Anche i vip hanno la loro casa dei sogni. Indagine di idealista.it alla scoperta delle case che fanno trendy

 A Milano un superattico da 40 milioni di euro in pieno centro, ma fanno tendenza le ville sui laghi lombardi. A Roma in grande ascesa il quartiere Trieste, mentre l’ attico in centro è prerogativa di pochissimi.

L’ attico di ampia metratura, meglio se con terrazzi ed affacci mozzafiato sulle più belle piazze del mondo, è l’ habitat ideale di vip e magnati dell’ imprenditoria. Non hanno dubbi le agenzie immobiliari romane e meneghine interpellate da idealista.it per questa prima inchiesta basata sulle case di lusso: è questo l’ identikit della casa dei sogni possibili dei loro clienti

Quanto alle zone più ambite, dall’ inchiesta emerge che sono proprio loro, i vip, a dettare le tendenze abitative del momento, orientando la propria scelta su determinati quartieri o strade delle città. A parità di metratura – le più gettonate sono quelle da 300 mq in su – la differenza di prezzo la fa proprio la zona.

Non solo attici comunque. Coloro che possono optano anche per case indipendenti già arredate dal design innovativo o loft tutti da personalizzare. In Lombardia fanno tendenza le ville di charme in posizioni dominanti della Brianza, e sulle sponde dei laghi.

Quale di queste soluzioni farà al caso del neo arrivato in maglia nerazzurra, Samuel Eto’ o? A Milano, i calciatori di Inter e Milan preferiscono in genere la zona San Siro, vicino allo Stadio Meazza. In zona abitano i neroazzurri Materazzi, Toldo Stankovic, Julio Cesar e Maicon, nonché i milanisti Pirlo, Dida, Pato, Abbiati e Leonardo

News. Figure che vanno scomparendo: il portinaio

 Da una ricerca di Immobiliare.it emerge che diminuiscono sempre più nel nostro Paese gli immobili con portineria. Resistono Roma e Milano con il 45% e il 43% di stabili civili dotati di questo servizio, Napoli al terzo posto con il 33%.

Secondo i dati raccolti ed esaminati da Immobiliare.it, sito leader degli annunci di settore, le portinerie stanno progressivamente scomparendo soprattutto nelle grandi città. Resistono per lo più nei palazzi prestigiosi dei centri. In Italia si stima che solo il 37% degli immobili a uso abitativo con più di 15 unità, sono dotati di portineria.

Complessivamente, nel nostro Paese, ci sono circa 90.000 stabili residenziali dotati di portineria, un numero in flessione del 15% rispetto a soli 3 anni fa, con città come Genova e Torino in cui la percentuale scende addirittura del 20% nello stesso arco di tempo.

In generale, sono gli immobili più costosi e di maggior qualità a offrire ancora questo servizio. In media, infatti, le unità abitative che hanno un costo del 20 / 25% superiore alla media offrono sempre un servizio di portineria.

Spesso però, anche negli edifici di valore, i locali adibiti un tempo alla funzione di portineria subiscono un cambio di desinazione d’ uso e vengono trasformati in uffici o negozi. In questa maniera, si ricava da uno spazio destinato a non essere utilizzato un locale di notevole valore.

Publiredazionale. Vighi Porte Blindate: porte e serramenti a isolamento termoacustico, ovvero l’ innovazione ecocompatibile

 Vighi Porte Blindate progetta porte e serramenti, che garantiscono isolamento termoacustico – insieme a sicurezza e resistenza all’ effrazione – per rispondere a crescenti esigenze di risparmio energetico, protezione da particolari fattori climatico – ambientali e difesa dall’ inquinamento acustico.

Questa caratteristica distintiva dei prodotti Vighi è assicurata da materiali certificati ed elementi strutturali innovativi, che determinano una perfetta permeabilità all’ aria, all’ acqua e trasmittanza termica, contribuiscono a isolare la casa dal rumore e a favorire il risparmio energetico, nell’ ottica di una dimensione ecosostenibile.

Questa filosofia, all’ insegna riduzione di impatto ambientale, inquinamento e consumi, è la nuova frontiera del risparmio domestico e dell’ ecologia, come primo passo verso una risposta ai problemi ambientali. Il tentativo è di equilibrare il rapporto tra ambiente costruito e naturale, favorendo la salute dell’ uomo e del territorio.

L’ Opinione. Consorzi di bonifica, il trucco c’ è e si vede

 Da più tempo si parla di abolire le Province, così prevedevano – per quel che valgono – anche alcuni programmi elettorali. Abolizione e basta, decisamente. Neanche convertirle in enti flessibili, nei termini illustrati in un aureo libretto dell’ Istituto Bruno Leoni. Niente mezze misure, si gridava alto prima delle elezioni, e financo prima dell’ ultima tornata elettorale amministrativa: vanno abolite, punto e basta.

