Il mercato dei box

 In base all’ analisi condotta dall’ Ufficio Studi Tecnocasa il mercato di box e posti auto nel secondo semestre del 2008 a livello italiano evidenzia un calo delle quotazioni del 2.2% per i box e del 3.3% per i posti auto. Nelle grandi città le performance sono state leggermente migliori con una contrazione per i box dell’ 1.9% e per i posti auto del 2.7%, dinamica che non accadeva da diversi semestri.

Tra i motivi che hanno portato alla diminuzione dei prezzi dei box la decisione di tanti acquirenti di rinunciare all’ acquisto per ridurre l’ investimento complessivo nell’ abitazione ed il completamento, soprattutto nelle grandi città, di interventi di nuova costruzione che hanno portato ad una maggiore offerta sul mercato per queste tipologie. Tra le grandi città Napoli ha segnalato il ribasso più sensibile delle quotazioni rispettivamente con -6.7% (box) e -4.7% (posto auto); a seguire Verona rispettivamente con -1.5% (box) e -3.5% (posto auto).

I valori più alti si registrano sempre nelle zone centrali dove comunque la domanda di box è sempre più alta rispetto all’ offerta. I top prices si evidenziano a Roma dove si possono toccare anche valori di 150 mila euro per una soluzione singola.

Verona. Il mercato immobiliare: quotazioni in diminuzione del 6.4% nel corso del 2008

 Nel Centro della città si registra una diminuzione delle quotazioni del 3.9%. Questo andamento ha interessato tutti i quartieri della macroarea: Veronetta, San Zeno, Val Verde e Cittadella. Di seguito i risultati dell’ indagine in alcune aree.

Veronetta
La maggiore riflessione verso l’ acquisto ha determinato un aumento dei tempi di vendita. A questo si aggiunge una minore presenza degli investitori che sono comunque presenti sul mercato per la presenza di diverse facoltà universitarie che attirano studenti del Veneto e del Trentino Alto Adige. Si orientano per lo più sui bilocali per cui spendere da 100 a 150 mila euro e meno sui monolocali. Il costo mensile di un posto letto oscilla tra i 230 ed i 280 euro.

Veronetta, nella parte del quartiere a ridosso del Centro Storico, è una tra le zone più ambite. Nei pressi del fiume Adige si concentrano le soluzioni più prestigiose che possono raggiungere anche 4000 – 4500 euro al mq. Da segnalare il progetto che prevede la riqualificazione di due caserme dismesse a ridosso dell’ attuale Facoltà di Economia ed acquisite dal Comune di Verona. Si prevede la creazione di un Campus Universitario, di appartamenti per studenti, in edilizia convenzionata e di un ampio parco pubblico, oltre che vari servizi per il quartiere.

In fase di riqualificazione anche l’ area di Alto San Nazaro, piccolo borgo del quartiere Veronetta con lavori per la ristrutturazione di alcune case rurali e di un giardino privato che diventerà pubblico. Più basse le quotazioni nella parte di Veronetta in direzione Porta Vescovo, più lontana dal Centro Storico e costruita soprattutto negli anni ’60. Per un appartamento ristrutturato si spendono fino a 2850 euro al mq. In questa area si registrano richieste da parte di stranieri provenienti all’ Europa dell’ Est, dall’ Africa e dall’ Asia, che richiedono in locazione negozi ed appartamenti di medie dimensioni.

Nel secondo semestre del 2008 si registra una flessione delle quotazioni immobiliari nelle aree centrali di San Zeno e Val Verde. Stabili le quotazioni di Cittadella. Il calo è stato determinato dalle difficoltà di accesso al credito da parte dei potenziali acquirenti. Ad acquistare in zona sono prevalentemente famiglie alla ricerca della prima casa, che si orientano su tagli più grandi (quattro e cinque locali) preferibilmente da ristrutturare al fine sia di contenere i costi che di personalizzarli. In crescita la domanda di immobili in locazione da parte di lavoratori trasfertisti, giovani coppie e famiglie. Per l’ affitto di un bilocale si spendono 500 euro al mese e per quello di un trilocale 600 euro al mese.

