Evento. Nasce a Cersaie la Galleria dell’ Architettura: il luogo dell’ Abitare

 Cersaie 2009
29 settembre – 3 ottobre
27ª edizione
Quartiere Fieristico
Bologna

Cersaie, la più importante vetrina internazionale del settore ceramico e arredobagno, apre i battenti dal 29 settembre al 3 ottobre 2009 presso il Quartiere Fieristico di Bologna per accogliere i professionisti della distribuzione, gli architetti ed interior designer, i progettisti, le imprese di posa e le grandi società di costruzione provenienti dai cinque continenti.

Arricchire l’ offerta culturale di Cersaie, al fine di catturare l’ attenzione e l’ interesse di un più ampio e qualificato numero di visitatori interessati al mondo delle costruzioni e del progetto. Questo è l’ obiettivo di Costruire Abitare Pensare, il Progetto Culturale di Cersaie 2009 che, per la prima volta in modo ampio e strutturato, coinvolge anche i protagonisti del mondo dell’ architettura.

Il titolo, preso a prestito dal noto testo di Martin Heidegger, è un invito rivolto in particolare ad architetti e progettisti ad esercitare il pensiero sui temi dell’ abitare e del costruire, che, sempre secondo le parole del filosofo, è il modo in cui i mortali sono sulla terra.

I seminari, le conversazioni e gli incontri di Costruire Abitare Pensare – specificatamente rivolti agli architetti, progettisti ed interior designer – si svolgeranno nella Galleria dell’ Architettura, uno spazio appositamente predisposto per la prima volta a Cersaie.

Una proposta Federcostruzioni: demolire, per ricostruire le periferie anni ’50 – ’80

 In occasione degli Stati Generali delle costruzioni del 14 maggio, Braccio Oddi Baglioni, presidente ‘Oice e vicepresidente di Federcostruzioni, è intervenuto lanciando la proposta di “demolire e ricostruire gli edifici realizzati nelle periferie tra gli anni ’50 e ’80, esteticamente brutti, urbanisticamente sbagliati, pericolosi ed energivori”.

“Per il patrimonio edilizio italiano – ha detto – bisogna seguire due vie: per tutto ciò che è stato costruito fino a metà del ventesimo secolo, una politica d’ incentivazioni ai privati per la ristrutturazione delle abitazioni da rendere sicure ed energeticamente corrette. Per le costruzioni dagli anni ’50 agli anni ’80, crediamo che si debba avere il coraggio di perseguire la politica della demolizione e ricostruzione”.

“Chiediamo – ha aggiunto Oddi Baglioni – che anche in questo caso siano individuati quei meccanismi premiali che mettano in moto un meccanismo virtuoso con forte funzione anticiclica nel breve periodo e con funzioni di miglioramento del patrimonio edilizio nel medio e lungo periodo”.

Genova. Trend del mercato immobiliare

 Nel corso del 2008 le quotazioni immobiliari di Genova sono diminuite del 7.6%, con un calo più sensibile nella seconda parte dell’ anno pari a 3.1%. Prendiamo in esame alcune zone. La macroarea che ha segnalato il ribasso più sensibile è stata quella di Sampierdarena con una diminuzione del 5.4%.

Quartiere di Sampierdarena – Fillak
Soprattutto da settembre, il mercato ha iniziato a lanciare segnali di rallentamento. Infatti molte compravendite della zona erano realizzate da stranieri, provenienti dall’ Ecuador in particolare, e che nella seconda parte dell’ anno, a causa delle difficoltà sul mercato del credito, non sono più riusciti ad acquistare l’ abitazione.

Nella seconda parte dell’ anno hanno comprato prevalentemente italiani che avevano a disposizione una parte del capitale. Il calo più sensibile si è avuto sui tagli da 60 – 70 mq, tipologia molto diffusa nella zona e questo comporta una maggiore possibilità di scelta. I tagli più grandi hanno conservato il loro valore anche perché sono di interesse per una categoria di acquirenti più selezionata.

Il mercato immobiliare della zona vede la prevalenza di tipologie popolari ed ultrapopolari dei primi anni del 1900 ed una piccola concentrazione di soluzioni più signorili dei primi anni ’70, alcune con terrazzo al piano o balconi, all’interno di strade private e quindi tranquille e senza problemi di parcheggio. Chi ha acquistato in questa prima parte dell’ anno ha guardato soprattutto alla disposizione interna degli spazi, alla realizzazione di eventuali lavori di ristrutturazione.

