Affitto

La gestione dei comuni per il piano casa sia piu leggere meno tassata

case milano L`Anci ha presentato ieri le proposte di modifica: meno fisco, piu` stato (aree demaniali) e risorse certe. Piano casa, governo apre ai comuni. Gestione ai comuni del Piano casa nazionale, fisco piu` leggero e premiante; tassazione delle operazioni immobiliari dei comuni meno onerosa rispetto ai privati; contributo del Demanio al monte aree disponibili per il social housing, con l`ipotesi di conferire, in particolare, le ex caserme dismesse nei centri urbani (ma c`e` da vincere la resistenza della Difesa); assegnare alla conferenza dei servizi valore autorizzativo; compressione dei costi permettendo anche assegnazioni atipiche di alloggi pubblici in cambio di migliorie edilizie a sconto sull`affitto per valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico. No alla svendita delle case popolari e si` al riuso delle case vuote. Questi alcuni punti cardine delle proposte che l`Anci (Associazione nazionale comuni italiani) presentera` al governo che dovra` approvare il Piano casa entro il 21 ottobre. Una sorta di Contropiano dell`Anci per l`emergenza abitativa le cui linee guida sono state illustrate ieri a Milano dal relatore Gianni Verga, assessore alla casa della giunta guidata dal sindaco Letizia Moratti, nella due giorni di lavori organizzata dall`Anci nazionale e Anci Lombardia, sul tema «I comuni e l`abitare: le nuove domande sociali, gli attori e gli strumenti operativi». Un lungo elenco di modifiche chieste dall`Anci al governo sul Piano casa, quale condicio indispensabile per votarlo. Il consenso dell`Anci e` fondamentale per il decollo del Piano casa messo a punto dal governo, non foss`altro per il fatto che saranno i sindaci a dover mettere in campo le aree sulle quali dovranno essere costruiti gli alloggi destinati a ridurre il disagio abitativo e a dare una risposta alle fasce sociali piu` deboli ma anche ai lavoratori che si spostano per lavoro, gli studenti fuori sede, giovani coppie, anziani.
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Calabria: piano casa, soddisfazione dell’assessore Tripodi per l’approvazione della legge

edilizia socialeIl programma di edilizia sociale approvato dal Consiglio regionale rappresenta una novità senza precedenti per la Calabria”. Lo ha affermato l’assessore regionale al Governo del Territorio, Michelangelo Tripodi, a proposito del via libera dato ieri dall’Assemblea al Piano per la casa. “Una straordinaria novità. In particolare occorre sottolineare - ha aggiunto Tripodi - gli aspetti più qualificanti del provvedimento: l’intervento concreto a favore delle fasce sociali più deboli (giovani coppie, studenti universitari, anziani, lavoratori extracomunitari e ragazze madri) a cui vengono riservate quote consistenti di alloggi in proprietà e in locazione; il finanziamento straordinario per l’abbattimento delle barriere architettoniche rivolto a favore dei disabili e svantaggiati; la priorità strategica assegnata al finanziamento di programmi attuativi che prevedono interventi di recupero, ristrutturazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, con riferimento particolare a quello insediato nei centri storici urbani e nelle aree degradate”.
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Anci: favorevoli a ipotesi proroga sfratti

sfratti‘’L’ANCI accoglie con favore la notizia che il Ministero delle Infrastrutture starebbe studiando delle misure per la proroga degli sfratti’’. Lo ha detto Roberto Tricarico, Presidente della Consulta Casa dell’ANCI commentando le affermazioni in tal senso fatte oggi dal Direttore Generale per le politiche abitative del Ministero, Marcello Arredi, durante la prima sessione del Convegno ’I Comuni e la questione abitativa: le nuove domande sociali, le possibili risposte e gli strumenti operativi’ in corso a Milano.
‘’La notizia va’ incontro alle nostre richieste – aggiunge Tricarico - e a quelle dei Comuni che, in assenza di programmi concreti, non saprebbero come far fronte all’emergenza che si determinerebbe dopo il 15 ottobre’’.
‘’Domani – conclude – sara’ poi l’occasione per un approfondimento e per avere ulteriori conferme con la presenza al Convegno del Sottosegretario Mario Mantovani, al quale saranno presentate ufficialmente le proposte dei Comuni per il piano casa’’.

