Sardegna: inaugurato l’impianto di potabilizzazione a Tortolì

di Redazione Commenta

Il Presidente della Regione e l’assessore dei lavori pubblici invitano la popolazione a bere l’acqua trattata, più sicura di quella imbottigliata. La prossima settimana sarà inaugurato un impianto anche nell’alta Baronia. Il Presidente della Regione, Renato Soru, e l’assessore regionale dei Lavori pubblici, Carlo Mannoni, hanno presenziato all’inaugurazione del potabilizzatore realizzato alle porte di Tortolì. Si tratta di un’opera importante, che consentirà tra l’altro di far fronte ad eventuali emergenze idriche soprattutto nel periodo di maggior afflusso turistico nella località ogliastrina. “Questa – ha spiegato Soru – è un’opera finanziariamente non rilevantissima, ma in realtà è un tassello importante della volontà dell’amministrazione regionale, insieme ad Abbanoa e all’Ato, di fare in modo che i sardi smettano di bere acqua minerale. L’Italia è il Paese in Europa che consuma più acqua minerale, non si capisce per quale motivo. E la Sardegna, tra le regioni italiane, è di gran lunga quella in cui si consuma più acqua minerale.

Evidentemente abbiamo avuto impianti di potabilizzazione e distribuzione non adatti. Questo comporta fatica, costi per le famiglie e un grande costo ambientale per lo smaltimento dei rifiuti”. “L’obiettivo prioritario – ha sottolineato ancora il Presidente Soru – è quello di fare in modo che questa regione diventi normale anche nel consumo dell’acqua. Vogliamo fare in modo che la pubblica amministrazione sia capace di dare un servizio pubblico essenziale, qual è quello della distribuzione dell’acqua, che i cittadini si fidino e che noi siamo capaci di riconquistare la fiducia dei cittadini”. “Abbiamo da fare anche un passo culturale. A Cagliari tanta gente è ancora abituata ad acquistare le bottiglie, eppure l’acqua è buona. E’ più buona dell’altra e persino più sicura. Nei prossimi giorni risolveremo il problema di tutta l’alta Baronia, da Orosei a Galtellì a Torpè, tutti quei paesi che oggi usano l’acqua del Cedrino, la quale non è sicura perché ancora vi scaricano acque reflue non sufficientemente trattate.

E’ previsto un intervento non troppo dissimile da questo di Tortolì, con un by-pass sul Cedrino e nuove tubature che passano vicino a Oliena e portano l’acqua dai monti di Orgosolo”. L’impianto di Tortolì nelle prossime settimane passerà dalla gestione di una ditta esterna a quella internalizzata di Abbanoa. “Credo che sia una buonissima soluzione – ha commentato Soru -, per i pochi anni che separano al completamento dello schema idrico numero 37 per un nuovo, grande potabilizzatore che servirà 120mila persone di tutta l’Ogliastra. Questo schema è in gran parte finanziato: in questo momento stanno lavorando circa cento ingegneri in tutta la Sardegna per fare i progetti preliminari degli schemi idrici di cui non esiste la progettazione. Vorremmo fare nel prossimo autunno un’unica, grande gara d’appalto per realizzare in un solo colpo tutti gli impianti necessari e permettere a tutti i sardi di bere acqua in perfetta sicurezza, dimenticando il periodo delle bottiglie di plastica”. Il Presidente Soru si è poi rivolto agli amministratori locali presenti all’inaugurazione dell’impianto di Tortolì. “Le risorse europee 2007-2013, che oggi abbiamo iniziato a spendere, ci pongono due condizioni: ridurre le perdite negli schemi idrici al massimo al 25 per cento (oggi siamo ancora al 60 per cento) e fare in modo che oltre il 70 per cento delle acque reflue della Sardegna siano effettivamente trattate. Il nostro obiettivo è di arrivare addirittura al cento per cento, non solo per la premialità europea ma anche per evitare l’attuale dispersione. Sarà dura, dobbiamo farlo entro i prossimi anni, ma non possiamo permetterci di buttare una sola goccia d’acqua: sappiamo tutti che si va verso la desertificazione”.

www.regione.sardegna.it

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