Uno stabile degradato di Piazza della Repubblica verrà recuperato per diventare un Albergo Sociale. Una struttura in grado di offrire una residenza temporanea ma decorosa (a costi di affitto contenuti ) a persone che, per motivi legati al lavoro o alla propria vita privata, vivono una fase di momentanea difficoltà, ad esempio separati, lavoratori o studenti fuori sede, madri sole con figli a carico.Ne ha discusso oggi la I Commissione di Palazzo Civico, esaminando la proposta di deliberazione illustrata dall’assessore alla casa Roberto Tricarico. Lo stabile in questione si trova al numero civico 14 di Piazza della Repubblica – di fronte alla tettoia del “mercato dei contadini” – e si affaccia anche su via Priocca. Di proprietà del Demanio statale, è da tempo disabitato e in cattivo stato di conservazione. Il Comune, dopo l’approvazione del provvedimento da parte della Sala Rossa, lo acquisterà al costo di 1.130.000 euro. Per l’acquisto saranno utilizzati in maggior parte (1 milione di Euro) fondi regionali destinati a progetti speciali e sperimentali per l’edilizia sociale, già erogati in base ad un protocollo siglato (nel 2007) tra Palazzo Civico, la Regione Piemonte e il Ministero delle Infrastrutture.
Mercato immobiliare
Nota sintetica sul mercato immobiliare nel II semestre 2007
Da oggi è disponibile sul sito internet dell’agenzia del Territorio (www.agenziaterritorio.gov.it) la nota semestrale, che analizza i volumi delle compravendite effettuate in Italia nel corso del II semestre 2007 e fornisce una sintesi sull’intero anno. Per il settore residenziale, inoltre, è presente anche una breve sintesi dell’andamento delle quotazioni medie di mercato rilevate dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia del territorio(OMI). La nota semestrale, realizzata a cura dell’OMI, evidenzia che nel 2007 il volume di compravendite complessivo è stato di 1.699.664 transazioni (NTN) con un decremento, pari a -7,1% sul 2006. Il calo delle compravendite risulta generalizzato per i diversi settori, ma la sua elevata entità è collegata soprattutto al calo delle tipologie registrate in ‘Altro’, -10,6%. Per gli altri settori, infatti, la contrazione delle compravendite risulta più contenuta: il settore residenziale con 806.225 NTN diminuisce del 4,6%, il terziario, 21.732 NTN, è in calo del 2,6%, il commerciale con 50.136 compravendite, risulta in calo del 4,8%, in linea con il residenziale, il settore produttivo con 16.812 NTN cala del 3,5%, il mercato dei ‘Magazzini’, infine, con 114.610 NTN, si ridimensiona sensibilmente con un calo del 5,2% .
Rimini: Il mercato residenziale è in crescita
Da un indagine emerge infatti che nel 2007 il mercato residenziale ha registrato un ulteriore, seppur contenuto incremento, a conferma del trend di crescita degli ultimi anni. Sempre in crescita appaiono, inoltre, le previsioni dei metri quadrati compravenduti nell’anno in corso. L’indagine, che ha disegnato l’attuale situazione delle compravendite residenziali di tutta la provincia. I dati indicano nel 2007 un fatturato di un miliardo e 250 milioni, di cui circa la meta’ prodotto dalla sola citta’ di Rimini. Rispetto al 2006, si registra un incremento del fatturato del 5,5%, con una variazione del 5% rispetto al capoluogo e una del 6% riferita al resto della provincia. I metri quadrati compravenduti nel 2007 sono stati 685mila, di cui 400mila in provincia e 285mila nel capoluogo. Rapportati al 2006, questi dati mostrano un incremento del 4,8% per la citta’ del 5,3 per gli altri Comuni della provincia. Per le quotazioni del residenziale di nuova costruzione, le zone di maggior pregio della citta’ continuano a segnare prezzi
Mercato immobiliare 2007, il punto su 13 città
Il dato arriva dal primo rapporto sul mercato immobiliare del centro studi Nomisma. Nel 2007, il calo delle compravendite, in particolare nelle grandi aree urbane, e’ stato infatti del 5%, con un trend al ribasso, confermato anche nei primi mesi del 2008. In quanto al capitolo prezzi, Nomisma parla invece di una sostanziale tenuta, grazie a un incremento medio del 5,1% nelle grandi citta’ e del 5,9% per le abitazioni nei centri urbani intermedi. Per gli immobili compravenduti, che nel 2006 hanno toccato le 845mila unita’, e’ infine prevista una flessione del 5-7%, con un ulteriore calo del 10% per le grandi citta’, a prezzi stabili. Mentre per gli uffici abbiamo delle buone prospettive soprattutto in città come Milano e Roma, nei prossimi 5 anni un total return del 5% a Milano e Roma .