Piano casa. Ampliamenti e demolizioni: le varie interpretazioni delle Regioni

 Le Regioni premono l’ acceleratore sugli ampliamenti. Ammessi in alcuni casi interi condomini senza distinzioni o limiti di metratura. Non è più soltanto un piano casa quello che sta prendendo forma attraverso le leggi regionali. E neanche il “piano delle villette” di Berlusconi.

Le Regioni hanno interpretato con grande libertà e autonomia l’ intesa raggiunta con il governo il 1° aprile sul rilancio dell’ edilizia attraverso i lavori di ampliamento, demolizione e ricostruzione. E hanno ammesso ai lavori non solo le villette uni o bifamiliari, ma in qualche caso tutti i condomini, senza distinzione né limiti di metratura. È il caso ad esempio della Sicilia (Regione che gode di totale autonomia in materia) e del Veneto, che con il proprio disegno di legge aveva preceduto l’iniziativa del governo.

I piani regionali, poi, non si fermano alla casa. A parte la rigida Toscana – l’ unica ad avere già una legge – più o meno ovunque nelle altre sei realtà che hanno varato un disegno di legge sarà consentito allargare del 20% anche immobili che, oltre alle abitazioni, contengono qualche ufficio o negozio (ad esempio in Campania, Piemonte e Umbria).

Proprio l’ Umbria ammette anche interventi su capannoni industriali e artigianali, ma dentro un più ampio piano attuativo. Senza dimenticare che la demolizione e ricostruzione di capannoni e stabilimenti è un caposaldo anche del progetto veneto.

Gli interventi, secondo l’ intesa, dovranno servire anche a migliorare l’ efficienza energetica del patrimonio edilizio. I requisiti richiesti, però, sono molto diversi da una Regione all’ altra. Per ampliare una villetta in Piemonte, ad esempio, bisognerà ridurre del 40% il fabbisogno annuo di energia primaria dell’ edificio. In Lombardia, invece, basterà un taglio del 10% sui consumi del riscaldamento, mentre Veneto e Sicilia non chiedono requisiti particolari.

Gruppo Polo – Le Ville Plus: un’ azienda italiana a sostegno delle politiche energetiche dell’ amministrazione Obama: il Green Deal

 Gruppo Polo – Le Ville Plus* è l’azienda italiana che ha sostenuto l’ incontro con Mark Hopkins, direttore dell’ International Energy Efficiency, UN Foundation, che ha illustrato il “Green Deal” dell’ amministrazione Obama nel corso di un convegno svoltosi nel Palazzo dei Giureconsulti a Milano.

L’ evento, riservato a giornalisti, esperti del settore ed istituzioni, è stato organizzato dal Consolato degli Stati Uniti, in collaborazione con e – gazette.it, Legambiente e Camera di Commercio di Milano.

La sensibilità dell’ amministrazione Obama sui temi dell’ ambiente, dell’ energia e dello sviluppo economico è segno del profondo mutamento in atto negli USA ed è al centro dell’ attenzione dei media e dell’ opinione pubblica.

Gruppo Polo – Le Ville Plus, impresa generale di costruzioni in edilizia sostenibile, è un esempio unico di azienda italiana che ha compreso l’ importanza di sostenere questa iniziativa: un esempio eccellente di realtà aziendale specializzata nel green building che da sempre fa del rispetto per l’ ambiente il proprio fondamento e principio ispiratore di ogni attività.

Secondo la nuova visione dell’ Amministrazione Obama, infatti, le sfide nell’ ambito dell’ energia sono serie e sono rimaste troppo a lungo senza risposta. Il pacchetto di stimolo adottato dal Congresso e firmato dal Presidente prevede un investimento di 100 miliardi di dollari in spese dirette, prestiti garantiti e incentivi fiscali per incoraggiare la ricerca e lo sviluppo nell’ ambito dell’ energia rinnovabile, dell’ architettura verde e di nuovi trasporti di massa.

Locazioni: aumenta l’attenzione per la qualità degli immobili

 Dall’analisi di Tecnocasa del mercato delle locazioni emerge che nel secondo semestre del 2008, a livello nazionale, vi è stata una contrazione dei canoni di -1,3% sui bilocali e di -0,7% sui trilocali. Nelle grandi città la flessione è stata più marcata con -1,9% per i bilocali e di -2,1% per i trilocali.

