gennaio, 2009



EDILIZIA: PREVISIONI PER IL 2009

EDILIZIA: PREVISIONI PER IL 2009Potrebbe essere un anno particolarmente difficile per il settore edile. Le valutazioni delle imprese associate all’ Ance, formulate in base ai livelli produttivi attesi, intravedono, per il 2009, ulteriori e più consistenti flessioni degli investimenti in edilizia, nella misura dell’ 1,5% in termini reali, ovvero un valore degli investimenti pari a 157.022 milioni di euro (corrispondente a un incremento in valore del +1,1%, dato questo che, depurato dalla dinamica inflativa di settore, corrisponderà a una flessione reale del -1,5%). Nei prossimi 12 mesi, infatti, si prevedono segni negativi per tutti i comparti del settore delle costruzioni a eccezione delle attività di recupero abitativo. Entrando nello specifico dei diversi segmenti analizzati, si prevedono investimenti in abitazioni in flessione complessiva in quantità dei livelli produttivi pari al -1,2%, per effetto di un nuovo e più marcato calo della nuova edilizia residenziale (-3% in termini reali rispetto al 2008) e di una sostanziale “tenuta” degli interventi di recupero e manutenzione, per i quali si prevede un lieve rafforzamento pari al +0,5% in termini reali, sostenuto ancora una volta sia dalle agevolazioni fiscali del 36% (per il quale il Ddl Finanziaria 2009 prevede una proroga fino al 31 dicembre 2011) e sia dalle detrazioni sul risparmio energetico degli edifici, prorogate per tutto il 2010.

IMMOBILI STRUMENTALI
Non positive anche le previsioni per il comparto dei fabbricati per attività economiche (per i quali gli investimenti vengono previsti in flessione del -0,1% in termini reali), ma soprattutto per le opere pubbliche, la cui flessione dei livelli produttivi nel corso del 2009 dovrebbe toccare i -4,7 punti percentuali in termini reali. A riguardo, occorre sottolineare come le aspettative previsionali di un miglioramento per tale comparto formulate dall’ Osservatorio congiunturale dell’ Ance a maggio 2008 vengano completamente annullate a ottobre, data in cui si è svolta l’ indagine qui riportata, dalla riduzione del -14,2% delle risorse per le infrastrutture prevista nella manovra di finanza pubblica per ottobre, data in cui si è svolta l’indagine qui riportata, dalla riduzione del -14,2% delle risorse per le infrastrutture prevista nella manovra di finanza pubblica per il 2009.
Tuttavia, come abbiamo precedentemente osservato, la congiuntura attuale propone accentuata volatilità anche alle previsioni e, con riferimento alle opere pubbliche, queste potrebbero essere orientate in positivo dai provvedimenti di “accelerazione” degli investimenti in opere pubbliche strategiche che il Governo italiano si appresta a varare per contrastare la crisi in corso.

(a cura di A.C.)


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COSE DI CASA: come guadagnare in condominio

COSE DI CASA: come guadagnare in condominioQualsiasi spazio condominiale inutilizzato potrebbe essere venduto o locato, tranne quelli che hanno una reale funzione a servizio del condominio, quando anche solo la locazione ne impedisca l’ uso anche ad un solo condomino. Tuttavia è necessaria l’ unanimità dei voti, in assemblea oppure anche in seguito, con apposito contratto. Intanto si valorizza ciò che si possiede e che, magari, ci si dimentica di avere. Gli spazi comuni, ad esempio, quelli inutilizzati ma anche quelli che possono vedersi aggiungere funzioni diverse. Quelli racchiusi tra le quattro mura ma anche quelli all’aria aperta. Tra i primi, le cantine e i sottotetti inutilizzati o i locali del portiere abbandonati. Tra i secondi i cortili vasti, i tetti pendenti e quelli piani, i muri privi di finestre e le impalcature delle ristrutturazioni. Da ricordare, però, che ci deve essere l’ accordo tra condomini nelle scelte. Sia il codice civile che la giurisprudenza, infatti, pretendono che ogni decisione sia presa a larga maggioranza e talvolta all’ unanimità. Quando, il cambio d’ uso della parte condominiale prevede lavori edili, è sempre possibile godere della detrazione del 36% sul recupero. In tal modo si abbatte la spesa di più di un terzo.