Poi, il vento è improvvisamente cambiato. Le Province si potevano tenere, andavano anzi potenziate, da scatoloni vuoti o quasi (meno che di personale, naturalmente), sarebbero state trasformate in enti di massima efficienza, riempite delle competenze di enti inutili da sopprimere, con conseguente grande risparmio di mezzi.

La cosa – in virtù di quest’ ultima precisazione – venne digerita. La videro bene soprattutto coloro che, in tutta Italia, sono costretti a pagare fior di quattrini ai Consorzi di bonifica senza neanche saperne il perché: questi Consorzi, si disse solennemente e ripetutamente (per mesi e mesi), saranno soppressi, saranno senz’ altro soppressi in una con l’ approvazione del Codice delle autonomie.

Agli italiani proprietari anche della sola propria casa di abitazione o agli agricoltori senza beneficio irriguo (che sono categorie che pagano profumati contributi consortili, in aggiunta alla tassa di fognatura) interessava proprio, e soprattutto, la soppressione di questi carrozzoni.

Le speranze erano, dunque, grandi. Ma sono durate l’ espace d’ un matin. Appena conosciuto il testo del Codice delle autonomie, s’ è dovuto subito constatare che s’ era fatta una formidabile marcia indietro strategica: non più soppressione dei Consorzi e trasferimento delle loro competenze alle Province (così che anche la contribuenza divenisse trasparente, controllata da un organo politico, non autoreferenziale), ma semplice loro riordino.

Rendimento energetico. Con il Dpr n. 59 si guarda anche al condizionamento estivo

 Case appena costruite o completamente ristrutturate con criteri di risparmio energetico nuovi di zecca, che guardano non solo al minor consumo di carburante degli impianti durante l’ inverno, ma anche al condizionamento estivo e al consumo di acqua calda sanitaria. Divieto di trasformazione degli impianti centralizzati in termoautonomi. Sono solo alcune delle novità contenute nel Dpr 2 aprile 2009, n. 59 (entrato in vigore il 25 giugno).

Alcuni dei punti più rilevanti contenuti nella norma.

Condizionamento estivo
Nuove costruzioni, ampliamenti oltre il 20% dei volumi, ristrutturazioni di edifici oltre i 1.000 mq prevedono un calcolo delle necessità di condizionamento, tenendo conto di una temperatura media estiva contenuta in una norma tecnica Uni. In ogni caso negli edifici residenziali il consumo annuo di energia (quasi sempre si tratterà di elettricità), non deve superare i 40 kWh al metro quadro nei comuni più calde della Penisola (zone energetiche A e B) e i 30 kWh nelle altre.

Porte, finestre, muri, tetti
Non solo per le nuove costruzioni, ma anche nelle ristrutturazioni, manutenzioni straordinarie dell’ involucro edilizio e ampliamenti di volume sotto il 20%, vanno rispettati certi valori di trasmittanza termica sia dei muri che di porte e finestre che dipendono sempre dalle zone energetiche del comune. Il decreto pone come esempi il rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto, del lastrico solare o delle loro ‘impermeabilizzazioni. Nel calcolo dei valori, va tenuto conto dei ponti termici, cioè delle zone deboli in cui il freddo passa più facilmente (per esempio in corrispondenza ai pilastri che reggono l’ edificio, o alle pareti assottigliate sotto le finestre, per contenere i caloriferi, o sopra, per i cassonetti delle tapparelle).

Publiredazionale. Nascono “Le collezioni” le Ville Plus per un abitare ecosostenibile

 Le Ville Plus ha creato il catalogo “Collezioni”, una selezione di bellissime ville ecosostenibili e “chiavi in mano” tra cui il cliente può scegliere la propria preferita. Un modo nuovo e coinvolgente per venire incontro all’ esigenza sempre più frequente dei clienti che richiedono soluzioni pronte, facili ed immediate da valutare, certe nel prezzo e nei tempi di realizzazione.

Un catalogo di 19 diversi progetti: la collezione Le Ville Plus comprende ben 19 progetti diversi: soluzioni abitative moderne, pensate per soddisfare tutte le esigenze di spazio, di stile e di utilizzo dell’ abitazione.

Tutti i progetti chiavi in mano Le Ville Plus sono personalizzabili: dopo aver scelto la casa che più si avvicina ai desideri ed alle esigenze, il cliente ha la massima libertà di scegliere le finiture che preferisce per caratterizzare la propria casa e renderla assolutamente unica.

