Cedolare secca sugli affitti: “Politicamente non corretta la posizione dei Commercialisti contrari”

 Dichiarazione del presidente Achille Colombo Clerici: “La posizione dei Commercialisti italiani contraria all’ adozione della cedolare secca per gli affitti, nei termini in cui è esposta sui mezzi di comunicazione, è politicamente non corretta.
A fronte di misure agevolative e fiscali concesse ad una categoria per determinati rapporti economici, o si prova che esse sono sconvenienti dal punto di vista socio – economico, oppure non è corretto chiederne la non adozione sulla base del semplice fatto che la categoria rappresentata dall’esponente non ne è interessata”.

Quando vennero introdotti gli incentivi fiscali (regime tributario agevolativo) per le SIIQ, Assoedilizia non si permise di chiederne la revoca, ma si limitò ad auspicare che le stesse misure fossero estese anche alle società di gestione immobiliare.

Proprietà per usucapione anche per il posto auto in condominio

 Il titolare di un posto auto in diritto esclusivo e perpetuo, può usucapire la proprietà dello stesso se lo possiede per più di venti anni in modo esclusivo e ininterrotto, provvedendo al pagamento delle spese condominiali ad esso inerenti, alla sua manutenzione ordinaria e straordinaria, alla sua locazione ecc.

Al possesso dell’ usuario può essere unito il possesso di colui che ha ceduto a qualsiasi titolo il diritto di uso. La domanda di acquisto della proprietà per usucapione si propone nei confronti di tutti i condomini. Questo in sintesi il contenuto della sentenza del Tribunale di Milano, 2 aprile 2009, numero 4.479.

Il caso
Una condomina aveva ereditato dalla sorella un posto auto in un cortile condominiale. La sorella a suo tempo aveva acquistato, dalla società costruttrice / venditrice, non la proprietà del posto auto, ma il solo uso perpetuo ed esclusivo del bene. Tra l’ altro la società venditrice era anche fallita. Di conseguenza, quando la condomina aveva promesso in vendita ad un terzo il bene e si era giunti al rogito, il notaio aveva rifiutato la stipula della compravendita, ritenendo che l’ atto di provenienza non garantisse l’ esclusiva proprietà del bene in capo alla condomina.

Dopo il rifiuto del notaio, quest’ ultima aveva citato in giudizio il condominio chiedendo l’ acquisto per usucapione della proprietà del bene a norma dell’ articolo 1158 Codice Civile, già posseduto, prima dalla sorella dante causa e successivamente dalla medesima, da oltre venti anni, in forza del diritto perpetuo di uso esclusivo. Il condominio non si costituiva in giudizio e il Tribunale ordinava la chiamata in causa di tutti i condomini. Di questi uno soltanto si costituiva, senza opporsi alla domanda della condomina.

Speciale – Aspesi all’ Expo Italia Real Estate

 Mercoledì 10 giugno 2009
ore 14.45
Padiglione 2 Stand P38
EIRE
Nuova Fiera di Milano / Rho

Aspesi sarà presente all’ E.I.R.E., l’ evento internazionale del Real Estate Italiano, dal 9 al 12 giugno prossimi. Presenterà una ricerca condotta dal Centro Studi Immobiliari Aspesi.

Tema della ricerca la “Dinamica del settore immobiliare – costruttivo e ripresa del Pil: il caso italiano”

La gravissima crisi economica mondiale in corso suscita, sia negli esperti che nell’ “uomo della strada”, il ricorrente quesito sui tempi e i modi della sua fine e dell’ inizio della ripresa. È ben nota la valenza anticongiunturale del settore immobiliare – costruttivo (ad alta intensità di occupazione e a basso tasso di importazioni).

