Difesa del consumatore



Locazioni: canoni più che raddoppiati in venti anni

Locazioni: canoni più che raddoppiati in venti anni. Federconsumatori ha elaborato e aggiornato lo studio sulle variazioni dei costi per l’ affitto e per il mantenimento della casa dal 2001 al 2009. È questa, infatti, una voce che incide pesantemente sul bilancio familiare, ancor di più in un periodo delicato come quello che le famiglie stanno attraversando a causa della crisi economica e che ha determinato una forte riduzione dei redditi delle stesse (-1,9% in media e, addirittura, -3,2% per le famiglie a reddito fisso). Dal 2001 i costi relativi all’ abitazione sono lievitati notevolmente, di ben il 72% se si ha una casa in affitto e del 22% per la casa di proprietà.

Quello che emerge chiaramente da questo studio – dichiarano Federconsumatori e Adusbef - è che la casa continua a rappresentare uno dei problemi più gravi del Paese, sia per quanto riguarda le abitazioni in affitto che per quelle di proprietà. A registrare i maggiori disagi, inoltre, sono soprattutto i giovani che vogliono emanciparsi o che vogliono mettere su famiglia. Per tali motivi sarebbe necessario assumere provvedimenti rivolti a ridurre il costo dell’ abitazione, soprattutto per i ceti più deboli, dotando il Piano per l’ edilizia abitativa ex DL 112 / 08 della necessaria provvista finanziaria.
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I lettori scrivono. Gli interessi dei molti, dei pochi e di uno solo: l’ ENEL

Tenuta a debita distanza dai riflettori dell’ informazione, c’ è un’ Italia reale che stenta ad arrivare alla fine del mese, una parte significativa di Paese di cui sui media si parla poco e malvolentieri. Gli ultimi dati ISTAT sulle condizioni di vita e sul reddito degli italiani registrano una crescita del numero dei nuclei familiari in difficoltà, che salgono dal 15 % del 2007 al 17 % del 2008, con punte drammatiche sino al 30 % al Sud.

La fotografia scattata dall’ ISTAT mostra che quasi il 12 % delle famiglie non riesce a pagare regolarmente le bollette delle utenze domestiche (oltre il 25 % in Sicilia). Non si tratta dell’ opportunità o meno di comprare l’ ultimo modello di cellulare, o il computer più innovativo, o il televisore di tendenza, ma dell’ oggettiva difficoltà per centinaia di migliaia di famiglie di pagare l’ elettricità e il gas.

Se un’ autorità è istituzionalmente preposta alla regolamentazione e alla vigilanza di servizi che, per loro stessa natura, sono considerati essenziali, essa dovrebbe sempre considerare l’ impatto economico dei propri provvedimenti anche sulle fasce sociali più deboli e vulnerabili della popolazione.
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Apre APPI. Un’ iniziativa di sicuro successo e interesse

APPIDal 10 gennaio l’ ANAPI, in collaborazione con l’ UAGI e Il Popolo dei Consumatori, ha dato vita ad una grandissima iniziativa per tutti i proprietari immobiliari e coloro che si vogliono avvicinare alla materia frequentando corsi di specializzazione sulle diverse tematiche immobiliari

Da oggi abbiamo dato vita all’ APPI (Associazione Nazionale Piccoli Proprietari Immobiliari) che si occupa prevalentemente di aiutare i proprietari ed inquilini in difficoltà con le migliaia di leggi che incombono sugli immobili e assisterli nel loro cammino dalla locazione alla vendita alla scelta di migliori mutui e via dicendo.

Oltre gli svariati servizi offerti, ci sarà anche quello del mondo Condominio materia sempre più complessa e ricca di novità fiscali, legali e tributarie. L’ APPI, da oggi, avrà il compito anche di confrontarsi con le più significative sigle di appartenenza a livello nazionale per la tutela degli interessi dei proprietari e inquilini e aggiornare costantemente, tramite il suo sito internet, gli stessi associati.
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Credito al consumo: Fiaip chiede formazione obbligatoria per i mediatori creditizi

FIAIPRighi (Fiaip): “Subito più trasparenza per i consumatori e riforma della professione del mediatore creditizio”

In attesa che l’ Italia recepisca la direttiva comunitaria 2008 / 48 / CE, relativa ai contratti di credito ai consumatori, e che il Parlamento ne possa dibattere, la Fiaip ha incontrato di recente il Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati On. Cosimo Ventucci. All’ incontro erano presenti il Presidente nazionale Fiaip Paolo Righi, il Vicepresidente vicario nazionale Franco D’ Onofrio oltre il Vicepresidente nazionale con delega alla mediazione creditizia Samuele Lupidii.

