Milano: la casa più costosa a 7,5 ml di euro
Per comprare l’appartamento piu’ costoso di Milano, 300 mq in pieno quadrilatero della moda, servono 7 milioni e mezzo di euro; a Roma “bastano” 2,8 milioni per aggiudicarsi 180 mq in via Sistina, a due passi da piazza di Spagna, mentre a Venezia, per un open space di 90 mq con vista su San Marco, occorrono 2 milioni. Sono i risultati di uno studio realizzato dal portale immobiliare italiano idealista.it, insieme ai suoi omologhi tedesco (immobilienscout24.com) e spagnolo (idealista.com), prendendo in considerazione gli annunci di abitazioni attualmente in vendita nei rispettivi siti, che insieme trattano piu’ di un milione e mezzo di immobili. Oggetto delle indagine nove citta’: oltre alle tre italiane, Berlino, Amburgo e Monaco per la Germania e Barcellona, Madrid e Palma di Maiorca per la Spagna. Madrid ha sbaragliato la concorrenza: per un attico di 307 mq al sesto piano di un moderno edificio nel distretto di Salamanca, tre camere da letto, tre bagni e terrazza su due piani con piscina, sono richiesti 9 milioni di euro, mentre per accaparrarsi una villa da sogno di 960 mq nel quartiere di El Viso, l’immobile piu’ caro di tutto il portafoglio, basta disporre di 21 milioni di euro.
- Pirellire-
I prezzi dell’immobiliare dovrebbero continuare a scendere in Francia fino al 2011-12 per poi risalire negli anni successivi grazie a una congiuntura meno sfavorevole e anche alla pressione demografica. Lo prevede uno studio dell’Institut Xerfi pubblicato a Parigi, secondo il quale, il mercato immobiliare potrebbe cedere attorno al 14,5% tra il 2008 e il 2011.
Legambiente: “Il Ministro prende seriamente solo le catastrofi?” “Minimo pericolo? Irrilevante? Il Ministro Scajola lo vada a dire agli operai rimasti contaminati, agli abitanti e agli agricoltori della zona vicina alla centrale, ai quali è stato vietato di bere e utilizzare l’acqua dei fiumi circostanti”. Così Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, commenta le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, a proposito degli incidenti alla centrale nucleare francese di Tricastin. “Non vorremmo che per Scajola rilevante sia solo una catastrofe ambientale come quella di Chernobyl – continua Ciafani – uno degli incidenti più spaventosi mai accaduti, le cui conseguenze sanitarie sono ancora oggi sotto gli occhi di tutti . La tecnologia nucleare disponibile attualmente è antieconomica e insicura e alcuni Paesi lo hanno capito e stanno agendo di conseguenza. Un esempio su tutti – conclude Ciafani – quello della Germania che sta dismettendo le sue centrali grazie a una politica energetica fortemente orientata verso una maggiore efficienza e un forte sviluppo delle rinnovabili. E’ questa la strada da seguire, se il ministro Scajola non crede a noi chieda al suo collega tedesco”.
EnelCo, società controllata da Enel con il 75% e partecipata con la quota restante dalla russa Gazprom e dal gruppo greco Copelouzos, ha firmato un contratto per la realizzazione di una centrale a ciclo combinato a gas da 447 MW a Livadia, a nord di Atene. Ne ha dato notizia il gestore della rete elettrica greca Desmie, precisando che la centrale inizierà le operazioni commerciali entro 27 mesi. La produzione elettrica sarà venduta all’ingrosso, in parte a prezzi garantiti. Nell’aprile 2007 Enel, tramite la partecipata EnelCo, ha vinto la gara per la costruzione di una centrale a ciclo combinato da 430 MW a Livadia, nella Grecia centrale. La centrale, che costerà circa 250 milioni di euro, sarà costruita in due anni. “Stiamo valutando di prendere parte alle prossime gare che saranno annunciate dal gestore elettrico in Grecia per la costruzione di nuove centrali a ciclo combinato”, ha spiegato Giovanni Maria Pisani, amministratore delegato di EnelCo. Enel ha già annunciato l’intenzione di investire tra i 500 milioni e il miliardo di euro in Grecia entro il 2011.
Secondo Jones Lang LaSalle il totale degli gli investimenti diretti nel settore immobiliare nel secondo trimestre 2008 ammonta a €32 miliardi, con un calo del 14% rispetto al trimestre precedente, ed a €69 miliardi nella prima metà del 2008, con un calo del 44% rispetto allo stesso periodo del 2007. Regno Unito, Germania e Francia, nazioni storicamente dominanti che incidono per i due terzi delle operazioni totali, hanno visto tale quota superare di poco la metà, con volumi scesi a €35 miliardi nel primo semestre (il 60% in meno dell’anno scorso). Nel Regno Unito il volume degli investimenti ha totalizzato circa €8 miliardi nel secondo trimestre dell’anno, contro i €9 miliardi del primo trimestre 2008. Tony Horrell, responsabile del dipartimento europeo Capital Markets di Jones Lang LaSalle, ha così commentato: “La scarsa liquidità che continua a caratterizzare i mercati creditizi provocherà una contrazione del numero delle transazioni più significative ed del volume dei portafogli più ingenti. Di conseguenza, ci aspettiamo che il volume totale degli investimenti nel 2008 segnerà un calo del 45% rispetto a quello dello scorso anno (€244 miliardi). Ciò premesso altre opportunità d’acquisto stanno emergendo in modo discontinuo in Europa, man mano che si diffonde gradualmente la consapevolezza sulle condizioni del mercato in continua evoluzione. Queste opportunità non si stanno manifestando ancora in modo omogeneo, ma sono il risultato dell’azione di quegli investitori che hanno la necessità di riposizionare i propri patrimoni alla luce delle mutevoli condizioni finanziarie. In tal senso prevediamo un aumento del numero di transazioni nella seconda metà dell’anno.”
Anche gli agenti immobiliari di San Pietroburgo e della Regione di Leningrado hanno voluto siglare l’accordo con l’Anama definendo un preciso protocollo d’intesa tra i due sodalizi. Il presidente Slava Semenenko ha voluto con forza l’accordo con gli italiani consapevole che con l’intesa :” si favoriranno opportunità di business e di scambi commerciali tra le due nazioni”.
Da oggi 30 gennaio fino al 3 febbraio. La Lombardia esporta in Turchia per 1,6 miliardi di euro, importa per 860 milioni Export lombardo in crescita nell’arredo: +87% settore legno, +11,4% mobili e altri manufatti
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