Emilia Romagna: case, verde, servizi. Aprono i cantieri in undici città

 Aprono in Emilia Romagna i cantieri per gli interventi previsti dai Contratti di quartiere che finanziano in regione programmi di recupero urbanistico nelle città di Piacenza, Fidenza (Pr), Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imola, Ferrara, Bondeno (Fe), Ravenna, Faenza (Ra) e Forlì. Sono oltre ottantadue milioni di euro le risorse destinate al recupero di quartieri ed aree degradate delle città dell’Emilia-Romagna. Considerando anche l’apporto dei privati, dei Comuni e degli altri soggetti coinvolti negli interventi, l’investimento complessivo arriva a circa 215 milioni di euro, di cui 64 da parte dei Comuni. L’obiettivo degli interventi è di aumentare gli spazi verdi, i servizi e realizzare abitazioni più confortevoli ma anche combattere emarginazione e insicurezza. Il via libera ai lavori è arrivato oggi, 9 luglio, con la sottoscrizione, tra Regione e Comuni, degli accordi di programma operativi. “Sono interventi – ha spiegato l´assessore regionale alla programmazione e sviluppo territoriale Luigi Gilli – che attuano anche obiettivi di sostenibilità energetica ed ambientale. Interventi nei tessuti urbani che riqualificano l´esistente e, soprattutto, non consumano nuovo territorio con l´obiettivo di migliorare la qualità delle città e delle loro periferie”.

Inflazione: “Male BCE, si lasci da parte il reddito fisso, salari e pensioni”

 (Federconsumatori) Salari e pensioni gia falcidati da politiche disastrose. La Banca Centrale Europea, dopo il disastro combinato con l’aumento del tasso di sconto, che aggraverà le condizioni delle già colpite famiglie che hanno contratto mutui a tasso variabile o che si dovranno indebitare per tirare avanti (questioni che comprimeranno ancor di più i consumi, sia in quantità, ma come diciamo inascoltati da anni, in qualità) si permette di dare, oggi, ulteriori consigli del tutto inaccettabili, in relazione a salari e pensioni. Se c’è qualcosa da bloccare per bilanciare il mercato, costituito soprattutto dalla domanda di vasta scala, quella cioè relativa al largo consumo, sono i prezzi in tutti i settori e le tariffe, non solo quelle dei servizi, ma anche quelle di artigiani e professionisti.

Appalti: Crollo del mercato a giugno. Ancora positivi i dati del semestre

 Il primo semestre dell’osservatorio Oice/Informatel sugli appalti pubblici di ingegneria, architettura e consulenza tecnico economica si chiude con i dati di giugno che interrompono, con un vero e proprio crollo, la tendenza di moderata crescita del valore posto a base di gara nei primi cinque mesi dell’anno. Nonostante ciò rimane ancora positivo il confronto con il primo semestre 2007. Infatti, le gare indette nel mese sono state 344 (di cui 27 sopra soglia) per un importo complessivo di 32,9 milioni di euro (18,5 milioni di euro sopra soglia). Il confronto con giugno 2007 vede diminuire il numero delle gare del 34,7% (-52,6% sopra soglia e -32,6% sotto soglia) e ancor più drasticamente ridursi il loro valore con una flessione del 70,9% (-80,2% sopra soglia e -28,2% sotto soglia). L’importo medio unitario dei bandi è stato di 94.940 euro (-55,5%). Nel primo semestre risultano pubblicate 2.328 gare, per un valore di 380,7 milioni di euro. Il confronto con lo stesso periodo del 2007 mostra una flessione del 21,0% in numero (+22,4% sopra soglia e -24,4% sotto soglia) e una crescita del 13,3% in valore (+29,0% bandi sopra soglia e -15,3% sotto soglia).

