Non ci si può non innamorare di Capri, dei suoi scorci panoramici, del suo mare, delle viste mozzafiato, della parte storica, delle sue passeggiate e dei suoi abitanti che mettono allegria e buon umore con il loro modo di fare stile di vita.
Il viaggio non è dei più agevoli, qualunque sia la città di partenza, soprattutto per chi proviene dalle grandi realtà del Nord Italia. Arrivare all’ isola di fronte a Napoli è come quasi, in termini di tempo, giungere alle Canarie o andare in Egitto, considerato che, oltre all’ aereo, occorre affrontare un tratto di circa un’ ora in nave o aliscafo (l’ isola dista 17 miglia marine dal capoluogo campano e spesso non c’ è sincronia di orari fra aerei, treni o traghetti).
Eppure, quando si sbarca a Capri, complice anche la scarsa circolazione di autovetture, si ha l’ impressione di essere in un luogo diverso, magico e unico, con una funicolare che porta i turisti, fra due filari di limonaie, alla Piazza Umberto (la famosa Piazzetta nota in tutto il mondo per essere uno dei salotti italiani di maggior prestigio).
I primi a dotare le finestre di tamponamento in vetro furono i Romani, i quali adottavano una tecnica che poi si perse per scarsità di materiali durante l’ alto Medioevo, per venire poi ripresa il larga scala solo nel periodo gotico (XII secolo – XIII secolo). Nel Rinascimento sono stati introdotti molti tipi di finestra, come la bifora, la trifora, la serliana, l’ inginocchiata, l’ occhio di bue e, tipicamente italiano, l’ abbaino, che si apre nella copertura.