Federconsumatori: dati catastali difficoltà nella compilazione dei moduli. Costi della spedizione per mancato recapito
Sono sempre di più le segnalazioni degli utenti che ci pervengono in merito alla richiesta di comunicazione dei dati catastali da parte delle aziende fornitrici di gas, acqua ed energia elettrica. Tutti quei clienti che hanno attivato un’utenza dopo il 1 aprile 2005, o che, dopo questa data, hanno modificato o rinnovato il proprio contratto, sono tenuti, infatti, a comunicare i propri dati catastali alle aziende erogatrici. Tale obbligo, però, comporta non poche difficoltà. Infatti, non tutti sono in possesso dei dati richiesti, come ad esempio gli inquilini in affitto, o, anche nel caso riescano a reperirli, i moduli non sono affatto di facile compilazione. Nel caso, poi, sia necessario richiedere al Catasto i dati utili per la compilazione del modulo, iniziano le spese. A queste si aggiungono quelle per la spedizione del modulo stesso.
A tale proposito Federconsumatori consiglia di spedire tali moduli tramite raccomandata AR, per documentarne l’invio. Tale tipo di spedizione comporta certamente costi maggiori rispetto alla spedizione normale, ma offre maggiori garanzie, dal momento che, qualora i documenti non pervenissero all’azienda erogatrice, si è soggetti ad una sanzione da 103 € a 2.065 €. Questa è la sanzione da pagare, non solo per l’omissione della comunicazione, ma anche nel caso la compilazione dei moduli risulti errata.
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Sono nove le aree individuate dalla Giunta come Zone franche urbane: da Sant’Elia a Cagliari, a Pirastu e stagni a Quartu, da Bacu Abis e Cortoghiana a Carbonia, alla Pietraia ad Alghero fino a Torangius nel Comune di Oristano. Defiscalizzate le nuove piccole e micro imprese che nascono in queste aree. Ora spetta al Governo scegliere tra le proposte presentate dalla Regione. La Giunta regionale ha individuato nove aree da considerare come Zone franche urbane: Sant’Elia a Cagliari, centro città del Comune di Iglesias e centro città, Pirastu e stagni aree ambientali a Quartu Sant’Elena, Carbonia Nord, Bacu Abis e Cortoghiana nel Comune di Carbonia, La Pietraia ad Alghero, il centro storico del Comune di Sassari, Sant’Andrea e Sa Gruxi ad Assemini; Torangius, centro storico e Sacro Cuore nel Comune di Oristano, Olbia centro e area portuale del Comune di Olbia. L’Assessorato dell’Industria ha commissionato all’Osservatorio economico regionale un apposito studio per individuare le aree rispondenti ai criteri stabiliti dal Ministero dello Sviluppo economico. Lo studio ha permesso di individuare gli undici Comuni dotati della dimensione demografica minima di 25.000 abitanti e di un tasso di disoccupazione. I comuni selezionati sono appunto Cagliari, Sassari, Quartu Sant’Elena, Olbia, Alghero, Nuoro, Oristano, Carbonia, Selargius, Iglesias, Assemini.
Domenica in via XX Settembre appuntamento con ’unica mostra-mercato con operatori e merci qualificate. Ultima del mese, domenica 27 luglio, e nuovo appuntamento con il Mercatino dell’Antiquariato (allestito in via XX Settembre, lungo le mura esterne dell’Istituto Marcelline, dalle ore 08:00 alle ore 19:00) e con espositori antiquari provenienti da diverse regioni italiane. La manifestazione si presenta arricchita da botteghe antiquarie, che metteranno in esposizione mobili e pezzi d’antiquariato da proporre a tutti gli appassionati o ai semplici visitatori che intendono trascorrere una domenica diversa, curiosando tra pezzi d’epoca, modernariato e oggettistica da arredamento. L’Assessorato alle Attività Produttive e Marketing Territoriale, unitamente agli operatori del mercatino, mirano a rendere più interessante questa manifestazione che vuole ritrovare l’importanza e la qualità che l’ha sempre caratterizzata negli anni, rendendola una delle esposizioni di antiquariato e modernariato più interessanti del Mezzogiorno.
Anche in Lombardia - la regione che rappresenta il maggior volume di erogato in Italia - il mercato dei prestiti per l’acquisto di abitazioni destinato alle famiglie fa segnare un calo del 3% rispetto al primo trimestre del 2007. Il dato - elaborato dall’Ufficio studi Kìron, Gruppo Tecnocasa - mette in evidenza un lieve peggioramento, il primo dopo una crescita iniziata nel marzo 2007. I volumi erogati sono inoltre influenzati dal mercato dei mutui di sostituzione. Quasi tutte le province presentano una diminuzione delle erogazioni. Bergamo si attesta a -13%, Mantova -20%, Lecco -15% e Milano -8%, che continua a essere la città con maggior volumi erogati (1.583 milioni di euro). Fanno eccezione Como (+68%) e Pavia (+35%). Il volume di erogazioni è in linea con il primo trimestre del 2007, in base al bollettino della Banca d’Italia del 22-07-2008. Una differenza negativa di soli 25 milioni di euro che tradotto in termini percentuali (-0,18%) conferma la stabilità del mercato, in linea con i volumi erogati nel primo trimestre degli anni passati. A livello di macro aree è in crescita l’area insulare (+41%), che conferma l’andamento positivo registrato già negli ultimi mesi del 2007.