In particolare nel nostro Paese ogni fase critica ha visto storicamente un ruolo essenziale del nostro settore fino al 2005, anno in cui il + 6% dell’ edilizia compensò la caduta dell’ industria manifatturiera e dei servizi, evitando che l’ Italia fosse dichiarata tecnicamente in recessione dalla UE quando il resto del mondo stava crescendo e in certi casi anche a ritmi sostenuti.

Idea vacanza. Algovia – Baviera: meta spensierata per grandi e piccoli

 La regione bavarese amica delle famiglie con bambini. Essere (o ritornare) bambini, sentirsi liberi e godersi la famiglia: l’ Algovia realizza i sogni dei propri ospiti, dai più piccoli ai più grandi. Da sempre attenta a chi viaggia con i bambini, l’ Algovia, la regione a sud – ovest della Baviera, è costellata da strutture specializzate nell’ accoglienza delle famiglie.

Basta poco, anche solo un fine settimana, per attraversare i patri confini e ritrovarsi in una regione in cui la perfetta combinazione tra una natura avvincente e strutture amiche dei più piccoli, dall’ agriturismo ai parchi divertimento, dai ristoranti agli hotel, permette di trascorrere un’ indimenticabile vacanza in famiglia.

Una destinazione per le famiglie
a contatto con la natura

In Algovia basta uscire dalla porta di casa per tuffarsi nella natura e vivere emozionanti avventure. Prati alpini, specchi d’ acqua scintillanti, piste ciclabili e sentieri escursionistici: la natura da sola provvede a regalare una vacanza di piacere e senza preoccupazioni.

E ancora scivoli e crazy – bob, percorsi su funi sospese in aria, parchi acquatici e parchi di divertimento, come Legoland o Skyline Park, musei all’ aperto fanno dell’ Algovia un grande parco giochi per la gioia dei più piccoli.

E il modo più giusto per tutta la famiglia di vivere a contatto con la natura dell’ Algovia è un soggiorno in agriturismo. Oltre 550 strutture fanno parte dell’ associazione “Urlaub auf dem Bauernhof” (Vacanze in agriturismo). Tutte le aziende agrituristiche che ne fanno parte sono classificate allo stesso modo degli alberghi. Una vacanza in un agriturismo a quattro stelle offre così gli stessi comfort di un albergo di pari categoria.

Tavolo Lombardia: i finanziamenti per le opere connesse di Expo 2015 “ci sono tutti”

 La conferma ufficiale è arrivata dal ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, nel corso della riunione del Tavolo Lombardia, convocato e presieduto al Palazzo Pirelli dal presidente della Regione, Roberto Formigoni. Lo stesso Formigoni ha annunciato un secondo punto importante emerso dal Tavolo e cioè l’ approvazione ufficiale della proposta degli Stati Generali, che garantiscono il coinvolgimento popolare necessario alla realizzazione della manifestazione. L’ idea degli Stati Generali, anticipata da Formigoni nei giorni scorsi, ha raccolto unanime consenso. Per la prima volta ha partecipato ai lavori l’ ad di Expo 2015 spa, Lucio Stanca, che ha relazionato sull’ attività della società.

Sulla conferma dei fondi per le opere connesse, Formigoni ha ricordato di aver sempre detto che i finanziamenti c’ erano: “Le parole di oggi del ministro Matteoli dimostrano che il mio era un ottimismo fondato. È particolarmente meritorio il fatto che, pur con la crisi economica e il terremoto, il Governo abbia deciso di confermare nella totalità gli impegni per Expo”. Sulle opere essenziali – “che saranno naturalmente tutte realizzate” – Formigoni ha reso noto che la Segreteria Tecnica ha valutato una riformulazione dell’ ordine di priorità: prima della M6, andranno realizzate la M4, la M5 e la Rho – Gallarate.

La proficua collaborazione instaurata tra tutti i soggetti coinvolti come elemento essenziale per la buona riuscita dell’evento, è stata sottolineata da Sandro Bondi, che ha ribadito l’ impegno del suo Ministero, ricordando i tre grandi progetti su cui si sta lavorando: Grande Brera, Villa Reale di Monza e Biblioteca Europea.

