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Regione Lombardia: Intervista all’assessore alla casa e oo.pp. Mario Scotti

 Assessore Scotti perché una nuova legge sui canoni e le vendite nell’Edilizia Residenziale Pubblica?
Abbiamo varato una legge attesa da 24 anni, un provvedimento che mette fine a canoni iniqui e ingiusti che penalizzavano soprattutto le famiglie numerose, cioè quelle con figli e/o anziani a carico e che non teneva conto dell’ubicazione e dello stato di conservazione degli alloggi. Attualmente nelle case ALER il canone medio ora applicato è di 106 euro ed il 35% degli inquilini Aler (cioè 35.767 famiglie) paga meno di 50 euro al mese.

Quali sono i principi a cui si ispira la nuova legge?
Il rispetto del principio di sopportabilità per l’inquilino, di sostenibilità economica del sistema di Edilizia Residenziale Pubblica (Erp)

Quali sono le novità?
L’introduzione dell’ISEE-ERP è la chiave di volte dell’intero sistema. In sintesi, per ciascuna famiglia
viene considerato il solo reddito netto percepito;
vengono detratte le spese mediche (per l’assistenza agli invalidi c’è un’ulteriore detrazione di 10.000 euro);
viene presa in considerazione una percentuale per il patrimonio immobiliare e mobiliare posseduto. Questo reddito viene diminuito in proporzione al numero dei componenti del nucleo per determinare l’ISEE-ERP.

Le famiglie saranno suddivise in quattro aree così individuate:

* protezione, per i nuclei con ISEE-ERP fino a 9.000 euro, con reddito derivante esclusivamente o prevalentemente da pensione o da lavoro dipendente od assimilato.
* accesso, per i nuclei con ISEE-ERP da 9.001 a 14.000 euro.
* permanenza, per i nuclei con ISEE-ERP da 14.001 a 28.000 euro.
* decadenza, per i nuclei con ISEE-ERP superiore a 28.000 euro.
Ciascun inquilino pagherà un canone che è pari ad una percentuale del valore dell’alloggio. Questa percentuale aumenta con l’aumentare dell’ISEE (ossia del reddito netto dell’intera famiglia rapportato al numero dei componenti).

Il canone non potrà comunque essere:

* inferiore al canone minimo fissato per ciascun’area (20€, 70€, 120€);
* superiore a 14%, 16%, 20%, 22% del reddito netto del nucleo familiare.

Quali saranno gli impatti?
Con il nuovo sistema di calcolo si stima che circa 20.000 famiglie pagheranno di meno.
Tra le famiglie con canone in diminuzione ci sono in particolare quelle numerose che, grazie alla sola introduzione dell’ISEE, possono far valere il peso della composizione famigliare (fino ad oggi era riconosciuta una detrazione di 516 euro per familiare a carico sul reddito imponibile lordo) e quelle con ISEE medio-basso che vivono in alloggi ubicati in estrema periferia anche se di recente costruzione.

Tra i nuclei familiari che subiscono un aumento percentuale ci sono le 4.225 famiglie che attualmente pagano meno di 7 euro al mese e che pagheranno il canone minimo a 20 euro e quelle che pagavano meno di 50 euro al mese pur avendo un ISEE medio alto. Tra le cause di maggiore incremento percentuale dei canoni, sicuramente quella più significativa è l’esiguità del canone attuale: infatti il 70% dei canoni attuali inferiori a 50 euro/mese avranno un incremento in forza del fatto che si riferiscono ad alloggi ubicati in zone di pregio delle città.

Le nuove modalità di calcolo dei canoni sono rigide?
La legge delinea un quadro certo di regole ma è attenta ad accompagnare gli inquilini verso il nuovo sistema e a rispettare le peculiarità di ogni territorio. In primo luogo fino al 2010 l’aumento medio non potrà essere superiore al:

* 23% per i nuclei famigliari collocati nell’area di protezione fatto salvo il canone minimo;
* 28 % per i nuclei famigliari collocati nell’area dell’accesso;
* 37% per i nuclei famigliari collocati nell’area della permanenza.