Regioni: programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile. Orientamenti delle Regioni per la predisposizione dei bandi

 A seguito della sentenza del 5 novembre 2007 del Tar Lazio, resa su ricorso della Regione Umbria, con la quale è stato annullato il D.M. 8 marzo 2006 per “Il completamento del programma innovativo in ambito urbano Contratti di quartiere II”, con il D.M. del 26.03.2008 prot. n. 2295 del Ministero delle Infrastrutture, è stato attivato un programma innovativo in ambito urbano denominato: “Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile”. Questo programma, da realizzarsi con il concorso e la collaborazione delle Regioni, è finalizzato all’incremento della disponibilità degli alloggi in locazione a canone sostenibile e al miglioramento infrastrutturale di ambiti urbani e quartieri degradati caratterizzati da condizioni di forte disagio abitativo. Il Decreto, è stato accolto con notevole interesse da parte delle Regioni, che hanno tenuto un incontro a Roma, in data 8 aprile 2008, al fine di concordare linee di indirizzo comuni per la realizzazione del programma medesimo. Dal dibattito scaturito sono emerse riflessioni e indicazioni di carattere generale. In primo luogo unanimemente si è ritenuto più opportuno, anziché predisporre un bando unico o un modello di bando “tipo”, fissare alcuni contenuti comuni relativamente a tempi e procedure da rispettare nei bandi regionali, lasciando poi a ciascuna Regione la definizione dei dettagli in funzione di specifiche problematiche ed esigenze del caso. Per cui, fermi restando le caratteristiche, i contenuti edilizi e urbanistici che il D.M. di che trattasi ha sancito come imprescindibili, e che di seguito vengono sinteticamente esposti, si è teso ad indicare delle soluzioni, anche interpretative, su quegli elementi che il Decreto non ha definito nello specifico, ma che si è convenuto debbano essere contenuti in modo omogeneo in tutti i bandi regionali per la realizzazione dei programmi in questione.

Sicet e Sindacati Inquilini chiedono al Governo di cambiare rotta

 Gli articoli 11 e 13 della manovra economica del Governo contengono le misure definite: “Piano casa”. Il Piano prevede la realizzazione di programmi regionali. Di edilizia (cosiddetta) sociale,da attuarsi con accordi di proget-financing tra regioni e privati, definendo : Costituzione di fondi immobiliari destinati alla valorizzazione e all’increment dell’offerta abitativa. Alienazione del patrimonio abitativo pubblico i cui proventi saranno destinati alla costruzione di nuove case popolari; forti premialità in aumento di diritti edificatori; concessione di edificabilità delle aree a standar urbanistico destinato a servizi; utilizzo delle modalità per lo snellimento burocratico previste dalla legge obiettivo. Il SICET e gli altri sindacati degli inquilini hanno fortemente contestato il Piano governativo, specificando che le critiche derivano specificatamente dai seguenti motivi:
1) Non ci sono risorse economiche nuove;
2) Il Piano utilizza stanziamenti per programmi e progetti in fase di realizzazione;
3) Non è rispondente alle esigenze reali dei portatori dei bisogni abitativi;
4) Il provvedimento sfugge le competenze costituzionali esclusive delle regioni e degli enti locali in materia di legislazione urbanistica e di edilizia residenziale pubblica;
5) Così come è scritto il Piano è di difficile realizzazione a causa delle imprecisioni e della mancata regolamentazione degli strumenti operativi (ad esempio dei fondi immobiliari).
In pratica il ministro Tremonti cerca di mantenere inalterata la sua fama di inventore della finanza creativa e ci propina una scopiazzatura disordinata di programmi regionali, in particolare della Lombardia, con l’obiettivo dichiarato di marcare una qualche differenza col precedente Governo. La questione delle risorse è il problema centrale.

Box auto, sì al 36% anche senza preliminare registrato

 E’ sufficiente l’accettazione, da parte del consiglio di amministrazione della cooperativa, della richiesta di assegnazione del bene per provare la sussistenza del vincolo pertinenziale. Ammesso il beneficio della detrazione d’imposta del 36% sull’acquisto, da parte dei soci di cooperative edilizie, di box e posti auto pertinenziali anche in assenza di un compromesso di vendita regolarmente registrato. E’ sufficiente infatti che il verbale di accettazione, da parte del Consiglio di amministrazione, della richiesta di assegnazione del bene sia trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni, perché i soci della cooperativa edilizia possano fruire dell’agevolazione fiscale sugli acconti pagati con bonifico. Questo, in sintesi, il contenuto della risoluzione n. 282/E del 7 luglio 2008, in risposta alla richiesta di chiarimenti sul diritto alla detrazione Irpef per l’acquisto di box e posti auto pertinenziali realizzati dalle cooperative edilizie (articolo 1, legge 449/1997). L’Agenzia rileva in via preliminare che, come specificato nella circolare 55/2002, nel caso in cui l’atto di acquisto sia stipulato successivamente al versamento di acconti, è riconosciuta la detrazione in relazione ai pagamenti versati con bonifico – fino a concorrenza del costo di costruzione del box dichiarato dal costruttore – a condizione che vi sia una regolare registrazione del compromesso di vendita, in quanto è necessario comprovare il vincolo pertinenziale tra abitazione e box (vedi anche risoluzione 38/2008).