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Sunia: gli sfratti per le famiglie più disagiate riprenderanno il 15 ottobre

sfratti per famiglie deboliGli sfratti per le famiglie più disagiate riprenderanno il 15 ottobre ed il Governo ha solo annunciato che conosce il problema.Gli sfratti per morosità stanno aumentando in maniera esponenziale ed il governo taglia del 60% il fondo di sostegno alla locazione. I livelli degli affitti continuano ad aumentare al pari dell’evasione fiscale ed al mancato rispetto delle regole sulla locazione ed il Governo non convoca neanche il tavolo per rinnovare la convenzione nazionale sugli affitti concordati. Ecco il piano casa del Governo ! Mentre da un lato si annunciano fantasmagorici piani casa di la da venire, gli atti veri e non le chiacchiere sono questi: - con la Finanziaria per il 2009 vengono ridotti ulteriormente i fondi destinati al sostegno delle famiglie in affitto a basso reddito. Mentre gli affitti dal 2000 al 2008 sono aumentati di oltre l’80%, lo stanziamento è passato dai 311 milioni di Euro (Finanziaria 2000) a 110 milioni di Euro (previsione per il 2011). Cifra assolutamente insignificante per le circa 200.000 domande ammissibili presentate ai Comuni; - il 15 ottobre scade la proroga degli sfratti per le famiglie più disagiate (anziani, rotatori di handicap, malati terminali, famiglie numerose). Migliaia di famiglie in condizioni disperate che potevano forse avere una alternativa alloggiativi con i 12.000 alloggi, da recuperare o costruire, finanziati con i 550 milioni stanziati dalla Finanziaria per il 2008. Non una posta di bilancio generica, ma soldi destinati ad interventi già individuati fisicamente dai Comuni. Ma questi sono stati sottratti per un ancora fumoso piano casa ! Sui provvedimenti da adottare per salvaguardare la dignità di queste famiglie dopo il 15 ottobre, il Governo tace.
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Padova: contributo Ici ai proprietari di alloggi locati a studenti

case studentiIl Comune di Padova ha istituito un contributo Ici per i proprietari di immobili che hanno stipulato contratti di locazione con studenti fuori sede, iscritti all’Università di Padova. Può essere chiesto il contributo per: i nuovi contratti di locazione stipulati tra l’ 1 gennaio e il 31 dicembre 2008 e regolarmente registrati; i rinnovi, avvenuti nel 2008, di contratti di locazione stipulati prima del primo gennaio 2008; i rinnovi, avvenuti nel 2008, di contratti stipulati nell’anno 2008. Ogni locatore può presentare più di una richiesta di contributo se, nel periodo preso in considerazione, ha locato più alloggi, con contratti che rientrino nella fattispecie di cui sopra. Il contributo può coprire fino ad un massimo del 40% dell’Ici dovuta per il primo anno del contratto, considerando un’aliquota costante del 7 per mille (aliquota di riferimento per l’anno 2008).
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Sunia: in rialzo gli affitti per studenti

case milanoAumentano ancora gli affitti per gli universatari. E‘ questo il risultato di un monitoraggio condotto dal Sunia su un campione di studenti fuori sede nelle maggiori città sedi di università. Il fenomeno ha assunto ormai caratteri molto gravi al punto da escludere intere fasce di giovani dal diritto allo studio per gli altissimi costi complessivi che le famiglie di provenienza dovrebbero sostenere. Peraltro in queste città la forte domanda da parte di studenti ha talmente deformato il mercato da innescare un processo di aumento generalizzato anche per i residenti i quali sono espulsi da intere zone urbane. Il problema assume caratteri molto gravi per intere fasce di popolazione (single, giovani coppie, famiglie con redditi medi e bassi) che non riescono a sostenere i canoni richiesti in molte zone di queste città. Affittare un posto letto può costare anche 400,00 euro a Firenze, 450,00 a Roma e Napoli, 500,00 a Milano: una camera singola può costare 650,00 euro a Roma, 650,00 a Napoli e Milano, 700,00 a Firenze.
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Gli Italiani preferiscono il mutuo all’affitto