Per le famiglie il cui canone dovesse aumentare di oltre il 50% nonostante la riduzione effettuata con il limite di aumento medio si provvederà ad una ulteriore graduazione degli aumenti. Infine, la legge prevede anche meccanismi di adeguamento alle specifiche esigenze territoriali. In particolare:

* potranno essere concordati con gli inquilini quote aggiuntive di canone per specifici interventi;
* i canoni dovranno essere abbassati nel caso in cui siano superiori a quelli di mercato;
* potranno essere concordate con i rappresentanti degli inquilini modifiche al canone del 20% in ragione del pregio o dello scadente stato di conservazione degli immobili;

Le nuove entrate a cosa saranno destinate?
Le entrate provenienti da canoni di locazione sono destinate per la gestione e la manutenzione ordinaria del patrimonio.

Gli abusivi sono uno dei problemi più rilevanti, come li affronta la nuova legge?
Sin dal 2004 la Lombardia ha dato un forte segnale contro l’abusivismo. Chi è abusivo non solo deve lasciare al più presto la casa occupata ma non può fare richiesta di una nuova assegnazione prima di 5 anni.

Con la nuova legge è stato rafforzato il compito di prevenzione affidato ad ALER e Comuni che dovranno adottare ogni iniziativa volta a prevenire il fenomeno delle occupazioni abusive e ad intervenire immediatamente al fine di salvaguardare la legittima destinazione di ogni singola unità abitativa, anche con intese e collaborazioni con le Forze dell’Ordine.
Inoltre dovranno dotarsi di un piano per la sicurezza degli immobili nel quale programmare le azioni di prevenzione, di solidarietà e di sgombero in coordinamento con le Forze dell’ordine.
Vorrei ribadire con forza che l’azione delle ALER contro gli abusivi è già da tempo realtà. Infatti accanto alla programmazione degli sgomberi che le ALER svolgono in cooperazine con le Forze dell’Ordine, le nostre Aziende riescono ormai a sventare oltre l’80% delle tentate occupazioni.

Perché vendere il patrimonio?
Gli enti proprietari possono procedere alla vendita del 20% delle unità abitative esistenti esclusivamente per esigenze di razionalizzazione ed economicità della gestione del patrimonio. Si tratta di casi molto particolari e cioè quando le ALER e i Comuni hanno case in condomini c.d. misti in cui i costi di gestione e manutenzione raggiungono livelli economicamente insostenibili; oppure nel caso in cui la maggioranza degli inquilini vuole comprare.

Sarà una svendita?
A differenza delle precedente legge nazionale, si applicheranno alle case ERP gli stessi criteri applicati nelle dismissioni immobiliari delle grandi aziende. Si parte dal valore di mercato e si offre la casa all’inquilino con uno sconto. Lo sconto previsto è di circa al 35%. Un bel salto in avanti se si pensa che fino a qualche anno fa lo sconto effettivo era superiore al 60%. I proventi saranno destinati allo sviluppo, alla valorizzazione e alla riqualificazione del patrimonio ERP, con priorità per il recupero delle unità abitative non assegnabili al fine di prevenire il fenomeno delle occupazioni abusive.

C’è sempre bisogno di nuove case, cosa sta facendo la Regione?
Con il nuovo Programma Regionale per l’Edilizia Residenziale Pubblica (PRERP) per il triennio 2007 – 2009, che ha stanziato oltre 512 milioni di euro, cercheremo di affrontare il tema della casa con una pluralità di risposte. In particolare punteremo sia sulle nuove case sia sul recupero dell’esistente. Inoltre sosterremo le famiglie che pur avendo i requisiti nono hanno ancora una casa popolare e le giovano coppie che vogliono acquistarne una.

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