Tre proposte per risolvere l’emergenza casa nella Capitale

 Di Carlo: tre proposte per risolvere l’emergenza casa nella Capitale. Aumentare la densificazione delle aree destinate all’edilizia residenziale, dotare di cubature destinate ad edilizia per uso residenziale una porzione delle 56 are previste nel Prg per la costruzione di parcheggi di scambio e consentire all’Ater di realizzare quei metri cubi già previsti nei piani di zona e mai edificati: tre ipotesi di lavoro su cui indirizzare l’operato della Regione avanzate dall’assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo, al Comune di Roma. “Queste proposte necessitano di accordi di programma e di un successivo passaggio in consiglio comunale e in quello regionale – ha affermato Di Carlo – potremmo mettere in atto un processo politico importante di collaborazione tra maggioranze governate da schieramenti differenti su un tema concretissimo come quello dell’emergenza abitativa”. Un aumento “moderato ed equilibrato”della densificazione e degli indici di costruzione degli immobili destinati alla soluzione dell’emergenza abitativa secondo Di Carlo consentirebbe di accrescere il numero di alloggi da realizzare e di utilizzare un quantitativo minore di terreno. “Le ultime case popolari che sono state fatte somigliano a delle villette a schiera ed hanno un indice di abitabilità troppo basso – ha sottolineato l’assessore – queste caratteristiche richiedono l’utilizzo di lotti di terreno sempre più grandi ai quali il Comune deve fornire servizi con difficoltà sempre maggiore”.

Regione Lazio: inaugurati i laboratori “Chose” del Polo Solare Organico

 Il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, il Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata”, Alessandro Finazzi Agrò e il Presidente del Tecnopolo Brunetto Tini hanno inaugurato questa mattina i nuovi Laboratori “Chose” di Ricerca e Sviluppo Tecnologico del Polo Solare Organico. I laboratori, finanziati dalla Regione Lazio con 6 milioni di euro, ospitano una linea pilota per la produzione di celle solari organiche. Il gruppo di ricerca, coordinato dal Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università “Tor Vergata”, è composto da oltre 30 ricercatori provenienti da diverse parti del mondo. Il Polo Solare Organico costituisce uno dei tre punti d’eccellenza a livello mondiale, insieme a quelli del Giappone e della Germania, per quanto riguarda la ricerca sulle nuove celle solari fotovoltaiche. Il finanziamento regionale del Polo Solare Organico si inserisce in un quadro di complessivo di stanziamenti previsti dal Fondo Unico per le Energie Rinnovabili per complessivi 45 milioni di euro di cui il 40 % destinati alla ricerca scientifica e tecnologica.
Marrazzo, sottolineando l’eccellenza del progetto, ha detto che ”il futuro e’ anche il sole, e la capacità è diversificare. Siamo convinti che l’obiettivo dell’Ue del 20% di fonti rinnovabili nel 2020 è raggiungibile”. ”Nel nostro Polo – ha commentato Tini – ospitiamo molte altre eccellenze e ci candidiamo a portare avanti una politica energetica rinnovabile insieme alle aziende e alle amministrazioni pubbliche”.

Bologna: attenzione da parte del Comune per la differenziata

 Servizio raccolta cartoni. Per i commercianti del centro storico nuovi e più frequenti orari di raccolta. Tanta produzione da parte di negozi, ristoranti, bar: una più efficiente risposta dal Comune ed Hera. Ma novità anche per altri settori. Il centro storico della nostra città produce ogni anno 1.300 tonnellate di cartoni. Spesso li vediamo accanto ai cassonetti a ingombrare strada e marciapiede. Per ovviare a questo problema sia di ordine estetico che ambientale, il Comune ed Hera hanno messo a punto nuovi e più frequenti orari e punti di raccolta. A tutti i commercianti viene distribuito, con visite presso la sede dell’attività, un vademecum con indicate le strade, i singoli punti con relativi orari in cui è necessario depositare i residui degli imballaggi affinché il personale di Hera lo possa raccogliere e avviare al recupero ed anche i consigli su come conferire correttamente il materiale. Per ottenere risultati positivi è ovviamente necessaria la collaborazione dei singoli che nel depliant troveranno anche le indicazioni su come conferire i cartoni. Questa rinnovata raccolta, attiva in città dal 2000, è una fase di un piano più articolato e adattato nella sua applicazione alle tante e differenti esigenze del contesto urbano bolognese: infatti nei giorni scorsi è partita alla zona Roveri la raccolta domiciliare delle diverse tipologie di rifiuti che Hera Bologna provvede a raccogliere in giorni prestabiliti.