LE SITUAZIONI PIÙ INTERESSANTI DI GUADAGNO
- l’ affitto o la vendita dell’ex portineria o di altri spazi che avevano un tempo altre destinazioni (per esempio un seminterrato che ospitava le caldaie, ora alloggiate in un casotto esterno o sul tetto);
- l’ utilizzo dei muri ciechi o delle impalcature delle ristrutturazioni per cartelloni pubblicitari;
- l’ affitto dei tetti e delle terrazze per antenne di telefonia cellulare;
- l’ utilizzo dei cortili o dei giardini comuni per costruire parcheggi interrati;
- lo sfruttamento dei sottotetti condominiali e privati.

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MATTONE & DINTORNI: Casa, investimento solido

MATTONE & DINTORNI: Casa, investimento solidoIl mercato si muove lentamente, ma resta sempre affidabile. Si investe più tempo nella ricerca e nella contrattazione. Ma si investe comunque nel mattone. Anche il mercato immobiliare è stato colpito dalla crisi di questi ultimi mesi, ma rimane sempre un rifugio solido. La domanda non è diminuita così tanto. Il bisogno di casa c’ è sempre. È aumentata la difficoltà di comprare, legata anche alla sfiducia del momento.
In passato si valutava un mutuo confidando nel futuro, anche quello professionale. Una decina di anni fa i mutui erano erogati a quarantenni che chiedevano il cinquanta per cento del valore dell’immobile. Oggi sono le persone più giovani che si impegnano anche per trent’anni. È un passo importante che in tempi difficili si valuta a lungo.
Non è detto che chi oggi deve vendere possa trovarsi in difficoltà. Al massimo ci mette un po’ di tempo. Ma il mercato immobiliare è grande. L’incontro fra domanda e offerta su carta è diverso da quello che avviene nella realtà. Chi sceglie un alloggio lo fa per vari motivi: la posizione, l’esposizione, la vicinanza alla famiglia…alla fine troverà quello che cerca. E ci sarà qualcuno che ovviamente venderà.

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EDILIZIA RESIDENZIALE: INVERSIONE DEL TREND CRESCENTE

EDILIZIA RESIDENZIALE: INVERSIONE DEL TREND CRESCENTEAnalizzando nel dettaglio i diversi comparti in cui si articola il settore italiano delle costruzioni, il 2008 registra, secondo Nomisma, una significativa inversione del trend crescente che da anni connota l’ edilizia abitativa. La stima di flessione, in termini reali, dei livelli produttivi è mediamente pari al -1%, sintesi di una performance particolarmente negativa evidenziata dalle nuove costruzioni residenziali (-2,8%) e di un modesto incremento delle attività di recupero e manutenzione (+0,7%).
Questa flessione nell’ edilizia residenziale è da imputare, secondo le imprese oggetto dell’ indagine Nomisma, al progressivo esaurimento dei numerosi interventi cantierizzati fino al primo semestre del 2006, a una contrazione delle nuove iniziative messe in opera nei semestri successivi e a un rallentamento dei cantieri in corso, visto l’ incerto quadro congiunturale che connota il contesto economico e finanziario attuale (e alla debolezza della domanda), con particolare riferimento alle problematiche che hanno colpito il sistema del credito rivolto allo sviluppo di nuove iniziative immobiliari.
Un altro elemento di preoccupazione per gli operatori edili riguarda la tenuta della domanda di nuove abitazioni la quale, dopo anni di performance eccezionali, sembra ora segnare il passo. Per quanto riguarda, invece, gli interventi di recupero dell’ esistente, il lieve tasso di incremento stimato per il 2008 (+0,7% in termini reali rispetto al 2007) risulta ancora una volta alimentato dalle agevolazioni fiscali sulle spese di ristrutturazione edilizia in quanto, nei primi sette mesi del 2008, i contribuenti che hanno beneficiato della detrazione del 36% sono risultati pari a 221.074 unità, il dato più alto tra quelli riscontrati nei primi sette mesi di ogni anno dal 1998 a oggi (a esclusione del 2007, che rappresenta l’anno record per il numero di domande presentate).