Dopo un’ analisi, condivisa da Fiaip insieme all’ On. Ventucci sulle ragioni di una più equilibrata normativa sul credito al consumo che non danneggi singoli consumatori e famiglie, oltre che i professionisti della mediazione creditizia, Paolo Righi ha sottolineato come: ” le pratiche scorrette citate oggi dal presidente dell’ Antitrust Antonio Catricalà alla Camera, riguardano principalmente quei mediatori creditizi non professionisti, che sono presenti sul mercato a causa della mancanza di chiari criteri di accesso alla professione, Fiaip chiede da sempre l’ introduzione di un corso formativo e di un esame abilitante.
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Direttiva servizi: disponibile on line tutta la documentazione

fiaipIn attesa del parere tecnico e della relazione del Ministero dello Sviluppo Economico in merito alla Direttiva Servizi, Fiaip comunica come nei giorni scorsi la partecipazione presso il ministero delle Politiche comunitarie al Tavolo tecnico di confronto per l’ attuazione della direttiva 2006 / 123 / CE (direttiva servizi) ha visto la più grande associazione del comparto dei servizi immobiliari esprimere la propria preoccupazione per un’ interpretazione che potrebbe danneggiare gli intermediari immobiliari.

Il Tavolo promosso dal ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, è costituito da un rappresentante per ciascuna delle amministrazioni coinvolte, e dalle associazioni di categoria più rappresentative nel settore dei servizi, ed ha l’ obiettivo di garantire la partecipazione e la trasparenza nella fase di recepimento della direttiva servizi, il cui termine scadrà il prossimo 28 dicembre.
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Mutui: arriva a gennaio 2010 il piano famiglie dell’ Abi

pianoIl Comitato Esecutivo dell’ Abi ha approvato a Milano il Piano famiglie, dando mandato al Presidente dell’ Associazione, Corrado Faissola, e al Direttore Generale, Giovanni Sabatini, di avviare le azioni necessarie a coordinare ed estendere le misure già in atto a sostegno dei rapporti di credito con le famiglie in difficoltà a seguito della crisi.

Ai fini dell’ attuazione delle misure individuate, verrà avviato un colloquio con Associazioni dei consumatori, Governo, enti pubblici e soggetti privati. All’ interno del Piano famiglie, Abi ha deciso di offrire la possibilità di sospendere il rimborso delle operazioni di mutuo per un tempo di 12 mesi, nei confronti di famiglie disagiate quali: perdita del posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o termine del contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato; cessazione dell’ attività di lavoro autonomo; morte di uno dei componenti il nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia; interventi di sostegno al reddito per la sospensione del lavoro (Cig e Cigs).
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Condominio. Riforma, quanto mi costi?

condominioSecondo le stime dell’ Anammi, il disegno di riforma all’ esame del Senato provocherebbe un aumento delle spese a carico dei condòmini.

Costi in aumento per i condòmini e minore flessibilità sui pagamenti. Secondo le stime dell’ Anammi, l’ Associazione Nazional – europea degli AMMinistratori d’ Immobili, sarebbero queste le immediate conseguenze della riforma del condominio in esame al Senato.

“Il testo di legge in discussione – spiega Giuseppe Bica, presidente dell’ Associazione – prevede che, per ogni condominio, l’ amministratore dovrà richiedere un’ apposita fideiussione, da calcolarsi sulla base del bilancio condominiale“. In pratica, il professionista condominiale, per lavorare, sarà obbligato a fornire una garanzia, assicurativa o bancaria, “non inferiore agli oneri prevedibili della gestione annuale” per l’ immobile amministrato.