In tutte le realtà metropolitane si sono registrate contrazioni dei valori, ad eccezione di Bari dove, solo sui bilocali, si è registrato un aumento dello 0,7%; Bologna è stata la città dove i canoni di locazione sono scesi maggiormente con -4,2% per i bilocali e -3,7% per i trilocali; i canoni medi di locazione più elevati rimangono quelli di Roma.

Nella seconda parte dell’ anno si è confermato l’ aumento della domanda di appartamenti in affitto determinato dalla maggiore difficoltà di accesso al mercato del credito e di conseguenza al mercato dell’ acquisto della casa. Ad alimentare questa fetta di mercato sono stati soprattutto i single, le giovani coppie e gli stranieri. Resta sempre rilevante la fetta di mercato rappresentata dagli studenti universitari.

Libretto casa, non basta semplificare…

 Sull’ idea di istituire il libretto casa (da anni morta e sepolta, ma resuscitata sull’ onda emotiva del terremoto), l’ Anci (Associazione dei Comuni) si è buttata (naturalmente) a pesce. Anzi, ha preteso di dare anche indicazioni, per arrivare allo scopo.

L’ Anci ha così suggerito che il libretto casa venga redatto in una veste semplificata eliminando tutti gli aspetti problematici che hanno causato il ricorso al Tar (Lazio) della Confedilizia e la relativa sentenza di bocciatura. Peccato, però, che l’ Anci abbia la memoria corta. Non ricorda, cioè, che qua non si tratta per niente di semplificazioni.

“La legge – dice testualmente la sentenza del Tar – non ammette interventi ed opere generalizzate sugli edifici di qualunque genere, età e condizione, sicché gli accertamenti, al fine di evitare oneri eccessivi e senza riguardo al loro peso sulle condizioni economiche dei proprietari, devono essere suggeriti solo in caso di evidente, indifferibile ed inevitabile necessità, se del caso con graduazione dei rimedi da realizzare”. Quindi, libretto solo per casi di evidente, indifferibile ed inevitabile necessità.

Rilancio edilizia. I contenuti del progetto di legge in dettaglio

 Riutilizzo di volumetrie
Si prevede (art. 2) il recupero a fini residenziali o per altre funzioni ammesse dagli strumenti urbanistici delle parti inutilizzate degli edifici ultimati entro il 31 marzo 2005 (data di entrata in vigore della legge n. 12 per il governo del territorio) e situati in zone non destinate all’ agricoltura o ad attività produttive.

Per quanto riguarda le aree destinate all’ agricoltura, viene prevista la possibilità di procedere al recupero di parti inutilizzate di edifici assentiti prima del 13 giugno 1980, data di entrata in vigore della legge regionale 93/1980 (Norme in materia di edificazione nelle zone agricole). La norma indica, come possibili destinazioni conseguenti all’ intervento di recupero, destinazioni ricettive non alberghiere, destinazioni residenziali e per servizi che non impattano sul sistema rurale.

L’ articolo 2, inoltre, stabilisce che tutti gli interventi contemplati siano realizzati sulla base di denuncia di inizio attività o di permesso di costruire. Come stabilito nell’ Intesa, è previsto che tale disciplina speciale, proprio perché derogatoria del normale regime giuridico, abbia una durata temporale limitata a diciotto mesi a partire dal 16 settembre 2009 e che gli interventi edilizi consentiti debbano essere volti al miglioramento della qualità architettonica e dell’ efficienza energetica.

Ampliamenti
L’ articolo 3 regola due distinte tipologie di intervento: l’ ampliamento degli edifici residenziali, ultimati alla data del 31 marzo 2005, e la sostituzione degli edifici residenziali e produttivi esistenti. Gli ampliamenti possono interessare gli edifici mono e bifamiliari, quale che sia la loro volumetria, o gli edifici almeno trifamiliari, con volumetria non superiore a 1.000 metri cubi.

La possibilità di ampliamento è riconosciuta fino al 20% del volume complessivo dell’ edificio interessato; tuttavia, per i soli edifici mono e bifamiliari è previsto un ulteriore limite massimo, riferito alla singola unità immobiliare preesistente, pari a 300 metri cubi. La norma richiede, quali ulteriori presupposti per la sua applicazione, che gli edifici oggetto di ampliamento siano ubicati al di fuori delle aree storiche o di antico insediamento e che vengano assicurati specifici livelli di efficienza energetica.