(a cura di A.C.)


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EDILIZIA NON RESIDENZIALE: LIEVE RAFFORZAMENTO

EDILIZIA NON RESIDENZIALE: LIEVE RAFFORZAMENTOOltre al comparto del recupero abitativo, il comparto per il quale le imprese stimano un lieve incremento nel 2008 è quello dei fabbricati non residenziali privati. Questo conferma la tendenza quantificata dall’ Agenzia del Territorio nei primi sei mesi del 2008, che dovrebbe evidenziare in termini reali un rafforzamento, rispetto ai livelli produttivi del 2007, mediamente pari al +0,5%, dato che colloca gli investimenti in valore sui 41.636 milioni di euro. Considerando che le imprese di costruzione percepiscono una riduzione della domanda di nuovi fabbricati strumentali, tale incremento dei livelli produttivi sembra dovuto principalmente ad attività di manutenzione e ristrutturazione degli edifici e degli impianti esistenti, a fronte di un calo della edificazione di nuovi immobili strumentali.
(a cura di A.C.)

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RAPPORTO COSTRUZIONI 2008: STIME IN FLESSIONE

RAPPORTO COSTRUZIONI 2008: STIME IN FLESSIONEIn uno scenario dominato dall’incertezza, le imprese stimano, per il 2008, una flessione degli investimenti in costruzioni mediamente pari al -1,1% in termini reali (attestando il valore sui 155.281 milioni di euro), a fronte di una previsione di modesto aumento formulata nell’Osservatorio congiunturale del maggio scorso (+0,6%), stima, questa, che interrompe il trend positivo del settore edile dopo nove anni consecutivi di crescita. La riduzione dei livelli produttivi evidenziata dal preconsuntivo 2008 sembra imputabile, secondo il terzo rapporto Nomisma su mercato immobiliare, principalmente alla flessione dell’edilizia residenziale di nuova edificazione (-2,8% in termini reali a fronte di un incremento pari a 0,8 punti percentuali riscontrato nel 2007) ed alle perduranti difficoltà che, da anni, connotano il comparto delle opere pubbliche (-3,7%).
Lievi rafforzamenti invece, secondo Nomisma, vengono stimati per gli interventi di manutenzione del patrimonio abitativo e per i fabbricati destinati ad attività economiche, con tassi di crescita che, una volta depurati dalle dinamiche inflative di settore, si attestano rispettivamente sul +0,7% e +0,5 per cento.

(a cura di A.C.)


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Mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria: a rischio l’ 80%

Mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria: a rischio lFimec e Fiaip: “Condividiamo l’impostazione generale dell’emendamento, ma vanno apportate due importanti modifiche”

I mediatori creditizi e gli agenti in attività finanziaria sono sul piede di guerra. Un emendamento in esame in questi giorni presso la 14esima commissione Senato rischia infatti di far “chiudere bottega” almeno all’80% di mediatori e agenti che fino ad oggi hanno operato come ditta individuale e di limitare fortemente l’operatività al restante 20%.

L’emendamento in questione è il n. 20.0.9 al DDL n. 1078 e riguarda la riforma delle professioni dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria.

Fimec e Fiaip – le due maggiori associazioni di categoria – approvano da un lato l’impostazione generale dell’emendamento, ma dall’altro reputano assolutamente necessaria l’eliminazione di due principi e criteri direttivi in esso contenuti.

In primo luogo chiedono di eliminare dall’emendamento l’ipotesi dell’obbligo per i mediatori creditizi di costituirsi in forma societaria. Oggi circa l’80% dei mediatori creditizi svolge l’attività come ditta individuale ed avrebbe difficoltà a sostenere i costi della creazione e del mantenimento di una società. Inoltre, oltre a limitare di fatto la concorrenza, quest’obbligo non sussiste a livello Comunitario in quanto non viene imposto né nella Direttiva 2008/48/CE, né in altre direttive europee riguardanti il settore del credito.
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Firmato il rinnovo dell’ACCORDO QUADRO per la regolamentazione dei rapporti di Co.Co.Co. nella gestione d’Immobili

Firmato il rinnovo dell’ACCORDO QUADRO per la regolamentazione dei rapporti di Co.Co.Co. nella gestione d’ImmobiliIl 21 gennaio 2009, presso la sede nazionale dell’UNAI, in Roma, Via Castelfidardo 51, è stato stipulato l’“Accordo Quadro per la regolamentazione dei rapporti di Collaborazione Coordinata e Continuativa, con o senza Partita IVA, ed ogni altra forma di lavoro non riconducibile al lavoro dipendente, nella Gestione d’Immobili”.