Cittadella è una zona centrale, caratterizzata da soluzioni d’ epoca e da tipologie degli anni ’60. Per l’ acquisto di un appartamento medio usato si spendono 2100 euro al mq. Sempre molto richiesta l’ area di San Zeno, anche grazie a prezzi immobiliari più contenuti. In questa zona si possono acquistare immobili di tipo popolare, ex Atec ed Ina Casa, oppure soluzioni d’ epoca. Il prezzo dell’ usato oscilla tra 1500 e 2000 euro al mq.

Locazioni: aumenta l’attenzione per la qualità degli immobili

 Dall’analisi di Tecnocasa del mercato delle locazioni emerge che nel secondo semestre del 2008, a livello nazionale, vi è stata una contrazione dei canoni di -1,3% sui bilocali e di -0,7% sui trilocali. Nelle grandi città la flessione è stata più marcata con -1,9% per i bilocali e di -2,1% per i trilocali.

In tutte le realtà metropolitane si sono registrate contrazioni dei valori, ad eccezione di Bari dove, solo sui bilocali, si è registrato un aumento dello 0,7%; Bologna è stata la città dove i canoni di locazione sono scesi maggiormente con -4,2% per i bilocali e -3,7% per i trilocali; i canoni medi di locazione più elevati rimangono quelli di Roma.

Nella seconda parte dell’ anno si è confermato l’ aumento della domanda di appartamenti in affitto determinato dalla maggiore difficoltà di accesso al mercato del credito e di conseguenza al mercato dell’ acquisto della casa. Ad alimentare questa fetta di mercato sono stati soprattutto i single, le giovani coppie e gli stranieri. Resta sempre rilevante la fetta di mercato rappresentata dagli studenti universitari.

Compravendite: da 5 anni cresce il valore mobiliare delle seconde case

 La Nota trimestrale, realizzata a cura dell’ Agenzia del Territorio, evidenzia che nel 1° trimestre 2009 il volume di compravendite complessivo è stato di 299.419 transazioni, con un decremento pari al -18,7% rispetto al 1° trimestre 2008 (tasso tendenziale).

Si conferma, pertanto, il trend negativo già segnalato a partire dal 2° semestre 2006, dopo un lungo periodo di crescita più o meno continua. In particolare: il settore residenziale con 135.872 compravendite è quello con il decremento che rispecchia la situazione generale di tutti i settori, pari al -18,7%; il settore terziario con 3.449 transazioni, risulta in decrescita del -20,6%; il settore commerciale con 8.723 NTN risulta in calo del -23,9%; il settore produttivo con 2.525 NTN è quello con il calo più significativo, -33,5%.

Analizzando con maggior dettaglio il settore residenziale per macro – aree geografiche, risulta evidente che nel 1° trimestre 2009 il calo di compravendite del settore è maggiore nel Nord (-20,6%) ed appena più contenuto nel Centro (-16,9%) e nel Sud (-16,0%).

Si conferma, inoltre, che la contrazione del mercato residenziale risulta più marcata nei comuni non capoluogo, dopo un lungo periodo in cui si era assistito, invece, ad una crescita rilevante del settore proprio nei comuni minori. Infatti, mentre il mercato delle città diminuisce del 15,8% mediamente, nei comuni minori la contrazione del mercato sfiora il 20%. Tale dinamica evidenzia un recupero della quota di mercato dei capoluoghi sul totale provinciale.

Dall’ analisi dei dati delle quotazioni degli immobili delle città metropolitane, riportata nel 3° Rapporto UIL famiglia – reddito – casa, emerge che, dal 1° semestre 2008 al 2° semestre 2008, vi è stato un decremento pari al -0,6%. Lo studio ha preso in considerazione la media tra il valore massimo e il valore minimo di un’abitazione di 70 mq ubicata in centro, semicentro o periferia, in stato conservativo normale.

Carenza di acqua nel nostro Paese. E Federutility propone gli “hydro bond” per una nuova rete dell’ acqua

 In Italia la carenza dell’ acqua, purtroppo, è molto forte. Non in tutte le case degli italiani c’ è l’ acqua corrente e, oltretutto, quindici su cento non hanno gli scarichi collegati a una fogna e trenta su cento non dispongono del servizio di depurazione. Siamo irregolari e l’ Unione europea ha aperto un procedimento a carico dell’ Italia per 300 casi di irregolarità. Per colmare il ritardo servono 60 miliardi di euro in 30 anni. Ma dove prenderli?

