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Il Presidente e fondatore del Gruppo Toscano esprime, sul Blog ufficiale, il suo parere sulla situazione del mercato immobiliare.

“Come intermediari immobiliari non abbiamo alcun interesse nel fatto che i prezzi siano alti o bassi, ma essi siano espressione di un giusto equilibrio tra domanda e offerta. In caso contrario, l’immobile rimarrebbe invenduto e la professione dell’agente immobiliare risulterebbe improduttiva. Come consulenti immobiliari pertanto monitoriamo costantemente il mercato, affinché si possa consigliare al cliente proprietario dell’immobile il giusto prezzo di vendita. È vero del resto che il mercato immobiliare è soggetto a ciclicità, ma al momento non percepiamo i presupposti affinché si possa parlare di crisi o di bolla immobiliare.”

“Rileviamo prezzi degli immobili stabili, o in leggera flessione, e non registriamo nessun ribasso vertiginoso. Si allungano invece i tempi medi di vendita, ma ciò incide al momento solo in maniera marginale sul prezzo di vendita.
Nel contempo il tasso di indebitamento delle famiglie italiane, pur essendo cresciuto negli ultimi anni, rimane tra i più bassi d’Europa e ancora più basso dei livelli statunitensi. Stesso discorso per i tassi della BCE, che sono raddoppiati negli ultimi anni passando dal 2% al 4%. In seguito alla decisione della FED di abbassare il tasso base dello 0,50% portandolo al 4,75% e del tasso di sconto che passa al 5,25%, è plausibile ipotizzare un’inversione di tendenza relativa ai tassi da parte della BCE. Come sapete, il mercato immobiliare è cresciuto molto negli ultimi anni, ma rimane l’investimento più affidabile.
Per ciò che attiene poi i mutui suprime, sono fermamente convinto che si tratti di un crisi tutta finanziaria, che, nonostante tutto, rimane al quanto circostanziata. Le azioni della FED di questi ultimi giorni sono da leggersi in tal senso, poiché se ci sono stati effetti sul mercato immobiliare statunitense, essi vanno contrastati al più presto. L’insolvenza dei mutui ha infatti prodotto un surplus di offerta di immobili sul mercato, con una conseguente diminuzione dei prezzi del mercato immobiliare americano. Sul fronte europeo, le conseguenze sono state esclusivamente di natura finanziaria. Per le informazioni in nostro possesso, gli istituti bancari italiani non dovrebbero aver investito nei cosiddetti “mutui spazzatura” e, di conseguenza, molto difficilmente il mercato ne potrà essere intaccato.

Nei primi anni Novanta, quando il mercato fu soggetto a un vero e proprio crollo, la situazione era molto differente dall’attuale. L’Italia stava attraversando un periodo turbolento, sia sotto l’aspetto politico (tutti ricordiamo il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica), sia sotto quello economico – finanziario, come tassi d’interesse alle stelle. I governi dell’epoca furono costretti a scelte coraggiose, come la manovra da 90 mila miliardi delle vecchie lire voluta da Amato nel 1993. Nello specifico del mercato immobiliare, che veniva da anni di grande crescita, la crisi produsse un crollo dei prezzi anche del 30% del valore, cosa che favorì negli anni la speculazione su grandi patrimoni immobiliari.
L’Italia è oggi fortunatamente protetta dall’Euro, e non c’è più il rischio dei cosiddetti “mutui in valuta”, o peggio ancora della svalutazione monetaria.

Il parallelismo con il passato ha quindi solo parziali analogie con il presente. E per fortuna. Non solo per chi, come il Gruppo Toscano, opera professionalmente nel mercato immobiliare, ma per tutti gli italiani che hanno un’abitazione, o che hanno intenzione di acquistarne una.”

Fonte: Gruppo Toscano – Blog

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