Il Sicet per il rilancio delle politiche per l’affitto

 Il SICET e i Sindacati degli inquilini nel corso della scorsa legislatura hanno svolto un’azione politica e rivendicativa che ha portato allo stanziamento dal bilanci statale di 550 milioni di Euro per far fronte all’emergenza abitativa nelle grandi aree urbane, ora l’associazione dei costruttori sollecita il nuovo governo a sveltire le pratiche burocratiche che impediscono l’immediato impiego delle suddette risorse. Questa è solo una parte del problema in quanto resta del tutto irrisolto l’aspetto strutturale del problema, cioè la definizione di un corretto programma di politiche abitative che assuma la questione della riduzione dei costi dell’affitto privato e dell’Edilizia pubblica come una priorità delle politiche di welfare. Il nuovo Governo invece parte con il piede sbagliato destinando ingenti risorse all’abolizione indiscriminata dell’ICI sulla prima casa. Una manovra populista, che favorisce maggiormente i proprietari delle case di valore più alto, che toglie ai Comuni un formidabile strumento di controllo sulle operazioni edilizie e l’inverso di un corretto federalismo fiscale solidale.

Abolizione ICI, Confedilizia: Le dicriminazioni del nuovo governo non sono un bel buongiorno per condòmini e proprietari di casa

 Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato: “In campagna elettorale non avevano detto che nella riforma dell’Ici si sarebbe seguita la via della discriminazione tra casa e casa tracciata da Prodi. E a noi non ce l’hanno detto neanche ora perché non siamo stati sentiti, nonostante l’avessimo richiesto e fossimo la Parte sociale direttamente interessata, quella che paga: Presidenza del Consiglio e Ministri competenti hanno preferito non informarci di nulla, non replicare alle argomentazioni inoltrate dalla Confedilizia, adagiarsi sul parere dei sindacati dei pensionati. Lasciandosi guidare da un classismo ideologico superato, tanto più odioso e significativo quanto meno necessario a fini di cassa (data l’esiguità del numero di immobili interessati), il Governo è caduto nel tranello giustizialista, che toglie alla riforma dell’Ici ogni carattere, e ogni effetto, innovatore.

Con ICI e Mutui il Governo affronta il costo abitazione per le famiglie. E gli affitti?

 Con le sue misure sulla prima casa in proprietà – ha dichiarato Luigi Pallotta segretario generale del SUNIA – il Governo ha inteso contribuire ad abbattere il costo della voce abitazione sul bilancio familiare. Si tratterà ora di vedere come il minore introito per i comuni sia immediatamente compensato sia per l’anno in corso che in prospettiva futura: diversamente le stesse famiglie rischierebbero di dover pagare con un maggior costo dei servizi pubblici locali e delle prestazioni sociali il momentaneo beneficio sull’ICI. Ma in questo quadro di attenzione al costo del bene casa spicca, per l’assenza, qualsiasi analoga misura di sostegno e agevolazione all’inquilino che, privo di una casa in proprietà, non trarrà alcun beneficio dalla manovra annunciata. Ciò è grave e inspiegabile: se l’intenzione del Governo era quella di farsi carico della
situazione di difficoltà economica delle famiglie che pagano il mutuo e l’Ici e “porre rimedio alla
perdita del potere d’acquisto” non doveva ignorare chi, negli ultimi anni, ha visto impennarsi il costo dell’affitto con effetti devastanti sul bilancio familiare e sulle capacità di spesa persino verso altri beni e servizi essenziali. Lo dimostrano tutti i dati sull’inflazione e la sofferenza che, analogamente al problema mutui, si è tradotta in un massiccio aumento degli sfratti per morosità sui quali va incentrata responsabilmente l’attenzione di Governo ed enti locali per contrastare un disagio e una emarginazione sociali crescenti.

