’Expo le ha già lasciate: il sistema territoriale, per esempio, con questa candidatura ha potuto affinare livelli di cooperazione che, in ogni caso, rimarranno patrimonio di questo territorio e gli consentiranno il perseguimento degli ambiziosi obiettivi già traguardati con Expo 2015”.

Piano di sviluppo – “Le parole chiave – ha detto Masseroli – per comprendere le nuove direttrici dell’urbanistica milanese saranno equità e flessibilità”.

Nella sua relazione l’assessore ha spiegato come, dopo trent’anni, Milano sta per dotarsi di un piano di sviluppo che, dopo essere stato condiviso dagli attori e dalle categorie sociali presenti in città, disegnerà le regole della metropoli del futuro, che sarà – ha spiegato “più bella e più vivibile”.

“L’equità è raggiunta – ha aggiunto Masseroli – attraverso nuovi strumenti che assicurano pari opportunità di sviluppo a tutti i proprietari fondiari. Ad esempio, attraverso l’attribuzione di uno stesso indice edificatorio a tutti i proprietari di aree interessate da trasformazioni urbanistiche. La flessibilità del nuovo piano è legata alla possibilità di negoziare aumenti della capacità edificatoria a patto che si promuovano progetti coerenti con gli obiettivi generali dell’Amministrazione”.

“Lo sviluppo di potenzialità edificatorie superiori a quelle ordinariamente attribuite alle aree di sviluppo della città – ha concluso Masseroli – è comunque subordinata a un’attenta valutazione della qualità urbanistica e architettonica del progetto e della sua sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

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