Nessuna sanzione per i contribuenti che regolarizzano entro 30 giorni la violazione commessa per difficoltà di interpretazione della norma di r.fo.
Enel Produzione ha ceduto a Dolomiti Energia, per un corrispettivo di 333 milioni di euro, il 51% di Hydro Dolomiti Enel Srl, società alla quale Enel Produzione aveva precedentemente conferito il ramo d’azienda idroelettrico della provincia di Trento ed Enel Rete Gas il 100% di Avisio Energia. Hydro Dolomiti Enel Srl, in virtù di una proroga accordata dalla Provincia di Trento, gestirà le concessioni di grande derivazione idroelettrica fino al 31 dicembre 2020. HDE è stata di recente costituita da Enel Produzione, che le ha conferito il ramo di azienda di generazione da fonte idroelettrica di cui disponeva nella provincia di Trento (ad esclusione dell’impianto di San Floriano), composto da 20 impianti di grande derivazione e 7 di piccola derivazione per un totale di circa 1,3 GW di potenza efficiente e 3,1 TWh di producibilità annua. HDE ha inoltre già acquisito da Enel Rete Gas SpA l’intero capitale di Avisio Energia SpA, società che distribuisce gas naturale in 33 comuni della provincia di Trento. Il perfezionamento dell’operazione è avvenuto in seguito al verificarsi delle condizioni cui era sottoposta l’efficacia dell’Accordo e, in particolare, in seguito all’ottenimento del nulla osta all’operazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, del nulla osta da parte della Provincia Autonoma di Trento al trasferimento delle concessioni idroelettriche (esclusa quella relativa all’impianto di San Floriano) in capo ad HDE, nonché del provvedimento della stessa Provincia Autonoma di Trento che ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 il termine di scadenza delle concessioni di grande derivazione idroelettrica, in modo da consentire lo sviluppo del piano industriale ipotizzato dalle parti.
L’assessore Verga “Varato un libretto di istruzioni per tutelare i cittadini nelle fasi di dismissione degli stabili. Sono regole alle quali la SGR deve attenersi, come lo sconto del 30% sul prezzo di mercato a chi esercita il diritto di opzione”. La Giunta, su proposta dell’assessore alla Casa Gianni Verga, ha approvato la delibera che indica le modalità per l’esercizio dei diritti di opzione e di prelazione degli inquilini degli immobili ad uso residenziale nell’ambito della dismissione degli immobili trasferiti al Fondo Comune di Investimento Immobiliare. La delibera consiliare del 17 ottobre 2007 che ha approvato il Piano di Valorizzazione ha introdotto delle clausole sociali, ovvero delle garanzie per chi abita nel patrimonio che è stato conferito al fondo immobiliare. In quella occasione la delibera ha stabilito le fondamentali garanzie sociali per la dismissione – da parte del Fondo – degli immobili trasferiti che riguardano il diritto di opzione degli attuali occupanti ai prezzi di mercato scontati del 30%, nonché la possibilità di esercitare il diritto di opzione in forma collettiva.
Sono quasi 40.000 le comunicazioni di inizio lavori che in maggio sono state inviate all’ufficio fiscale competente. L’edilizia agevolata ricomincia a mettere a posto i mattoni secondo il ritmo che in questi anni è sempre stato progressivamente in aumento. La possibilità di risparmiare il 36% delle spese di ristrutturazione immobiliare, portandole in diminuzione delle imposte dovute per i prossimi dieci anni, è sfruttata sempre di più anche dai contribuenti del Centro-Sud, senza ancora però raggiungere i livelli del Nord. La tabella a lato, con i numeri a confronto di aprile e maggio, evidenzia un aumento del 14 per cento. Tutte le regioni hanno registrato numeri più alti, rispetto al mese precedente, con percentuali di incremento che vanno dal +45% della Basilicata al +6% della Sardegna. Solo in due casi c’è stato invece un decremento del dato: in Calabria, -0,7%, e in Trentino Alto Adige, -10%. Curiosamente, le crescite più sostanziose si sono avute nei territori che - per limitata estensione o per superficie più montuosa - presentano una minore densità abitativa, almeno per quanto riguarda le prime cinque regioni. Infatti, dopo la Basilicata, troviamo, per percentuale di incremento, il piccolo Molise (+35%), la Valle d’Aosta e le Marche (+29%) e l’Abruzzo (+23%). A seguire, Lazio, Sicilia e Friuli Venezia Giulia, con incrementi compresi fra 23 e 20%. Poi Puglia e Toscana, che crescono del 16% circa, e, solo nella seconda parte della classifica, dall’undicesimo posto in poi, si collocano le grandi regioni del Nord: Emilia Romagna (+15%), Lombardia, Piemonte e Veneto (+13%). Campania, Liguria, Umbria e Sardegna completano la graduatoria delle percentuali positive con dati che vanno dal +12 al +6 per cento. Esaminando invece l’elenco in ordine ai valori assoluti, si ripropone, come capofila, ancora la Lombardia che, in maggio, raggiunge quota 9.468 comunicazioni di avvio di ristrutturazione edilizia spedite al Centro operativo di Pescara. Anche il resto della classifica è la stessa di aprile, tranne per il Lazio, che con 2.429 cantieri aperti scavalca la Toscana (2.373), e per le Marche (1.227), che sorpassano la Puglia (1.206).
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