Casa e sociologia: due fattori che si integrano a vicenda

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Casa e sociologia: due fattori che si integrano a vicenda

Il mondo immobiliare direttamente proporzionale ai cambiamenti sociologici

Da sempre il mondo immobiliare è molto attento a quanto succede nella società o ai cambiamenti sociologici. A conferma di questa tesi ci limitiamo a fare due esempi di storia recentissima: dieci anni fa circa i primi sbarchi massicci di extracomunitari clandestini in Italia si sono poi tradotti, a distanza di due lustri o poco più, in una percentuale nazionale intorno al 10% del mercato immobiliare relativo alle compravendite di case. È noto, infatti, come alcune professioni usuranti siano oggi appannaggio esclusivo della popolazione di origine straniera.

Invece, limitandoci a considerare le famiglie italiane, va da sé che l’aumento esponenziale delle separazioni ha influito in maniera considerevole anche sul mercato delle locazioni, in quanto appena la coppia scoppia uno dei due ex deve risolvere uno dei problemi fonte di maggior trauma, ovvero, il cambio casa.

In questo scenario di novità socialmente rilevanti, stiamo assistendo da qualche anno ad un fenomeno che rischia, nel medio/lungo periodo, di creare danni irreversibili alla nostra economia e al mercato immobiliare in genere, che è una colonna portante del Prodotto Interno Lordo, ovvero il bassissimo tasso di natalità, problema comune ai paesi maggiormente sviluppati (siamo i fanalini di coda in Europa insieme alla Germania).

Chi ad agosto ha avuto la fortuna di andare al mare o in montagna avrà notato come intere località siano riuscite ad arginare gli effetti negativi della crisi grazie e solo alle famiglie con bambini, le uniche o quasi che, da nord a sud, affittano appartamenti (grazie, spesso, al contributo economico essenziale di nonni), fanno la spesa al supermercato locale e/o prendono l’ombrellone e il lettino per un mese.

Il concetto della vita di coppia trendy senza figli, invece, è stato ripreso dalla scrittrice americana Elisabeth Gilbert (autrice del best-seller ”Eat, Pray, Love”, un milione di copie vendute solo negli Stati Uniti, è appena uscito nelle sale cinematografiche italiane la trasposizione del libro) nel proseguimento del libro, intitolato ”Committed, che parla delle vicissitudini di Felipe, protagonista di ‘Mangia, Prega, Ama’ in terra americana, costretto da un cavillo burocratico a sposarsi contro la propria volontà.

Sul tema del diritto a vivere una vita felice senza figli si è scatenato, negli ultimi tempi, anche l’universo di Internet che, pomposamente, ha ribattezzato il concetto coniando il termine ”free-child”. In rete, invece, ha destato stupore l’iniziativa di una coppia belga di organizzare un paio di anni fa la festa dei non genitori (è stata un successo e, quest’anno, è stata allargata anche ad altri Stati).

La questione, dunque, è complessa e delicata: da un lato, troviamo le famiglie con figli che rivendicano maggiore attenzione per le generazioni future, dall’altro, invece, ci sono le coppie che rinunciano, per scelta, ad avere bambini.

Di certo c’è che uno dei parametri per valutare il futuro economico e sociale di un paese è quello dell’età media dei suoi abitanti e, a tale proposito, uno stato con bassissimo tasso di natalità come il nostro preoccupa, e molto, chi ha cuore le sorti dell’Italia. Pertanto, auspichiamo che Governo, da un lato, e famiglie dall’altro, facciano ciascuno la propria parte e si possa, al più presto, invertire la rotta riguardante il tasso di natalità che è positivo solo e grazie al contributo essenziale delle mamme straniere.

Kevin John Carones e Anna Sara Balloni

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