Gli Italiani preferiscono il mutuo allDa un’indagine realizzata dal mensile GuidaMutui è emerso che l’87,47% degli utenti che ha partecipato al sondaggio (un campione di circa 1.100 unità), preferisce il mutuo. Inoltre, oggi la maggior parte delle persone (59,16% del totale degli intervistati) si orienterebbe verso un mutuo al 100%; il 19,36% opterebbe per un finanziamento casa che copra l’80% del valore dell’immobile, mentre il 12,99% anticiperebbe solo il 10% del valore. Tra coloro che scelgono l’affitto, il 61% dichiara di farlo per uno stato di necessità, in quanto la scelta di non acquistare casa sarebbe solo una situazione temporanea. Nonostante l’Italia sia il paese europeo con il più alto tasso di proprietari di abitazioni (80%), il mercato degli affitti per i rimanenti non è alla portata di tutti.
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Ammortamento, la nuova stima rileva anche per l’affittuario

ammortamentoFiscalmente riconosciuto alla società concessa in locazione, il valore dei beni rideterminato a seguito della trasformazione d’azienda.
Una Srl che effettua distribuzione di gas, costituitasi da una consortile in attuazione della normativa comunitaria che impone la gestione separata dell’erogazione del prodotto da quella della vendita, può considerare fiscalmente riconosciuti ai fini dell’ammortamento i nuovi valori derivanti dalla perizia redatta in occasione della “trasformazione obbligatoria” del consorzio in società di capitali (articoli 113-115 del Testo unico degli enti locali); stima che nello specifico riguarda reti, impianti e dotazioni della distribuzione. Questo, in sintesi, il contenuto della risoluzione n. 375/E del 6 ottobre, in risposta a un’istanza di interpello formulata dalle due società. La consortile, proprietaria della rete di erogazione del gas metano, inizialmente ne gestiva sia la distribuzione che la vendita. Successivamente il proprietario, in ottemperanza della direttiva 98/30/Ce, ha dovuto costituire due apposite società, concedendo in locazione nel 2002, a una di esse, il ramo relativo alla distribuzione. Sui cespiti ricadenti nel ramo d’azienda, l’affittuario ha sempre dato corso al processo di ammortamento dei beni come previsto dall’articolo 2561 cc. Quando la società consortile, nel 2007, si è necessariamente trasformata in società di capitali, secondo quanto previsto dagli articoli 113-115 del Tuel, è stata redatta una perizia per la definitiva determinazione del valore patrimoniale, che ha stabilito una nuova valutazione per reti, impianti e dotazioni della distribuzione del gas.
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Entro il 30 novembre gli adempimenti per i contratti di locazione stipulati fino al 31 ottobre

affittiL’agenzia delle Entrate con un provvedimento del direttore fornisce le indicazioni per l’attuazione dell’articolo 82 del decreto legge 112 relativamente alla registrazione telematica dei contratti e ai versamenti della relativa imposta di registro.
Per i contratti in corso di esecuzione alla data del 25 giugno e per quelli stipulati prima dell’entrata in vigore del provvedimento del direttore dell’Agenzia viene stabilito che per la registrazione è sufficiente la trasmissione dei soli dati indispensabili ai fini delle imposte di registro senza allegare il testo del contratto. La base imponibile per il calcolo dell’imposta di registro è data dai canoni di locazione pattuiti per i contratti stipulati dopo il 25 giugno 2008, mentre per quelli in corso di esecuzione alla stessa data la base imponibile è costituita dai canoni di locazione maturati dal 25 giugno 2008. L’imposta può essere versata annualmente o in unica soluzione. In quest’ultimo caso, l’importo si riduce di una percentuale pari alla metà del tasso di interesse legale moltiplicato per il numero delle annualità. Il beneficio si applica però solo ai contratti di durata complessiva di almeno due anni.
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Assoedilizia: nessun crack immobiliare, ma neppure speculazione al rialzo

