Abitare, casa in condivisione: è boom

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Abitare, casa in condivisione: è boom

È il concetto di sharing che coinvolge anche la casa, ovvero l’abitare in condivisione

È iniziato tutto con il car sharing, l’operazione che consente di guidare un’auto solo quando se ne ha bisogno senza possederne una di proprietà e senza le spese e gli oneri di gestione. Ma poi il concetto di ”sharing”, di condivisione, si è applicato anche al settore immobiliare e alle vacanze: infatti, condividere un appartamento permette durante i mesi estivi significativi risparmi, soprattutto in tempo di ristrettezze economiche.

Una possibilità ottimale che i giovani universitari fuori sede non si sono lasciati sfuggire, bypassando così i tempi e i costi delle agenzie. Ed ora, con la crisi che continua a pesare sul bilancio familiare, aumentano gli italiani disposti a condividere le mura domestiche.

Il sito di annunci gratuiti kijiji.it – analizzando gli annunci inseriti negli ultimi 15 giorni – ha, infatti, riscontrato un aumento del 25% di ricerche e offerte per la condivisione di appartamenti.

A optare su questa convivenza sono per lo più giovani single alle prese con il loro primo lavoro, ma anche coppie disposte a sacrificare un po’ della loro privacy in cambio di un po’ risparmio a fine mese, visti gli esorbitanti costi dell’affitto.

Basta pensare – denuncia il Sunia, il sindacato degli inquilini e degli assegnatari – che nell’ultimo decennio i prezzi dei contratti di locazione privati sono cresciuti del 150% in Italia e del 165% nelle grandi città.

Ma il boom della casa in condivisione è scoppiato anche per scappare dal monolocale. Per molti è infatti riduttivo vivere in 20 metri quadrati, con una media di 500 euro al mese.

Quindi analizzando, nello specifico, le richieste arrivate sul sito di annunci si scopre che la soluzione-tipo è uno spazio privato che è confinato a un posto letto, al massimo un’intera stanza, con cucina e bagni in comune.

Mentre per quanto riguarda le città più battute, gli aspiranti condivisori preferiscono Milano e Roma. In particolare, nel capoluogo lombardo Città Studi conquista la vetta delle preferenze, seguita dalla zona Navigli particolarmente ricca di soluzioni abitative adatte a grandi gruppi, come loft e open space, in ultima posizione la zona Gioia. A Roma, invece, su tutte vince Tor Vergata, seguita da Trastevere e Testaccio.

In queste città si registra un vero boom per gli appartamenti da tre, quattro o addirittura sette stanze. Per evitare liti tra coinquilini, però, bisogna avere notevoli qualità. Primo requisito il carattere solare e la flessibilità (39%), segue l’ordine (33 %) e la predisposizione all’economia domestica (28 %) che si tratti di fare la spesa oppure occuparsi delle pulizie in casa. Infine, molti inseriscono tra le clausole l’amore per gli animali e quello per la musica.

Fonte: miaconomia

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