Alla trattativa hanno partecipato: per la proprietà immobiliare, l’UNPI (Unione Nazionale Proprietari d’Immobili); in rappresentanza di costruttori ed enti immobiliari, CONFIMEA (Confederazione Italiana dell’Impresa) e UNIMPRESA (Unione Nazionale di Imprese); oltre ovviamente ad UNAI (Unione Nazionale Amministratori d’Immobili), che ha indetto l’incontro.

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PER UNA CASA PRODUTTIVA: l’ alternativa Bed and Breakfast

PER UNA CASA PRODUTTIVA: l’ alternativa Bed and BreakfastNato come turismo low cost il B&B si è evoluto anche nel settore del lusso e ora rappresenta un segmento specifico del mercato. Un’ attività in crescita che consente di arrotondare il bilancio e prevede una burocrazia ridotta al minimo, cioè non richiede apertura di partita Iva, iscrizione alle camere di Commercio e cambio dʼ uso dei locali utilizzati per lʼ ospitalità. Per i turisti, l’ occasione di spendere poco, ospitati direttamente in famiglia. Per chi ha una casa in una località di villeggiatura o in una città storica, un modo di arrotondare il bilancio familiare anche in mancanza di specifiche esperienze alberghiere. È il cosiddetto B & B (Bed and Breakfast), cioè l’ offerta di camera e prima colazione nella propria abitazione per brevi periodi.
Quasi tutte le regioni hanno varato leggi in proposito negli ultimi anni e ormai il B&B è una realtà in tutta la Penisola. I centri di ospitalità sono diventati un punto di riferimento non solo per il turista itinerante, ma anche per l’ uomo dʼ affari, per gli agenti e i rappresentanti, per chi partecipa a un convegno o a una riunione.

LA NORMATIVA
Deve trattarsi di un’ attività non continuativa e non esercitata in modo imprenditoriale. Infatti, è vietato assumere dipendenti. Alcune regioni fissano un numero massimo di giorni all’ anno in cui si accoglie la gente, un periodo per la singola locazione e il tempo che deve passare prima di riaffittare alla stessa persona.

DIFFERENZE TRA REGIONE E REGIONE
In Alto Adige l’ ospitalità familiare è inquadrata nella categoria degli “affittacamere”: la famiglia può offrire anche gli altri pasti, oltre alla prima colazione, e può accogliere gli ospiti anche in un edificio diverso dalla propria abitazione.
Nelle Marche vige la stessa regola, ma i locali non devono distare più di 200 metri dallʼ abitazione stessa, mentre in Sardegna il proprietario può non risiedere nei locali, tranne nei periodi in cui ci sono ospiti.

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COME VIVONO IN CASA GLI ITALIANI

COME VIVONO IN CASA GLI ITALIANICasa-tana o casa-casa per le famiglie italiane che vivono nelle grandi città? L’ 83,2% delle famiglie interpellate da Tecnoborsa definisce la propria casa come un luogo vissuto e aperto alla convivialità, dove trovare anche un rifugio dalle fatiche (11,3%) o solo dormire (3,4%) ed eventualmente lavorare (2,1%). Coloro che definiscono ospitale e vissuta la propria casa sono per lo più le famiglie numerose, mentre la casa-rifugio-studio-lavoro è prerogativa dei single. A Roma prevalgono la casa vissuta e la casa rifugio; a Milano troviamo la casa dormitorio e la casa studio; la casa ospitale è a Napoli, Palermo e Genova; Torino vive più la casa come un rifugio e un luogo di relax.
Solo un 5,8%, però, si dichiara veramente disposto a sacrifici per migliorare il comfort dell’abitazione, mentre il 47,5% è piuttosto favorevole ma senza rinunce, a fronte di un 46,8% che preferisce spendere diversamente i propri soldi. La particolarità del gruppo che non intende spendere nella casa è che consiste, per lo più, di pensionati oltre i 65 anni di età, mentre i più propensi ad apportare migliorie risiedono a Roma, Milano e Palermo, invece i più parchi vivono a Genova, Napoli e Torino.
Da un focus su coloro che sono disposti a spendere, risulta una media del 40% circa per migliorie, impiantistica, arredamento e oggettistica, mentre solo un 21,4% investe molto o abbastanza in arte.