edilizia-socialeNessuna preoccupazione di rischio crack del mercato immobiliare; ma neppure illusioni di rimbalzi dei prezzi degli immobili che, data la tempesta sulle borse, possano essere individuati come oggetto di speculazione quali beni-rifugio”. Lo afferma il Presidente di Assoedilizia che sostiene come, in una crisi planetaria che ha dato luogo a un impoverimento complessivo delle risorse finanziarie (i soli valori di capitalizzazione delle Borse sono scesi di 2.500 miliardi dall’inizio dell’anno), con conseguente crisi di liquidita’,cio’ non possa accadere. La casa in Italia,peraltro, pur vedendo assestarsi il proprio valore, è ben lontana dai rischi che hanno travolto il mercato immobiliare in America e in altri Paesi. “Le operazioni di “riporto dell’immobile”- cui hanno fatto largo ricorso le famiglie americane - operazioni favorite storicamente da una continuativa crescita dei valori, dal basso costo dei mutui, dal minor rapporto di copertura della esposizione debitoria, rispetto al valore immobiliare, adottato dalle banche in sede di erogazione dei mutui (coperture talora superiori ai prezzi di acquisto) – hanno fatto sì che, ai primi segnali di crisi dei valori di mercato, si sia scatenato un effetto-domino che ha travolto l’intero comparto.
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Sicet: affitto day, giornata internazionale degli inquilini

affittiDichiarazione di guido Piran- segretario generale sicet nazionale. “la giornata internazionale degli inquilini ha visto diverse iniziative di sensibilizzazione al grave problema abitativo in tutto il mondo: l’emergenza abitativa non è solo un problema italiano, la mancanza di un alloggio adeguato ed accessibile economicamente, rappresenta una difficoltà comune in tutto il pianeta. Oltre 2/3 della popolazione ne è coinvolta” ha dichiarato Guido Piran, nell’aprire la Conferenza Stampa indetta dal Sicet - Sindacato Inquilini della Cisl – aderente allo IUT (Unione Internazionale degli Inquilini), che ha organizzato per oggi la giornata, conclusasi con un Convegno presso la Commissione europea a Bruxelles. “In questo quadro acquisisce particolare valore la notizia che arriva da Parigi dove il premier Sarkozy aumenterà le case popolari francesi, acquistando direttamente dai costruttori in crisi, 30.000 alloggi da destinare ai poveri”.
“Indicatori inequivocabili di un continuo allarme nel nostro Paese” ha continuato Piran, “restano le richieste di un alloggio pubblico, l’aumento degli sfratti per morosità e 110 mila richieste di esecuzione, gli affitti in crescita dell’8% nell’ultimo biennio, nonostante il calo del mercato immobiliare, la diminuzione del 60%, tra il 2000 e il 2008, dei contributi all’affitto”.
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Sardegna: dieci milioni di euro per abbattere i canoni di locazione

cagliariSono 6.300 le famiglie sarde disagiate (il 73% delle richiedenti) che quest’anno beneficeranno del contributo. La Regione ha previsto un finanziamento di sei milioni di euro (è il massimo sforzo economico mai compiuto in questo tipo di intervento) e ha ottenuto una buona premialità dallo Stato. Duecentocinquanta i Comuni che riceveranno e distribuiranno i fondi. Due le fasce di reddito per l’accesso ai benefìci. Oltre dieci milioni di euro per 6.300 famiglie sarde disagiate, per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. La Giunta regionale anche quest’anno cofinanzia il Fondo nazionale, con un intervento pari a sei milioni di euro che va a sommarsi ai tre milioni 973mila 407 euro garantiti dallo Stato. Quest’ultimo, secondo quanto previsto dalla legge 431 del 9 dicembre 1998, ha riconosciuto alla Regione una premialità di 834mila 292 euro per l’intervento della stessa amministrazione regionale. Pertanto, la consistenza del Fondo per il 2008 ammonta complessivamente a dieci milioni 807mila 699 euro, che andranno ripartiti tra i 250 Comuni che hanno redatto le graduatorie e riusciranno a soddisfare il 73% delle richieste pervenute agli Enti locali. Quello previsto nella delibera di ieri è il massimo sforzo economico mai compiuto dalla Regione in questo tipo di intervento a forte valenza sociale. Due le fasce di reddito per l’accesso ai benefìci. Nella fascia A rientra il reddito familiare pari a due pensioni minime dell’Inps (complessivi 11.521,12 euro all’anno): in questo caso il canone deve incidere in misura superiore al 14% del reddito imponibile. Nella fascia B, invece, il limite di reddito è pari a 13.643 euro (il canone non deve superare il 24% del reddito imponibile, ma sono previsti ulteriori sgravi a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare). Per ciascun figlio a carico, inoltre, è previsto un abbattimento del reddito di 516,46 euro.
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