Una cifra notevole, visto che il bilancio preventivo di un condominio, in media, si aggira tra i 50mila e gli 80mila euro. Tale somma dovrà poi essere garantita tramite beni personali ed il pagamento di un premio annuale che, secondo i calcoli dell’ Anammi basati sugli importi correnti delle fideiussioni, potrebbe attestarsi sui 1000 – 1500 euro.
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La Consulta Interassociativa Nazionale dell’ Intermediazione comunica

fiaipForte preoccupazione sull’ interpretazione della Direttiva Servizi

“Necessaria la salvaguardia dei requisti specifici della professione, così come normati dalla Legge 38 / 89″.

La Consulta Interassociativa dell’ Intermediazione (ANAMA, FIAIP e FIMAA) si è riunita a Roma nei giorni scorsi per esaminare gli effetti della Direttiva Europea sui Servizi (Div. 12.12.2006 n. 2006 / 123 / CE).

I Presidenti Nazionali Bellini, Righi ed Angeletti, hanno espresso seria preoccupazione, qualora l’ interpretazione della Direttiva non prestasse la dovuta attenzione alla salvaguardia dei requisiti specifici della professione, così come normati dalla Legge 39 / 89.

La Consulta ribadisce che le garanzie di trasparenza legate all’ attività dell’ agente immobiliare (antiriciclaggio, antiterrorismo e lotta all’ evasione fiscale) non possono essere ignorate, soprattutto alla luce delle recenti normative che hanno coinvolto la professione in una funzione di controllo a vantaggio dello Stato.

Ritiene altresì importante salvaguardare il principio della terzietà, a garanzia dei fruitori del servizio, come disciplinato dall’ attuale legislazione.

A margine dell’ incontro i tre Presidenti, hanno convenuto la necessità di monitorare e vigilare costantemente sull’ iter procedurale del recepimento delle Direttive Europee e auspicano che le decisioni dei Ministeri competenti siano orientate, oltre che alla tutela dei consumatori, all’ incremento della professionalità di tutti gli operatori.

Anama
Paolo Bellini

Fiaip
Paolo Righi

Fimaa
Valerio Angeletti


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Avedisco informa: la vendita a domicilio batte la crisi

avediscoIl settore conferma il proprio ruolo nel difficile momento occupazionale: 17mila nuovi addetti. Nei primi sei mesi dell’ anno, fatturato a +1,8%. La decisa crescita del secondo trimestre (+3%) porta il giro di affari delle imprese associate Avedisco a toccare i 688 milioni di euro.

Il primo semestre delle imprese associate Avedisco (Associazione vendite dirette servizio consumatori) si è chiuso con un fatturato di 688 milioni di euro e ha fatto registrare una crescita dell’ 1,8% rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Dopo un primo trimestre sostanzialmente stabile (+0,4%), nel corso del secondo trimestre, Avedisco ha registrato una crescita del 3% portando il volume d’ affari a superare i 688 milioni di euro.

“Questi dati ci confermano che il nostro settore è sano e vitale – commenta Luca Pozzoli, presidente di Avedisco -. Nel pieno della crisi economica e occupazionale, le aziende associate Avedisco segnano una crescita decisa sia nel giro d’ affari sia sotto il profilo degli addetti alla vendita”.
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Federconsumatori della Regione Sardegna contro il caro – vita

FederconsumatoriIn occasione della manifestazione nazionale contro il caro – vita, Federconsumatori della Regione Sardegna è intervenuta a sostegno dell’ iniziativa riproponendo in sede locale le istanze che le Associazioni dei Consumatori proporranno all’ attenzione del Governo.

L’ Associazione si rivolgerà alla Regione Sardegna e agli enti locali per chiedere una riduzione della pressione fiscale, in parte dovuta alle imposte locali: punti cardine della richiesta saranno il taglio dei prezzi e dei servizi del venti percento, e la detassazione dei salari e degli stipendi.