Regione Lazio approvati 5.422 nuovi alloggi in 65 comuni
Approvato dalla Giunta Regionale un programma di edilizia residenziale agevolata volto alla costruzione di complessivi 5.422 nuovi alloggi nel Lazio, per un finanziamento totale di 73.197.000 euro. I fondi vengono destinati a imprese edili e cooperative che potranno così costruire case a prezzi agevolati, consentendone così l’acquisto a prezzi inferiori a quelli di mercato da parte di persone appartenenti a categorie che hanno difficoltà ad accedere al credito. In media una casa da 100mq sarà sul mercato ad un prezzo di 200 mila euro. Con il via libera a questa misura vengono quindi così destinati: in Provincia di Roma, 26.460.000 € per 1.960 nuovi alloggi realizzati da 106 operatori; in provincia di Latina, 17.293.500 € per 1.281 nuovi alloggi realizzati da 62 operatori; in provincia di Frosinone, 11.488.500 € per 851 nuovi alloggi realizzati da 50 operatori; in provincia di Viterbo, 9.828.000 € per 728 alloggi realizzati da 37 operatori; in provincia di Rieti, 8.127.000 € per 602 alloggi realizzati da 29 operatori. In provincia di Roma, si costruirà nei territori di 29 comuni che sono: Albano Laziale, Anguillara Sabazia, Anzio, Ardea, Ariccia, Artena, Bracciano, Castel Gandolfo, Castel Madama, Cerveteri, Ciampino, Civitavecchia, Colleferro, Fiano Romano, Fiumicino, Formello, Frascati, Grottaferrata, Guidonia Montecelio, Marino, Monterotondo, Nemi, Nettuno, Palestrina, Pomezia, S. Cesareo, S. Marinella, Tolfa, Valmontone.
Mutui, Abi:”Situazione stabile” Consumatori: “Rispettino legge Bersani”
Le forti incertezze causate dalla crisi dei “subprime” non hanno intaccato in questo inizio d’anno l’andamento del settore immobiliare in Italia. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto mensile dell’Abi (la Confindustria delle banche) secondo il quale il flusso dei mutui erogati per l’acquisto di abitazioni nel primo bimestre dell’anno è rimasto sostanzialmente stabile: 6.945 miliardi contro i 7.040 di un anno fa. Cambia, invece ,radicalmente, per via delle tensioni sul mercato interbancario, la tipologia dei nuovi mutui erogati: quelli a tasso variabile, infatti, sono scesi nel primo bimestre del 2008 al 30% del totale, contro il 60% dello stesso periodo dell’anno scorso. I dati dell’Abi, però, non hanno l’effetto di tranquillizzare le associazioni dei consumatori, nonostante le parole del presidente dell’Abi, Corrado Faissola,
Escluse le imposte sulla proprietà e sulle plusvalenze delle case vacanza in Sardegna
Le imposte istituite dalla regione Sardegna sulle plusvalenze delle case di villeggiatura e sulle seconde case ad uso turistico trovano il no della Consulta. La sentenza dei giudici costituzionali in merito alle cosiddette “tasse sul lusso” introdotte a partire dal 2006 è stata depositata ieri in cancelleria. Salva invece la “tassa sul soggiorno”, prevista dall’articolo 5 della legge finanziaria regionale 2007, mentre viene sottoposta al giudizio della Corte di giustizia delle Comunità europee l’imposta su aeromobili e unità da diporto. Bocciata, dunque, l’imposta sul capital gain di rivendita delle case di villeggiatura. Secondo i giudici, la norma, che si applica ai fabbricati situati a meno di tre chilometri dalla battigia, viola lo statuto della regione Sardegna perché l’oggetto dell’imposta non può essere ricondotto alla materia del turismo e non è ammissibile, in materie diverse dal turismo, “una piena esplicazione di potestà tributarie regionali”, in mancanza di disposizioni di coordinamento dettate dal Parlamento. Essa viola inoltre i principi del sistema tributario dello Stato italiano, perché mentre nel resto dell’Italia le plusvalenze immobiliari vengono tassate se la cessione avviene prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto o dalla costruzione (e con esclusione delle abitazioni oggetto di donazione o successione), la legge sarda assoggetta a tassazione anche gli immobili che vengono trasferiti dopo i cinque anni. La norma comporta infine una disparità di trattamento tra residenti in Sardegna e non: soggetto passivo dell’imposta è chi è fiscalmente domiciliato fuori dal territorio regionale o ha domicilio fiscale in Sardegna da meno di due anni. Dato che le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato hanno il domicilio fiscale nel comune di iscrizione anagrafica e le persone fisiche non residenti in Italia hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si è prodotto il reddito (o, se il reddito si è prodotto in più comuni, in quello in cui si è prodotto quello più elevato), la conseguenza è che nei casi in cui le persone fisiche residenti anagraficamente all’estero realizzano il reddito-plusvalenza in Sardegna quale loro maggiore reddito prodotto in Italia, esse devono considerarsi soggetti fiscalmente domiciliati in Sardegna e, quindi, non assoggettati a tassazione (se fiscalmente domiciliati in Sardegna da almeno ventiquattro mesi). Diversamente, le persone fisiche residenti anagraficamente in Italia, ma fuori dalla Sardegna, anche se realizzano, al pari di quelle residenti all’estero, le plusvalenze in territorio sardo, sono comunque non fiscalmente domiciliate in Sardegna e, quindi, sono assoggettate a tassazione. “E ciò, senza che sussista alcuna ragionevole giustificazione di tale disparità di trattamento”, si legge nella sentenza.
