L’indagine Tecnoborsa 2011, le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città (2^ parte)

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Transazioni effettuate e previste – il trend dei mutui
“Per quanto riguarda i mutui, l’analisi appena condotta da Tecnoborsaha detto il Presidente Giammariaevidenzia come una netta maggioranza delle famiglie (58,1%), che nelle sei maggiori città italiane hanno acquistato un bene immobile nel biennio 2009-2010, hanno acceso un mutuo o un finanziamento e la situazione è rimasta sostanzialmente immutata rispetto a quanto riscontrato nell’Indagine precedente, ma il livello del finanziamento risulta inferiore rispetto al passato”.

Rispetto alla tipologia di immobile acquistato, emerge con chiarezza dall’Indagine che è molto elevato il ricorso al mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale (65,1%); al secondo posto si trovano i mutui per le case destinate ai parenti prossimi (50%); in terzo luogo ci sono quelli accesi per acquistare la casa vacanze (38,3%); infine, i mutui per le case acquistate per investimento/reddito (23,5%).
Dal confronto storico emerge che sono aumentate le famiglie che hanno acceso un mutuo per acquistare una casa per parenti prossimi o per investimento; viceversa, sono diminuite quelle che lo hanno fatto per comprare una seconda casa vacanze.
Quanto ai canali utilizzati per reperire il finanziamento, dalle risposte fornite dal campione intervistato è risultato che l’85% si è recato presso la propria banca, a dimostrazione di un elevatissimo grado di fidelizzazione del rapporto bancario; il restante 15% ha ottenuto il mutuo tramite canali specializzati, come altri istituti di credito, canali on-line, broker, finanziarie.
Dall’analisi delle risposte fornite emerge che il 37,8% di coloro che hanno acquistato un immobile nel biennio 2009-2010 ha richiesto un prestito che copre fino al 20% del prezzo pagato.
Una percentuale che si spiega per vari fattori: innanzitutto, i dati dell’Indagine Tecnoborsa 2011 sulle transazioni effettuate indicano che oltre il 50% di chi ha venduto un immobile lo ha fatto per acquistarne un altro, dunque ha già un buon capitale di partenza e necessita solo di un mutuo che lo integri; inoltre, i rilevanti importi dei prezzi delle case nelle grandi città fanno sì che il 20% di mutuo corrispondano spesso a una cifra già consistente.
Proseguendo con l’analisi dei dati, emerge che l’11,1% ha acceso finanziamenti che vanno dal 21% al 40% dell’importo dell’immobile; il 5,8% ha acceso mutui che coprono fra il 41% e il 60% del prezzo dell’immobile; solo il 3,2% degli acquirenti ha utilizzato finanziamenti che vanno dal 61% all’80% del costo totale necessario all’acquisto; infine, quasi nessuno (0,2%) ha preso mutui che coprono più dell’80% del prezzo del bene.
Il Presidente di Tecnoborsa ha affermato che: “Da questi risultati si deduce che nel biennio preso in esame hanno acquistato casa prevalentemente famiglie con una buona disponibilità economica di base o che comunque si sono orientate verso case il cui prezzo era adeguato alle proprie possibilità, come confermato dall’Indagine 2011 sulle transazioni effettuate, in cui si rileva che per il 61,6% di coloro che hanno acquistato un’abitazione principale il fattore che ha influito maggiormente sulla scelta è stato il prezzo della casa. Inoltre, circa il 60% delle famiglie che hanno acceso un mutuo negli ultimi due anni ha impegnato mediamente fino al 30% del proprio reddito per il pagamento delle rate, il che denota una certa prudenza sia da parte dell’istituto che eroga il finanziamento sia da parte delle famiglie; il 15,1% ha impegnato per la rata dal 30% al 40% del proprio reddito; il 21,8% dal 40% al 50% e solo il 2,4% oltre il 50%. Dati che confermano la scarsa propensione all’indebitamento degli italiani oltreché evidentemente il momento di minore propensione degli Istituti di credito a finanziare le famiglie”.
Dall’analisi emerge infatti che gli istituti di credito spesso richiedono ulteriori garanzie a tutela del prestito erogato: nel 25% dei casi, oltre all’ipoteca sul bene acquistato, è stata pretesa dalla banca una garanzia aggiuntiva: 27,4% di costoro ha dovuto fornire un’ulteriore garanzia ipotecando anche un secondo bene; un 51,6% è ricorso alla fideiussione bancaria di un terzo; infine, un 48,4% ha dovuto sottoscrivere una polizza assicurativa a copertura di parte del capitale erogato.
a cura del Centro Studi sull’Economia Immobiliare – CSEI Tecnoborsa
www.tecnoborsa.it

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