Legambiente chiede maggiori garanzie per i rifiuti in Campania

 “La pulizia delle strade non mette fine all’emergenza. Urgenti gli interventi strutturali: raccolta porta a porta, impianti di compostaggio, politiche di prevenzione e chiusura del ciclo ” “Il fatto che non ci siano più rifiuti per strada e che, almeno per il momento ,la fase acuta dell’emergenza sia stata superata è senza dubbio positivo ma non sancisce di certo la fine della crisi dei rifiuti in Campania”. Così Legambiente in una nota commenta le dichiarazioni del presidente del Consiglio sull’emergenza rifiuti in Campania. “Come è già accaduto in passato – ricorda Legambiente – anche questa volta è stata la riapertura delle discariche a rendere possibile l’operazione di pulizia effettuata dal Governo ma, senza interventi strutturali, la situazione potrebbe di nuovo precipitare nel giro di qualche mese, come è avvenuto sempre negli ultimi anni.

Energia e ambiente una soluzione possibile

 L’esigenza di un maggior ricorso al carbone pulito e di nuove tecnologie per ridurne le emissioni climalteranti nell’opinione di Alberto Morselli, segretario generale Filcem-CGIL. I principali sindacati del settore elettrico hanno più volte manifestato il proprio sostegno per la conversione a carbone pulito di alcune grandi centrali italiane. Ad esempio, nel caso di Porto Tolle, un recente comunicato congiunto della Filcem-CGIL, Flaei-CISL e UILcem, ha esplicitamente affermato che « produrre energia riducendo i costi della bolletta elettrica per le famiglie e per il sistema produttivo in tempi relativamente brevi è possibile» e che «la conversione a carbone pulito è una risposta puntuale e sostenibile allo sviluppo di Porto Tolle e dell’intero Delta del Po». Che l’Italia sia eccessivamente dipendente dal petrolio e che si debba diversificare con urgenza il mix di generazione è ben noto. Come pure che occorra uno sforzo eccezionale per ridurre le emissioni nazionali di CO2 nel quadro degli impegni presi a livello europeo. Ma perché i sindacati ritengono che il ricorso alle fonti rinnovabili, per quanto importante, non sia sufficiente e che occorra un maggior ricorso anche al carbone?
Enel ha chiesto ad Alberto Morselli, segretario generale della Filcem-CGIL: Dott. Morselli, la riduzione delle emissioni di gas climalteranti costituisce una sfida importante per l’Italia, nel quadro degli impegni fissati a livello europeo. Negli ultimi anni si stanno registrando dei risultati positivi, ma siamo ancora lontani dagli obiettivi. Quali sono, a suo avviso, le ragioni per cui in Italia si sta riuscendo a stabilizzare le emissioni, ma non a ridurle in modo sensibile? «Si, è vero non sarà semplice rispettare gli impegni fissati dell’Europa, ma non possiamo sottrarci a questa sfida, che è globale e richiede risposte continentali coordinando l’impegno dei singoli Stati nazionali…

Legambiente dice No al Nucleare, Si al solare

 Appuntamento ore 16.00 Piazza Dante a Trino per dire: “No al nucleare e alla riapertura dei vecchi impianti, si fonti rinnovabili ed efficienza energetica”. Dopo i blitz davanti alle vecchie centrali di Lazio e Campania, Legambiente raduna di nuovo il popolo No Nuke in Piemonte davanti alla ex centrale di Trino (Vc) per ribadire i motivi della contrarietà di un ritorno dell’atomo in Italia. Quella di domani sarà una vera e propria manifestazione che vedrà al fianco di Legambiente anche cittadini e rappresentanti di altre associazioni, comitati locali e esponenti politici del territorio contrari al programma del governo di ritornare a produrre nel Paese energia da nucleare. Il corteo partirà alle ore 16.00 da piazza Dante (stazione FF.SS), percorrerà corso Roma, Piazza Martiri della Libertà; corso Galileo Ferraris, viale fratelli Brignone, e la strada statale di Pontestura fino ad attraversare il ponte sul Po da dove si vede la centrale nucleare “Enrico Fermi”.

Piemonte: tavolo trasparenza nucleare

 “Abbiamo ottenuto i pareri favorevoli dalla Commissione nazionale per la valutazione d’impatto ambientale per i progetti di Saluggia e di Trino. Ora però il ministro deve essere sollecito nella firma dei decreti”: l’assessore regionale all’Ambiente, Nicola de Ruggiero, terminata il 17 luglio la riunione del tavolo di trasparenza per la dismissione del parco nucleare piemontese, ha chiesto al Governo, assente anche se puntualmente invitato, di sostenere in modo preferenziale le procedure di decomissioning e messa in sicurezza dei siti che hanno registrato una sensibile accelerazione negli ultimi mesi. “Oggi possiamo dire che stiamo andando avanti in modo spedito – ha aggiunto de Ruggiero – grazie anche al lavoro prezioso, al costante impegno e allo scambio di informazioni che abbiamo attuato all’interno delle nostre riunioni. Registriamo positivamente l’accelerazione dei programmi di Sogin. Inoltre, l’avvio del decomissioning di Bosco Marengo è previsto per i prossimi giorni e si concluderà entro il 2009, per Trino si prevede il termine dello smantellamento e del condizionamento dei rifiuti entro il 2013, tra il marzo 2010 e dicembre 2011 tutto il combustibile presente in Piemonte verrà trasferito in Francia per il suo riprocessamento.