Cessioni immobiliari, il vecchio atto segue la vecchia disciplina

 Fermi i limiti alla rettifica previsti dalle norme ante decreto Visco-Bersani per le passate compravendite prive di esplicita richiesta del “prezzo-valore”. I limiti all’accertamento di valore previsti dal Testo unico del Registro (Tur) restano validi per gli atti stipulati, senza espressa opzione per l’applicazione del criterio “prezzo-valore”, prima del 12 agosto 2006, data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl “Visco-Bersani”. Questo, in estrema sintesi, il chiarimento fornito dalle Entrate, con la risoluzione n. 285/E del 7 luglio 2008, a un consiglio notarile, relativamente ad alcuni atti di cessione di immobili abitativi stipulati tra gennaio e luglio 2006, il cui valore è stato sottoposto a rettifica benché non inferiore a quello catastale. In particolare, nel documento è ricordato che, sulla base di quanto previsto dall’articolo 52, comma 4 del Tur, non è sottoposto a rettifica, tra l’altro, il valore o il corrispettivo dei fabbricati, iscritti in catasto con attribuzione di rendita, dichiarato in misura non inferiore a cento volte il reddito catastale, aggiornato con i coefficienti stabiliti per le imposte sul reddito. Prima delle novità introdotte dal “Visco-Bersani” (Dl 223/2006), dunque, il potere di rettifica del valore degli immobili – come anche dei diritti reali sugli stessi – non poteva essere esercitato se il valore dichiarato fosse almeno pari al valore catastale, moltiplicato per i coefficienti previsti.

Regioni: maggiore qualita’ urbana e ambientale per il turismo in Italia

 In un documento approvato il 3 luglio in materia di turismo la Conferenza delle Regioni afferma “la necessità di promuovere, attraverso un’intesa tra Stato, Regioni ed Imprese, un “Piano strategico” del turismo italiano entro il 2008. Tale Piano dovrà individuare i mercati obiettivo e le azioni da compiere per incontrare la domanda turistica, formare un budget da investire attraverso l’ENIT; di seguito le singole Regioni decideranno su quali di essi aggiungere risorse proprie. A quel punto i privati avranno a disposizione un contesto chiaro per decidere dove e come svolgere azioni di promo-commercializzazione per gruppi, sistemi, club di prodotto e aggregazioni analoghe. E’ necessario porre la massima attenzione sulla qualità, a partire da quella urbana e ambientale. Rilevatissima è anche la qualità ricettiva che, usando la leva fiscale e gli strumenti urbanistici, deve essere migliorata attraverso l’adeguamento delle imprese e la loro dotazione di servizi. In questo contesto vanno armonizzate le aliquote IVA e vanno rimessi in azione gli strumenti legislativi necessari a favorire la capitalizzazione delle imprese, sostenere il passaggio dall’affitto alla proprietà, scoraggiare il passaggio al patrimonio immobiliare delle risorse strutturali del turismo.

Società immobiliari, estromissione agevolata solo per gli immobili strumentali per natura

 Gli immobili strumentali per natura che, dopo aver subito trasformazioni radicali, per il catasto diventano abitazioni, non possono essere estromessi dal patrimonio dell’impresa immobiliare. Il principio, chiarito dalla risoluzione n. 280/E del 4 luglio 2008, vale anche quando i beni fanno parte di un complesso edilizio più vasto che include altri locali accatastati come laboratori per arti e mestieri. Solo questi ultimi rientrano nella procedura di estromissione agevolata, per la quale è richiesto il versamento di un’imposta sostitutiva pari al 10% della differenza tra il valore normale dei beni e il loro valore fiscalmente rilevante. Questo viene calcolato suddividendo per ciascuna particella il corrispettivo pagato complessivamente in misura proporzionale alle rendite catastali assegnate a ciascuna particella. Il valore che risulta da questa proporzione deve essere diminuito delle relative quote di ammortamento già dedotte fino al periodo d’imposta 2007. All’imposta sostitutiva così determinata bisogna inoltre aggiungere un importo pari al 30% dell’Iva applicabile al valore normale del bene.