Non solo design: a Milano Boom degli Antiquari

 +140% le imprese in tre anni scelti dai giovani: piccoli mobili, tavoli e tappeti ma anche dipinti e sculture, Milano, 22 maggio 2008. Il mobile antico piace ai milanesi: boom degli antiquari in tre anni (+140%, da 48 a 115 imprese nell’area milanese tra il 2004 e il 2007). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al terzo trimestre 2007 in confronto allo stesso periodo del 2004. E sono soprattutto i giovani a scegliere di arricchire e vivacizzare l’arredamento della propria casa con alcuni pezzi passati di generazione in generazione, testimonianza di arte e buon gusto, spesso unendoli a un design contemporaneo. Vanno soprattutto i piccoli mobili, come ribaltine e cassettoni, tavoli e tavolini magari uniti a sedie di design moderno, ma anche oggetti di arredamento come dipinti, statue, sculture e vasi orientali. Tanti i tappeti, anche per il bagno che a volte viene arredato quasi come un salotto. Il periodo più richiesto per gli oggetti? Dall’armonia del ‘700 fino ad arrivare al novecento, al futurismo e agli anni ’50, i cui pezzi ultimamente sono molto ricercati. In generale, il volume d’affari dell’antiquariato regge il confronto con l’arte contemporanea ed è in leggero aumento. Queste indicazioni emergono dall’Associazione Antiquari milanesi aderente all’Unione del commercio.

Federconsumatori e Adusbef: “L’accordo Governo – banche è da migliorare”

 L’accordo ABI Governo, anticipato dalla minaccia del ministro dell’economia Tremonti (solo mediatica) di aggravare fiscalmente le posizioni delle banche, si limita ad offrire al popolo dei mutuatari a tasso variabile – una soluzione che alcune banche già offrivano da quando i tassi hanno cominciato ad impennarsi: se non è sopportabile la rata lievitata a causa dell’andamento dei tassi, si riduce; quanto corrisposto in meno, rivalutato da tassi di remunerazione per la banca, viene accodato alla fine del mutuo e comporterà il suo allungamento. Mediaticamente, la minaccia iniziale di Tremonti è servita solamente a far passare il falso messaggio di un cedimento delle banche, le quali non solo non restituiscono nulla ai consumatori indebitati a tasso variabile, ma ci guadagnano due volte,sia fidelizzando il cliente che con l’allungamento della vita residua del debito, incamerando maggiori interessi e maggiori commissioni sulle rate. Questa soluzione,che non è proprio né innovativa e neppure vantaggiosa per 3,2 milioni di famiglie strozzate dalle rate, permette alle banche di anticipare, con un meccanismo finanziario a loro favorevole, la soluzione di un problema che si sta facendo drammaticamente sociale.

Lombardia: Un “Piano energia” con le Province di Como, Lecco e Varese

 La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore alle Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, Massimo Buscemi, un “Piano energia” con le Province di Como, Lecco e Varese. “Questo Piano d’azione, ha spiegato l’assessore Buscemi, individua le linee di intervento atte a garantire il raggiungimento degli obiettivi strategici della programmazione regionale che consistono nella riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti e del costo dell’energia e nella promozione della crescita competitiva delle nuove tecnologie energetiche”. In provincia di Varese è stato Gallarate il primo Comune ad aderire a questa nuova iniziativa. L’Amministrazione comunale si è pertanto impegnata, tra l’altro, a dare piena attuazione al sistema regionale per la certificazione energetica degli edifici, a programmare interventi per la diagnosi, la certificazione e la progettazione di interventi di miglioramento energetico per gli edifici di proprietà, a proseguire le attività di controllo degli impianti di propria competenza e a raccordare le proprie attività con il nuovo Catasto regionale degli impianti termici tramite i Cait (Centri assistenza impianti termici).

Federconsumatori: ICI ok al taglio, ma attenzione a non tagliare anche i servizia ai cittadini!

Federconsumatori concorda con il provvedimento, proposto dal nuovo Governo, che prevede l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, già operato, in parte, dal precedente Governo attraverso una riduzione del 40% di tale

Rifiuti in Campania: Formigoni, Galan e Bassolino

 Per il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni la posizione della Regione in merito all’emergenza rifiuti in Campania “e’ la stessa di sei mesi fa, se ci viene richiesto e’ giusto fare un gesto di solidarieta’ ma a patto che non si esporti la crisi dei rifiuti dalla Campania ad altre regioni”. Formigoni ha poi anche indicato alcune ”condizioni necessarie” per rendere possibile la collaborazione della Lombardia con la Campania sul problema dei rifiuti. In particolare ”i rifiuti che vediamo in televisione non potrebbero essere accolti nei nostri centri che effettuano per il 45% raccolta differenziata”. Inoltre, dopo aver indicato ”condizioni igienico-sanitarie”, Formigoni ha aggiunto che ”serve anche qualche garanzia di tipo economico perche’ imprenditori lombardi gia’ contattati in passato non hanno ancora ricevuto i pagamenti richiesti”. Mentre il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, intende dire ”no” alla richiesta di accogliere 40 mila tonnellate di rifiuti dalla Campania, rivoltagli dal commissario straordinario Gianni De Gennaro.