Toscana: l’acqua potabile arriva dal mare

 Oggi in Toscana possiamo produrre, ricavandola da quella marina, meno di 3.000 metri cubi al giorno di acqua potabile. Invece si può e si deve fare di più. E’ arrivato il momento di potenziare questa nostra capacità, attraverso un uso intelligente dei dissalatori. Partiamo dal raddoppio di quello del Giglio e dalla ultimazione dell’impianto di Giannutri, per contribuire a risolvere i problemi idrici delle isole dell’Arcipelago. Intanto porteremo la nostra capacità a 4.300 metri cubi al giorno. Poi verificheremo se è possibile realizzarne altri lungo la costa, a partire da Punta Ala e Scarlino. Destineremo a questo scopo una parte dei 5 milioni di euro previsti per quest’anno dal Patto per l’acqua». L’assessore alle risorse idriche, Marco Betti, ha scelto questo inizio di ennesima estate siccitosa per fare il punto della situazione regionale e per lanciare la sua idea di un sistema di dissalatori che si aggiunga ai due già esistenti. «Ormai – precisa Betti – questa tecnologia ha raggiunto costi competitivi. Basti pensare che un dissalatore capace di servire 100.000 abitanti costa 1 milione di euro e ha spese di gestione che variano da 0,75 centesimi ad 1 euro e 50 al metro cubo di acqua prodotta. Significa che ricavare 1 litro di acqua potabile da quella marina costa al massimo 15 millesimi di euro, cioè 2,9 delle vecchie lire. Se a ciò si aggiunge che alimentando gli impianti con pannelli fotovoltaici anche il consumo di energia si riduce, che l’acqua trasportata con le bettoline costa 30 euro al metro cubo e a parte lo spreco energetico nel 2004 abbiamo speso per questo 4 milioni di euro, ben si dimostra come un dissalatore si ripaghi ampiamente, e in poco tempo».

Rinnovabili e nucleare due percorsi paralleli

 Prove di dialogo, in un Workshop organizzato da ISES Italia, per superare ogni contrapposizione ideologica su due fonti di energia complementari e necessarie per il nostro Paese. Il workshop organizzato da ISES Italia (International Solar Energy Society) a Roma. Si è trattato di un confronto “corale”, nel quale ISES ha dato spazio a tutte le voci in campo, sul reale rapporto che esiste tra le fonti di energia rinnovabile e il nucleare, sui costi economici e sociali di sviluppo di quest’ultimo, sul ruolo del Governo e dell’Industria. A parte la posizione di Gianni Silvestrini (Kyoto Club) che ha rifiutato l’ipotesi di percorsi paralleli («nucleare e fonti rinnovabili sono percorsi alternativi – ha detto – e questa è una realtà a livello mondiale») c’è stato sufficiente consenso sull’idea che le due fonti siano complementari e possano contribuire in modo integrato al soddisfacimento delle esigenze energetiche. Secondo un modello elaborato da Enea e CESI Ricerca, esposto al workshop da Giorgio Palazzi (direttore del Dipartimento “Tecnologie per l’energia, fonti rinnovabili e risparmio energetico” dell’Enea) la produzione di energia elettrica in Italia salirà dai circa 340 miliardi di kWh (TWh) del 2007 a 356 TWh nel 2020. Si tratta di una stima molto conservativa, visto che secondo TERNA già nel 2016 la domanda elettrica nazionale raggiungerà i 420 TWh in caso di ripresa economica, e di 389 TWh in caso di sviluppo contenuto.

Legambiente: stop a certificato energia per vendite-affitti

 Legambiente: “Un gravissimo errore. Frenerà l’innovazione dell’edilizia e il risparmio energetico” “Un gravissimo errore che frenerà la spinta all’innovazione dell’industria italiana delle costruzioni e al risparmio energetico, un assurdo passo indietro nella lotta al surriscaldamento del pianeta che ci allontanerà ancora di più dall’ Europa e dagli obiettivi di riduzione delle nostre emissioni”. E’ molto critico il commento di Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente sull’abolizione, con un emendamento approvato dal Governo, di alcune norme relative all’obbligo di certificazione energetica di edifici. “Sembra proprio che il Governo anziché considerare la questione energetica e i temi ambientali come una priorità del Paese faccia di tutto per remare contro l’ambiente – ha aggiunto Zanchini – . Non si spiega altrimenti perché abolire uno dei pochi provvedimenti utili ad imboccare la strada dell’efficienza e del risparmio energetico in un settore così importante come quello delle costruzioni.