Scegliere una casa Le Ville Plus significa abitare in un ambiente salubre e confortevole, non inquinato da materiali tossici o nocivi, significa scegliere un’ abitazione creata in armonia con chi la abita e con l’ ambiente esterno.

Publiredazionale. Vimar: quattro modi di essere per la stanza da bagno

 Vimar offre un’ ampia gamma di prodotti e soluzioni per la stanza da bagno. Prodotti sicuri e in grado di arredare, soluzioni innovative e flessibili per fare di questo ambiente della casa l’ essenza stesse del benessere. Sobrio e minimale oppure eccentrico e super accessoriato, luogo seminascosto o al contrario da esibire, il bagno si presta a sperimentare gli stimoli sempre nuovi provenienti dalla tecnologia, dal mutare del gusto estetico e dalle abitudini di vita quotidiana.

Un bagno sicuro
Le prese di corrente interbloccate Vimar trasmettono tensione elettrica solo a spina inserita e sono predisposte in modo da interrompere immediatamente l’ alimentazione se qualcuno, ad esempio un bambino, tenta di aggrapparsi al cavo di un apparecchio o se si verificano guasti e sovraccarichi.

I rivelatori di allarmi tecnici, invece, avvertono di eventuali perdite d’ acqua o fughe di gas; in questo modo è possibile intervenire prontamente grazie alle segnalazioni ottiche ed acustiche, mentre i dispositivi si attivano automaticamente per bloccare il malfunzionamento e mettere in sicurezza l’ edificio.

Un bagno su misura
I cronotermostati elettrici controllano la temperatura e permettono di avere un clima personalizzato. Comandano localmente riscaldamento e condizionamento e, se dotati di combinatore telefonico, possono essere attivati e disattivati da cellulare tramite un semplice sms.

Tutto ciò, unito alla possibilità di programmazione giornaliera o settimanale della temperatura ambiente (mantenuta anche in caso di blackout), consente di ottimizzare le risorse impiegate e, conseguentemente, garantisce un sensibile risparmio energetico.

Housing sociale: pronte le norme operative e le prime risorse del Piano nazionale

 Con la firma da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri del Decreto che dà attuazione all’ articolo 11 del DL 112 / 2008 può dirsi definitivamente conclusa, anche se in ritardo, la fase di definizione dei contenuti più prettamente operativi. Sulla base di questi contenuti dovranno essere realizzate le successive fasi del piano casa comprese quelle che riguardano l’ effettiva realizzazione degli interventi previsti.

La definizione del Decreto, infatti, è stata oggetto di un lungo contenzioso tra Stato e Regioni che ha fatto slittare il termine inizialmente previsto per il 20 ottobre 2008 di circa dieci mesi. Il provvedimento giunge quindi dopo un prolungato esame nella Conferenza delle Regioni, il successivo esame da parte del CIPE (8 maggio 2009) e della Conferenza unificata Stato – Autonomie locali.

Le prossime scadenze
Il decreto sarà operativo solo dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Da tale data decorreranno i termini per la predisposizione del regolamento del fondo immobiliare (entro 90 gg). Per la ripartizione, sempre tramite decreto ministeriale, delle risorse disponibili tra le regioni (60 gg) mentre le proposte di intervento dovranno pervenire nei 180 gg successivi all`entrata in vigore di tale decreto.

Il DPCM si articola in due parti: la prima rappresenta il vero e proprio Decreto, la seconda è un allegato in cui sono contenute le norme attuative definite come Piano nazionale di edilizia abitativa.

Seminari di Architettura. Cersaie 2009 Salone Internazionale della Ceramica per l’ Architettura e dell’ Arredobagno

 Prima conferenza di Architettura
martedì 29 settembre – ore 14.00
Galleria dell’ Architettura
Centro Servizi. Blocco D
Bologna

Costruire, Abitare, Pensare. Tendenze, Riqualificazione, Habitat e Prospettive sono i temi delle conferenze dalla Galleria dell’ Architettura di Cersaie 2009.

Costruire, Abitare, Pensare. Il più grande programma di architettura mai realizzato in occasione di Cersaie, il Salone Internazionale che si tiene a Bologna dal 29 settembre al 3 ottobre prossimi. Accanto alla Lectio Magistralis di Renzo Piano (1° ottobre, Palazzo dei Congressi), il programma prevede un calendario ricco di appuntamenti, ospitati all’ interno della Galleria dell’ Architettura (Centro Servizi. Blocco D), a cui prendono parte oltre 50 relatori.