Federutility, la federazione delle imprese energetiche e idriche, ha lanciato a Bari, nel corso della Conferenza europea H2 Obiettivo 2000, la proposta degli hydro bond per una nuova rete dell’ acqua, un finanziamento con tempi lunghi di ritorno del capitale basato sulla stabilità di aziende che lavorano in un mercato a domanda costante.

A Bari è stata presentata anche la radiografia del consumo di acqua degli italiani sintetizzata nel Blue Book. Nel 2008 il record delle tariffe più alte è toccato ad Agrigento, dove per un’ utenza standard di 200 mila litri di acqua si sono sborsati 440 euro in un anno. Seguono Arezzo con 410 euro l’ anno e Pesaro e Urbino con 409 euro. All’ estremo opposto della classifica troviamo invece Milano (103 euro l’ anno), seguita da Treviso e Isernia (rispettivamente a quota 108 e 109 euro).

In media si paga 1,29 euro a metro cubo, con oscillazioni che vanno da 1,73 euro in Toscana a 0,92 euro in Lombardia. Dall’ analisi di Federutility risulta che le bollette dell’ acqua degli italiani rappresentano una quota modesta della spesa domestica: 20 euro al mese per una famiglia di tre persone, rispetto ai 486 euro investititi in trasporti, ai 131 euro in combustibili, ai 131 euro alla voce tempo libero e cultura, ai 26 euro per le sigarette.

Secondo idealista.it lo stipendio degli italiani non è sufficiente per comprar casa a Milano

 Ai livelli salariali Ocse i milanesi potrebbero a malapena finanziare un miniappartamento. Per comperare una casa da 65 mq, con 2 stanze nel capoluogo lombardo l’ acquirente medio dovrebbe guadagnare più di 2.000 euro al mese. Secondo l’ organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), il salario netto degli italiani ammonterebbe mediamente a 21.374 dollari, scarsi 16 mila euro netti annui, meno di Spagna e Grecia.

L’ Ufficio Studi di idealista ha preso come riferimento il dato Ocse, che colloca il nostro Paese al 23° posto nella graduatoria dei 30 paesi facenti parte dell’ organizzazione internazionale, per mettere in relazione salari e prezzi degli immobili a Milano. Un rapporto sempre più difficile, come risulta dallo studio in questione: in sostanza, alla luce dei dati Ocse, quale appartamento si può comprare con un reddito di circa 1.300 euro al mese alle attuali condizioni praticate dalle banche?

A Milano, dove comprare casa costa in media 3.600 euro al mq, un appartamento di 65 mq, secondo lo standard degli annunci del sito, costerebbe 227.500 euro. Significa che, finanziando l’ 80% del valore dell’ immobile (182.000 euro), con mutuo a tasso variabile (2,42%), il consumatore dovrebbe restituire alla banca una rata pari a 809 euro al mese nell’ ipotesi di un mutuo a 25 anni e 711 euro mese per un mutuo a 30.

Come affrontano il rischio sismico le Regioni?

 Le norme locali sono centinaia, molte messe a punto proprio inseguito a terremoti catastrofici, come quelli avvenuti in Friuli, Campania, Umbria, Marche e Molise. Nello spirito della prevenzione, abbiamo scelto, però, di esaminare le norme di alcune Regioni tra le meno colpite dai terremoti – Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna – per offrire uno spaccato di come è stata affrontata, fuori dalla stretta emergenza, questa difficile realtà.

In Lombardia, l’ individuazione delle zone sismiche e le norme tecniche fanno capo alla Regione, mentre le Province sono competenti per la progettazione, l’ esecuzione e la gestione di opere di difesa del suolo e per il controllo delle costruzioni in zone sismiche. Non ci sono Comuni in zona 1, quella a più alta pericolosità, ma ce sono 41 in zona 2 (media sismicità), e 238 in zona 3 (bassa sismicità) mentre l’ 84% dei municipi lombardi è in zona 4 (la più sicura). La provincia più esposta è Brescia, con 32 comuni in zona 2 e 116 in zona 3.