INVESTIRE IN ARTE E ARREDAMENTO
A Roma e Palermo si investe molto; a Milano si spende per migliorie edilizie, tecnologie e impianti; Torino brilla per le tecnologie; Genova predilige l’ oggettistica; Napoli spende poco.

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LE FAMIGLIE ITALIANE E IL RISPARMIO ENERGETICO

LE FAMIGLIE ITALIANE E IL RISPARMIO ENERGETICOUn’ indagine di Tecnoborsa punta a studiare il grado di consapevolezza, gli interventi effettivi e i comportamenti abituali delle famiglie italiane. Questa indagine rileva che il 98,6% degli intervistati dichiara di seguire in casa comportamenti virtuosi, volti a risparmiare energia. Dunque, il grado di sensibilizzazione è molto elevato e si va dallo spegnere le luci degli ambienti quando si esce da una stanza (88,7%) all’ utilizzo di lampadine a basso consumo (71,9%), all’ acquisto di elettrodomestici che consumano meno (56,7%), allo spegnere gli apparecchi invece di lasciarli in stand by (54,8%), all’ installazione di vetri termici (45,9%), all’ adozione di valvole termostatiche sui termosifoni (24,6%)”.
Rispetto alla domanda più specifica sul grado di conoscenza delle fonti energetiche rinnovabili, s’ incontra un 53,2% di risposte affermative che, unite al 17,1% che risponde di sì solo parzialmente, denota un notevole interesse verso il problema della produzione di energia.

AGEVOLAZIONI FISCALI: QUANTI LE CONOSCONO?
Per il risparmio energetico e/o per le ristrutturazioni, un 30% circa dichiara la propria ignoranza, un 53,5% è a conoscenza di entrambe, un 7,9% conosce solo le prime e un 5,8% conosce solo le seconde. In realtà, tutti siamo ormai chiamati a dare il nostro contributo individuale per concorrere al risparmio delle risorse, in particolare quelle energetiche.
Il 12,4% delle famiglie intervistate ha dichiarato di aver eseguito almeno un intervento volto al risparmio energetico negli ultimi anni: è emerso che l’ 86,7% ha eseguito lavori per la riqualificazione e la riduzione del fabbisogno energetico della propria abitazione; il 53,8% ha fatto interventi sull’ involucro dell’ edificio per la riduzione delle dispersioni; il 34,6% per l’ installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e il 33,2% per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale per installare caldaie a condensazione.

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NEWS CONDOMINIALI: le fibre ottiche

NEWS CONDOMINIALI: le fibre otticheIn base all’articolo 2 della legge n. 133/2008 (di conversione del Dl 112/2008) la posa delle fibre ottiche in condominio è consentita anche senza nessuna richiesta da parte dei proprietari. Già il Dlgs 1° agosto 2003, numero 259 (articoli 90-91) stabiliva che, qualora uno dei proprietari volesse connettersi alla fibra ottica, il condominio non poteva opporsi perché la relativa licenza individuale costituisce dichiarazione di pubblica utilità.
Infatti, la connessione alle reti elettroniche che garantiscono servizi telefonici, fax, internet e televisivi è un diritto per tutti: il dlgs n. 259/2003 stabilisce che tutti gli utenti, a prescindere dalla loro collocazione geografica, hanno diritto di accedervi.
Naturalmente necessita una Dichiarazione di inizio attività (Dia). Dopo 30 giorni dal suo deposito è possibile dare il via alle opere.

REGOLE DA RISPETTARE
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