Rent to buy, comprare casa pagando l’affitto

di Sara Aiello Commenta

In tempi di crisi e con le banche poco propense a concedere mutui, si è finalmente introdotta la pratica del Rent to buy, grazie al decreto Sblocca Italia, come nuova formula per acquistare casa a poco a poco.

Come funziona?

Per quanto riguarda le questioni di carattere fiscale, il canone è composto da due componenti:

una quota è versata dal futuro acquirente per il godimento del bene, dunque come affitto vero e proprio; una quota svolge invece una funzione di anticipo che verrà poi detratto al momento del rogito. Le due quote hanno trattamenti fiscali diversi. La prima segue le regole valide per i contratti di locazione, la seconda viene trattata con regole valide per gli acconti.

Se a vendere è un’impresa, di solito la quota versata per il godimento del bene è esente Iva; se il proprietario è un privato potrà scegliere sulla quota percepita come affitto tra un regime con Irpef ordinario e il regime di cedolare secca.

La quota finalizzata all’acquisto formerà invece l’imponibile al momento del rogito.

L’imposta di registro per il rent to buy è di 200 euro, uguale alla somma per le imposte ipotecarie catastali.

Se il futuro acquirente dovesse rinunciare ad acquistare l’immobile, perde tutte le quote versate come acconto o, a seconda del contratto, può recuperarne una parte.

Il rent to buy sembra comunque essere una buona soluzione per chi, nonostante non possieda ancora una casa di proprietà, possa mettere le basi per una casa di proprietà senza dover ricorrere a mutui bancari.

 

 

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