La legge 12 / 2005 vincola i Comuni Sismici all’ aggiornamento della classificazione del territorio in funzione delle amplificazioni sismiche valutate. La delibera n. 8 / 1566 / 2005 è norma regionale di riferimento per quanto riguarda la microzonazione a livello comunale. In attesa dell’ entrata in vigore delle nuove norme tecniche per le costruzioni nazionali, solo nei 41 Comuni a medio pericolo è imposta la progettazione antisismica, fatta eccezione per gli edifici strategici (ospedali, sedi degli enti locali, scuole, centri anziani) e le opere rilevanti (per esempio viadotti e aeroporti).

L’ analisi della sismicità è condotta su tre livelli di diverso approfondimento, il primo obbligatorio in tutti i Comuni lombardi, il secondo solo in quelli in zona 2 e 3, il terzo solo nella progettazione di costruzioni con affollamenti significativi, industrie pericolose, reti viarie e ferroviarie critiche e costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti.

Mercato immobiliare. A Milano prezzi ancora su nel primo trimestre del 2009

 Nonostante la crisi tornano a crescere (+2%) i prezzi della case sotto la Madonnina. Forlanini è la zona dove si registrano i maggiori incrementi (+5,6%), trend negativo nei quartieri periferici. In provincia, Sesto San Giovanni supera Monza diventando il comune più caro. Dopo la flessione dei prezzi rilevata nel corso del 2008 (-2,1%), le quotazioni delle case tornano a crescere nel capoluogo meneghino, con un aumento medio di 2 punti percentuali nel primo trimestre del 2009, secondo l’ analisi condotta dall’ Ufficio Studi di idealista.it su un campione di oltre 2.300 immobili in vendita in città.

Comprare casa a Milano oggi costa in media 3.600 euro al metro quadro, vale a dire 72 euro in più rispetto a dicembre scorso. In alcune zone della città prosegue tuttavia il trend negativo delle quotazioni. Il ribasso maggiore riguarda Famagosta – Barona (-2,8%; 3.137 euro / mq), seguita da Vialba – Gallaratese, la zona più economica della città con i suoi 2.526 euro / mq, dove i prezzi registrano un calo del 2,5%, Certosa (-2,1%; 2.990 euro / mq), Greco – Turro (-2,1%; 2.993 euro / m2) e Comasina – Bicocca (-2%; 2.791 euro / m2)

Mercato immobiliare. Il mattone torinese resiste alla crisi: +0,3% nel primo trimestre 2009

 Tengono i prezzi in città: sui quartieri San Paolo – San Donato, ma il centro accusa una prima flessione (-0,6%). E intanto continua la parabola discendente dei prezzi dei quartieri periferici, ma è solo una frenata. Tutto fermo nel mercato torinese nel primo trimestre 2009, dove i prezzi delle case sono rimasti gli stessi di tre mesi fa, con un valore medio di 2.267 euro / mq.

I dati emergono dall’ analisi trimestrale sui prezzi effettuata dall’ ufficio studi di idealista.it su un campione di 759 immobili di seconda mano presenti nel portale un aumento modesto per un mercato che non fa registrare particolari sussulti da alcuni mesi e dove il prezzo di un appartamento di 68 mq – la dimensione standard degli immobili presenti a Torino secondo idealista.it – è di circa 154mila euro.

Per la prima volta da quando esiste questa statistica, il centro storico (zona Centro – Crocetta) registra un timido calo dei prezzi (-0,6%), in controtendenza rispetto agli aumenti deboli dell’ ultimo semestre del 2008. Il costo medio per abitazione comunque resta nella fascia al di sopra dei 3mila euro, a una media di 3.034 euro / mq.

Il finanziamento immobiliare. I mutui si riducono nonostante il taglio dei tassi

 Se, in epoche recenti – dice il primo rapporto 2009 di Nomisma sul mercato immobiliare – il basso costo dei mutui aveva rappresentato un formidabile propellente per il mercato immobiliare, alimentandone al contempo taluni eccessi, non devono stupire le aspettative di timido rilancio del settore che i robusti interventi sul tasso ufficiale di sconto alimentano.

Si tratta di tagli di proporzioni inusuali, che hanno portato in pochi mesi il tasso BCE dal 4,25% all’ 1,5%, realizzati nel tentativo di arginare una crisi di proporzioni abnormi, stimolando produzioni e consumi. Ad attenuare la portata degli interventi ha, tuttavia, contribuito un immediato innalzamento degli spread applicati dalle banche, solo in parte riconducibile ad un aumento della rischiosità percepita.