L`Imposta Comunale sugli Immobili (ICI – D.Lgs. 504/1992) si applica con riferimento ai fabbricati iscritti in catasto, ancorche` risultino in corso di costruzione, a nulla rilevando la circostanza che gli immobili non siano, in concreto, utilizzabili, e, quindi, non idonei a svolgere la funzione cui sono destinati. Questo quanto disposto dalla Corte di Cassazione, sez.V, nella Sentenza n.24924 del 10 ottobre 2008, con un orientamento che suscita perplessita`, tenuto conto del dettato legislativo in materia di ICI, in merito alla fondatezza di un accertamento subito da un`impresa di costruzioni (che aveva richiesto l`accatastamento di fabbricati a destinazione residenziale non ancora ultimati) ed avente ad oggetto il mancato versamento dell`ICI, nei periodi d`imposta precedenti a quello di ultimazione dei fabbricati. La valutazione dei giudici sul caso di specie muove dall`interpretazione delle disposizioni del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.504, istitutivo dell`ICI, secondo cui il presupposto dell`imposta e` il possesso, tra l`altro, di`fabbricati` destinati a qualsiasi uso (art.1, comma 1).
Expo 2015 Berlusconi firma il decreto
Il Presidente del Consiglio dei Ministri , Silvio Berlusconi, ha firmato ieri sera, prima di partire per Pechino dove parteciperà al Vertice dell’ASEM, il proprio Decreto con il quale si
L’assessore allo Sviluppo del Territorio, intervenendo al convegno Edilizia economica popolare: nuove regole di rivendita, si è schierato a favore delle istanze dei proprietari, costretti a rivendere i loro alloggi a quotazioni di mercato svantaggiose. “E’ una proposta di civiltà e di giustizia, porterò in Giunta una delibera per venire incontro alle richieste degli inquilini”. Lo ha annunciato oggi l’assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli al convegno Edilizia economica popolare: nuove regole di rivendita che si è svolto a Palazzo Castiglioni. Nel suo intervento l’assessore Masseroli si è schierato a favore delle istanze dei proprietari di abitazioni di edilizia popolare che oggi sarebbero costretti a rivendere i loro alloggi a quotazioni di mercato inferiori rispetto alle condizioni di acquisto. La causa è legata alla sproporzione fra le rivalutazioni Istat e la caduta dei prezzi degli immobili.
E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 ottobre 2008 il decreto-legge n. 158, recante “Misure uregenti per contenere il disagio abitativo di particolari categorie sociali” proposto dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli. Il provvedimento si propone di ridurre il disagio abitativo e di favorire il passaggio da casa a casa per le categorie sociali individuate dalla legge 8 febbraio 2007, n. 9, (articolo 1, comma 1), in attesa della realizzazione delle misure e degli interventi previsti dal Piano nazionale di edilizia abitativa.
Il reddito fondiario derivante dalla locazione di un immobile, percepito dal comodatario, deve essere imputato al proprietario comodante. È quanto risponde l’agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 394/E del 22 ottobre all’interpello proposto da un contribuente che ha concesso un appartamento in comodato d’uso alla moglie. L’istante aveva chiesto come dovevano essere ripartiti gli oneri fiscali relativi al reddito dell’immobile, sia ai fini Irpef che ai fini Ici, avendo autorizzato la moglie ad affittare, anche parzialmente, l’appartamento lasciato nella sua disponibilità. Secondo il marito-proprietario, l’Ici sarebbe rimasta a suo carico, ma il reddito della locazione avrebbe dovuto essere dichiarato tra i redditi diversi da sua moglie, che realmente lo percepisce e che ne avrebbe dovuto pagare l’Irpef, mentre lui avrebbe dichiarato solo la rendita catastale.
L’assessore Masseroli: “E’ il primo grande intervento di riqualificazione urbana di Milano”. La ristrutturazione, avviata nel 1989, riguarda un’area di 810mila mq, Previsti nuovi spazi verdi, residenze, servizi e social housing. Il Comune di Milano, la Regione Lombardia e l’Università degli Studi Bicocca hanno firmato oggi un nuovo accordo di programma per l’area Bicocca. All’intesa ha aderito anche Pirelli RE in rappresentanza dei promotori del Progetto “Grande Bicocca” (fondi immobiliari partecipati da investitori esteri e sistema delle cooperative). Nell’atto ufficiale si prevede la completa riqualificazione dell’area (810.000 metri quadri), con la programmazione di circa 142.000 metri quadri di superficie lorda di pavimento.
Con la nuova energia dal vento a Carlentini, Siracusa, si soddisferanno i consumi annuali di circa 14 mila famiglie. Prosegue così l’impegno di Enel nello sviluppo dell’eolico, con impianti installati, nella sola Sicilia, per un totale di 200 MW. Entra in esercizio oggi il parco eolico di Carlentini 2, in provincia di Siracusa. L’impianto è costituito da 17 aerogeneratori da 850 KW, per una potenza installata totale di 14,45 MW. La produzione attesa del nuovo impianto è di 25 milioni di kilowattora all’anno. Il nuovo parco eolico si aggiunge a quello di Carlentini 1, entrato in esercizio alla fine del 2001, e costituito da 11 turbine eoliche. La potenza complessiva dei due parchi eolici è di 21,7 MW, con una produzione attesa di circa 38 milioni di kilowattora, capaci di soddisfare i consumi di circa 14 mila famiglie, ossia l’80% degli abitanti dello stesso comune di Carlentini. Con il nuovo impianto, sale a 240 il totale degli aerogeneratori installati da Enel in Sicilia, per una potenza complessiva di circa 200 MW e una produzione di 345 milioni di kilowattora all’anno – pari ai consumi di 115.000 famiglie – che evitano l’emissione in atmosfera di oltre 240.000 tonnellate di CO2 .
Premesso che, a nostro parere, il Fondo Monetario Internazionale dovrebbe avere il buon gusto di non esprimere dichiarazioni in ambito economico per molti anni a venire, dopo le mancanze dimostrate in tema di verifiche e controlli sulla finanza internazionale che hanno portato al determinarsi dell’attuale drammatica situazione, ci fa comunque piacere che oggi ci dia ragione, sottolineando l’esigenza di un ulteriore abbattimento del tasso di sconto da parte della BCE. Come noi da tempo sosteniamo, infatti, tale tasso dovrebbe tornare rapidamente al 2%, accelerando così l’auspicata discesa dell’Euribor ed il conseguente abbassamento delle rate dei mutui a tasso variabile. Non dimentichiamo, infatti, che, dal 2005 ad oggi, ben 3 milioni e 200 mila famiglie che hanno contratto mutui a tasso variabile hanno subito aumenti di 220 € mensili, pari a circa 2640 € annui.