Meno compravendite ma la pressione non si allenta
Il fermento del mercato immobiliare non frena assolutamente la grande pressione degli italiani verso la casa. Il nostro paese presenta un grande numero di famiglie proprietarie che, sebbene in lieve
Compete all’Omi dell’Agenzia del Territorio la rilevazione periodica del valore dei fabbricati
Le modifiche introdotte dal Dl 223/2006 (“Visco-Bersani”) esprimono l’esigenza di rafforzare gli strumenti in possesso dell’Amministrazione finanziaria per la repressione dei fenomeni di evasione fiscale. A tal fine, il principale strumento a disposizione del fisco, cioè l’accertamento di tipo analitico-presuntivo, è stato reso più efficace per fare emergere l’evasione nel mercato dei beni immobili. Il fisco ha, oggi, la possibilità di valutare la congruità dei prezzi delle operazioni aventi a oggetto cessioni immobiliari, ponendoli a confronto con il valore normale. Qualora si rilevino dei disallineamenti, gli scostamenti costituiscono il maggiore ricavo da riprendere a tassazione ai fini dei redditi, dell’Iva e del Registro. L’articolo 39, comma 1, lettera d), del Dpr 600/73, consente di recuperare a tassazione i maggiori redditi che emergono sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, ovvero a seguito dell’accertamento di gravi incongruenze tra ricavi, compensi e corrispettivi dichiarati e quelli verosimilmente desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio dell’attività svolta.
Sardegna: la Regione interviene per le agevolazioni sulla prima casa
Pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna il nuovo bando per i contributi regionali per l’acquisto della prima casa. Lo ha comunicato l’assessore regionale dei Lavori pubblici, Carlo Mannoni.Tetto massimo dell’intervento: 90mila euro. L’assessore Mannoni ricorda che questo intervento regionale era stato interrotto per esaurimento dei fondi alla fine del 2007 ma, come preannunciato, «l’amministrazione regionale mantiene l’impegno di rifinanziare questo tipo di intervento con la Finanziaria regionale 2008. Lo strumento si è mostrato particolarmente efficace, come confermano i dati statistici rilevati nel corso del 2007.»L’intervento prevede mutui in conto interessi per promuove l’accesso alla proprietà della prima casa di civile abitazione, attraverso la costruzione o il recupero in proprio, l’acquisto e l’acquisto con recupero. La scadenza è fissata per il 31 dicembre 2008. Il finanziamento sarà erogato sotto forma di mutuo da uno degli Istituti di credito di accreditati (Banco di Sardegna, Banca di Sassari, Banca Intesa, Banca Cis e Banca Unipol).
Mutui, Draghi: ”La crisi non è finita”
La crisi dei mercati finanziari “non è ancora finita: bisogna continuare ad agire”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia e presidente del Financial Stability Forum Mario Draghi, che ha presentato a Washington, durante una conferenza stampa, il rapporto fatto proprio dal G7. “Si tratta – ha detto Draghi – soltanto di un primo passo per evitare che si ripropongano gli stessi rischi in futuro. Se le raccomandazioni verranno realizzate, il sistema diventerà più robusto e maggiormente in grado di far fronte a nuove crisi che di sicuro verranno”. Il governatore ha precisato che è “difficile” dire quando questa crisi terminerà. “La lezione imparata è che siamo convinti che grazie a incentivi perversi, il sistema aveva accumulato leverage eccessivo”, ha proseguito Draghi, evidenziando come la crisi si è manifestata in ogni Paese in modo diverso, quindi ci devono essere risposte diverse.
Una visione unitaria e integrata del territorio: Contrattare l’uso degli spazi urbani
SUNIA. L’impegno del Sindacato – rivolto essenzialmente al rilancio dell’edilizia residenziale pubblica, all’aumento del Fondo sociale per l’affitto, all’applicazione della 431/’98 (regolamentazione degli affitti), deve assumere con più decisione l’esigenza di partecipare attivamente alle scelte riguardanti lo sviluppo edilizio, le infrastrutture e i servizi sul territorio. I processi di riqualificazione urbana e di recupero delle aree dismesse (industrie, mattatoi, mercati, ecc.), le varianti urbanistiche, i cambi di destinazione d’uso degli immobili e la conseguente terziarizzazione selvaggia di intere zone centrali delle città hanno trasformato profondamente il volto delle città ma, per una fetta notevole di popolazione, hanno avuto effetti indesiderati in termini di disagio abitativo e di qualità dell’abitare e del vivere. Sulla base dell’esperienza dell’ultimo decennio emerge l’esigenza che le forze sociali, a partire dal Sindacato, pongano con forza il tema della contrattazione territoriale, che deve diventare lo strumento principale per relazionarsi con le amministrazioni locali. Solo con la vertenzialità e la negoziazione sul territorio è possibile partecipare con efficacia a scelte vitali per la popolazione, evitando che l’urbanistica e le politiche riguardanti il territorio, la casa, i servizi, le infrastrutture diventino una “partita a due” tra amministratori locali e rappresentanti degli interessi delle società immobiliari e della rendita urbana.