Secondo le stime effettuate si può prevedere, in relazione a un patrimonio abitativo di oltre 500.000 edifici e 700.000 alloggi, la realizzazione di nuove volumetrie per circa 5.590.000 metri cubi. La valutazione è stata effettuata stimando che il 10% dei proprietari di immobili ampliabili intervenga effettivamente nell’arco temporale di applicazione della legge. A tale complesso di interventi può corrispondere un investimento complessivo di circa 2,5 miliardi di euro.

Nasce il nuovo portale del Gruppo Tecnocasa

 Tecnocasa è presente nel mondo internet sin dal 1995. Nel tempo, sono stati effettuati al sito diversi restyling, in rapporto alla continua evoluzione del Gruppo e con lo scopo di migliorarne la fruizione da parte dei navigatori. Al sito di Tecnocasa (ad oggi, 350.000 visitatori alla settimana), si sono affiancati i siti degli altri rami di franchising: Tecnorete e Tecnocasa per l’ Impresa per il settore immobiliare, Kiron ed Epicas per quello creditizio. Cinque siti molto visitati (in tutto una media settimanale di 450.000 visitatori), ma verticali nella struttura.

Il nuovo portale riorganizza
la presenza su internet del Gruppo Tecnocasa

Si tratta di un portale unico di Gruppo, che consente di ottimizzare sinergie ed opportunità per il navigatore, presentandosi con tutte le sue reti. Il Gruppo è rappresentato da un unico marchio Tecnocasa Group che farà da garante al navigatore grazie all’ esperienza e alla professionalità acquisite in oltre vent’ anni di presenza sul mercato immobiliare e finanziario.

I marchi delle altre reti del sistema sono salvaguardati attraverso delle landing pages o pagine di atterraggio (interfacce dello stesso portale) caratterizzate dai segni distintivi di ognuno, a seconda dell’ indirizzo scelto dal navigatore.

Continueranno dunque ad esistere i domini delle singole reti in franchising:
www.tecnocasa.it – www.tecnorete.it – www.kiron.it – www.epicas.it – www.tecnocasaimpresa.it

Gli obiettivi
*Proporre un’ offerta globale, derivante dalle sinergie delle reti fisiche e dall’ integrazione di tutti i Sistemi IT del Gruppo (Banca Dati nominativi, CRM, piattaforme di profilazione clienti, web) per dare una risposta a 360° alle esigenze del cliente, siano esse di natura immobiliare o finanziaria.
* Ottimizzare la navigabilità e l’ intuitività dei motori di ricerca immobili e di simulazione di calcolo del finanziamento.
*Fornire più informazioni complete ed esaustive.
*Offrire servizi che coinvolgano attivamente il navigatore.

Mutui: non più mutui al 100%, massimo all’ 80%

 La Bce ha tagliato di un quarto di punto il tasso di riferimento, portandolo all’ 1%. Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell’ istituto centrale a Francoforte ma, contemporaneamente cresce lo spread delle banche.

Sul Bollettino della Banca d’ Italia si legge che i tassi di interesse sui mutui sono ancora in calo. Il tasso su un mutuo di durata superiore ai 10 anni è sceso a marzo al 5,01% (5,13% a febbraio), accentuando la flessione iniziata dall’ agosto scorso quando si attestava al 6,10%. Anche il Taeg (tasso annuo effettivo globale) su tutti i nuovi mutui accesi a marzo scende al 4,42%, rispetto al 4,70% di febbraio ed al 6,11% di agosto 2008.

Dallo studio effettuato dalla Fiaip sul mercato turistico emerge che i mutui, cui la domanda è ricorsa nel 40% degli acquisti di immobili ad uso turistico, sono stati stipulati per un importo mediamente pari al 65,26% del prezzo dell’ immobile, con una durata media di 16,2 anni e un tasso per lo più fisso.

Secondo uno studio effettuato da Kiron, nel 4° trimestre 2008, il volume di erogazioni per l’ acquisto di abitazioni da parte delle famiglie italiane registra una flessione rispetto allo stesso periodo 2007. Una differenza negativa, pari a -3,3 miliardi di euro (-18%), che conferma il momento non positivo del mercato; i volumi erogati includono anche i mutui di sostituzione. Nel 4° trimestre 2008 tutte le macroaree hanno registrato un andamento negativo, le variazioni negative maggiori si sono registrate nell’ area centrale (-22%) e nell’ area meridionale (-24%).