Numerose le altre tematiche che verranno affrontate in sede regionale, perfettamente in linea con quelle nazionali: fra le più sentite dai consumatori, le tariffe della telefonia mobile, le assicurazioni auto, i disservizi delle banche e, soprattutto in Sardegna, i disagi riscontrati coi trasporti pubblici.
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Allarme credito per la Confindustria italiana e quella tedesca. Conseguenze per investimenti e occupazione

creditiziaSiamo di fronte ad una stretta creditizia: le banche, preoccupate della solvibilità di coloro a cui prestano i soldi, concedono prestiti a condizioni più rigide, aumentando i tassi o chiedendo più garanzie. Ma la scarsa liquidità potrà avere conseguenze drammatiche per gli investimenti e l’ occupazione. Pertanto la Confindustria italiana e quella tedesca hanno deciso di portare la questione a livello comunitario, con una lettera congiunta al presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, e al primo ministro svedese, Fredrik Reinfeld, presidente di turno del Consiglio europeo.

Anche in questo caso, come nella battaglia sull’ ambiente, Italia e Germania si trovano a fianco, perché in entrambi i Paesi è ancora forte il peso del manifatturiero. Troppe aziende, in particolare le piccole, si sentono negare il prestito allo sportello. A monte di questa situazione, le regole di Basilea 2, entrate in vigore due anni fa. In particolare quel meccanismo di valutazione sul rischio patrimoniale delle banche basato su rating automatici, che di fatto, in un contesto di crisi, ha ridotto l’ offerta di finanziamenti.

“L’ accesso al credito sta diventando sempre più difficile, specie per le Pmi”, scrivono i due presidenti di Confindustria e Bundesverband der Deutschen Industrie (Bdi), Emma Marcegaglia e Hans Peter Keitel sollecitando la Ue a prendere urgentemente tutte le iniziative necessarie.

Le banche hanno inasprito la loro offerta di credito per una serie di motivi, ma vorremmo evidenziare, in particolare, i nocivi effetti dell’ Accordo di Basilea2 sui requisiti patrimoniali degli istituti di credito. Le regole sono strutturate in modo tale da determinare una restrizione dell’ offerta di credito in un contesto di crisi. Gli effetti prociclici dei requisiti di Basilea2 – precisano i presidente di Confindustria italiana e tedesca – sono stati ampiamente riconosciuti, ad esempio dal Rapporto De Larosie’ re e dalle conclusioni del Consiglio Ecofin del 7 luglio.
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Contributo di bonifica: non è dovuto fuori dal perimetro di contribuenza

confediliziaIl contributo di bonifica, sempre che sussista un beneficio apportato da un’ opera di bonifica che aumenti il valore di case e condominii, può essere imposto solo nei limiti territoriali delimitati da un perimetro di contribuenza trascritto. Lo afferma la Confedilizia dopo che pronunce sulla indispensabilità dell’ esistenza del perimetro (e della sua trascrizione) sono state emesse sia dalla Cassazione che dal Tribunale di Piacenza.

Nel comunicato della organizzazione dei condòmini e proprietari di casa si fa notare che la Cassazione, in una recentissima sentenza, ha affermato che il perimetro di contribuenza consiste “in quell’ area che gode o godrà dei benefici derivanti dalle opere (di bonifica) realizzate o realizzande e che, sola, potrà essere sottoposta a contribuzione proprio in virtù del vantaggio concretamente ricevuto”.

Altrettanto esplicite – afferma sempre la Confedilizia – sono due sentenze, anch’ esse recentissime, del Tribunale di Piacenza. In entrambe, si fa presente che “in forza dei principii affermati dalla consolidata giurisprudenza, il potere impositivo dei Consorzi di bonifica si fonda su due concorrenti presupposti, e precisamente sull’ inserimento dell’ immobile nel perimetro di contribuenza e sulla configurabilità di un beneficio derivante dall’ opera di bonifica, come previsto dall’ art. 860 Cod. civ. e dall’ art. 10 del R.D. 215 / ‘33″. È chiaro che dell’ esistenza del perimetro e dell’ avvenuta sua trascrizione (obbligatoria per legge) deve dare prova il Consorzio, avanti le Commissioni tributarie (che sono oggi competenti a giudicare se i contributi siano o no dovuti).


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