Un ciclo di eventi di altissimo profilo testimoniato anche dagli stessi relatori: Alfonso Acocella, Giacomo Bizzarri, Stefano Boeri, Veronica dal Buono, Ian Davis, Giuliano Gresleri, Stefan Hitthaler, Michael P. Johnson, Fulvio Irace, Franco La Cecla, Orazio Lo Presti, Alessandro Marata, Carlo Massarini, Marco Mulazzani, Paolo Rava, Aldo Schiavone, Luigi Zoja tra gli altri.

Ceramica, protagonista dell’ habitat
(martedì 29 settembre – ore 14.00)

Nuovi trend nella progettazione è la prima conferenza di architettura che mira a fare il punto sull’ uso della piastrella di ceramica italiana nei moderni stili di progettazione.

Risparmio energetico. Detrazione 55% e contratto servizio energia

 Vi sono due casi in cui la certificazione o la qualificazione energetica diviene necessaria in condominio. Il primo è quando si chiede la detrazione fiscale del 55% sul risparmio energetico. Secondo la prassi dell’ Enea, il tecnico deve ci compilato online l’ attestato di qualificazione, secondo lo schema previsto nell’ allegato A del Decreto Economia e Finanze 19 febbraio 2007.

L’ attestato di certificazione, invece, va redatto solo nelle regioni che hanno legiferato in materia e in cui le norme tecniche siano applicabili (attualmente Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e provincia di Bolzano). Va comunque messo in un cassetto ed esibito solo in caso di controlli. I due attestati vanno redatti solo dopo il loro collaudo dei lavori, e testimoniano il raggiungimento di certi obiettivi previsti dalla legge per ottenere la detrazione.

Un altro caso in cui può scattare la certificazione energetica comune è quando il condominio si affida a un fornitore firmando un contratto di servizio energia. In tal caso si tratta di una certificazione comune, che deve però specificare le prestazioni alloggio per alloggio (quella indifferenziata non è ammessa). Secondo l’ allegato II al Decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115 tale contratto prevede la fornitura di una determinata quantità di calore a un prezzo periodico prefissato e indipendente dalla quantità di combustibile consumato, salvo adeguamenti al variare dei costi dei carburanti stessi.

Publiredazionale. Da Palazzetti i caminetti “London Style”: un viaggio nella modernità per vestire il calore della casa

 Essenziale, moderna ed elegante, ispirata all’ anima metropolitana della capitale britannica, culla delle nuove tendenze dove tutto è già “futuro”: è il “London Style” che vive nella nuova collezione di caminetti Palazzetti. L’ azienda, leader nel settore del riscaldamento domestico a legna e derivati, “veste” il calore con uno stile sempre al passo con i tempi, garantendo sempre le più evolute soluzioni tecnologiche.

London Style rappresenta la sintesi stessa della modernità. Una collezione innovativa, per l’ estetica minimal che la caratterizza, ma soprattutto per il materiale inedito con cui sono realizzati i rivestimenti, che riproduce l’ eleganza ed il calore del legno wengé, ma presenta tutte le caratteristiche di praticità del granito: inalterabile nelle colorazioni, non deformabile al calore, resistente ai graffi, facile da mantenere.

Milano, affitti in calo dell’ 1,5% nell’ ultimo semestre

 Il prezzo medio degli immobili da locare è ora a 13,9 euro / mq, praticamente come due anni fa. In alcuni quartieri i prezzi sono andati giù oltre il 5%: Porta Vittoria, Fiera – De Angeli e Corvetto – Rogoredo le zone che hanno sofferto di più nel primo semestre 2009. I prezzi degli affitti a Milano sono calati dell’ 1,5% negli ultimi 6 mesi, attestandosi a 13,9 euro / mq.: è quanto emerge dall’ analisi condotta dalla divisione studi di idealista.it su un campione di 1.125 immobili del portale.

Ora affittare un bilocale – circa 65 mq, la metratura tipo sotto la Madonnina – costa in media circa 909 euro al mese contro i 923 di 6 mesi fa. Rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso, i prezzi sono calati invece del 2,4%, con un risparmio medio per le famiglie quantificabile in circa 240 euro l’ anno.

Nel primo semestre del 2009 i prezzi hanno accelerato la loro caduta. Cali in 8 delle 10 zone monitorate. Crollano i prezzi nei quartieri dove erano cresciuti di più: Porta Vittoria (-5,7%; 15,1 euro / mq), Fiera – De Angeli (-5,5%; 14,2 euro / mq) e Navigli – Bocconi (-4,5%; 15,7 euro / mq), la seconda zona più cara della città alle spalle del centro storico dove per un monolocale – mansarda si può arrivare a pagare 1.250 euro / mese (41,7 euro / mq)