Ampliamenti volumetrici: la Toscana arriva per prima

 La Toscana ha bruciato tutte le altre regioni sul filo di lana nel varare una legge sugli ampliamenti volumetrici, in attuazione dell’ Intesa Stato – Regioni, non ancora pubblicata sul Bur. Tuttavia il dibattito ferve: le nuova legge è restrittiva e anzi inutile, perché di fatto consente incrementi volumetrici quando gli strumenti urbanistici già li prevedevano, o al contrario è una norma lassista e permissiva?

La tesi della Regione è complessa. Può riassumersi così: se gli strumenti urbanistici comunali consentivano già addizioni funzionali agli edifici, magari limitatissime, si potranno fare gli incrementi volumetrici fino al 20%. Solo nel caso, piuttosto raro, in cui i Comuni hanno voluto escludere ogni tipo di addizioni funzionali, soprattutto in certe zone protette, o per certi edifici, l’ incremento sarà impossibile.

L’ interpretazione può parere contorta, se ci si dimentica che l’ articolo della legge sul governo del territorio toscana (n. 1 / 2005), dà una definizione complessa di quali sono gli interventi di ristrutturazione edilizia. Tra l’ altro esso afferma che essi comprendono anche “le addizioni funzionali di nuovi elementi agli organismi edilizi esistenti, che non configurino nuovi organismi edilizi, ivi comprese le pertinenze”. Per intendersi, con addizioni, in questo caso, non si intendono solo i cosiddetti volumi tecnici (casotti caldaia e ascensore, tettoie agricole eccetera), ma anche gli ampliamenti di volume veri e propri (una nuova stanza, una sopraelevazione, un box, eccetera).

Insomma, i comuni avrebbero già potuto, nell’ ambito della propria autonomia, utilizzare lo strumento degli ampliamenti. Anche quando non lo hanno fatto, in genere si sono riservati la possibilità di cambiare idea, importando nei loro strumenti urbanistici la definizione di ristrutturazione edilizia prevista dalla legge toscana. In tal caso saranno costretti a consentire gli aumenti volumetrici. Quindi, secondo la Giunta, gli incrementi ci saranno (si parla addirittura del 40% del patrimonio edilizio coinvolto).

Recupero sottotetti: il Lazio pretende il risparmio energetico

 Dopo anni di gestazione è stata varata la legge della regione Lazio sul recupero abitativo dei sottotetti residenziali. La nuova norma (Legge 16 aprile 2009, n. 13) giunge dopo che quasi tutte le regioni italiane hanno varato regole su questo tipo di incrementi volumetrici, probabilmente anche sotto l’ influenza del Piano Casa del Governo Berlusconi.

In sostanza è consentito il recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti alla data di entrata in vigore, riducendo, ai fini della concessione dell’ agibilità, l’ altezza minima media da 2,7 metri a 2,4 per i locali abitativi e a 2,2 metri per quelli a servizi. Nei comuni montani (elencato nell’ allegato alla legge n. 9 / 1999) l’ altezza media ponderale è di 2,2 metri anche per i locali abitativi.

È possibile ridurre a metà, rispetto alle norme nazionali, la superficie delle finestre: dovranno essere di ampiezza di 1 / 16 di quella del pavimento, anziché di 1 / 8. Non vanno considerati nel calcolo, ai fini delle altezze e dei rapporti aeroilluminanti, gli spazi inferiori a 1,5 metri (1,3 metri per i servizi) che vanno chiusi con armadietti.

Ma l’ innovazione più radicale è stata quella di prevedere (in linea con quanto stabilito da Lombardia, Liguria e Umbria, ma in contraddizione con le norme di altre regioni), che l’ edificio possa essere sopraelevato fino a raggiungere l’ altezza minima consentita per il recupero.

“Corso in Energy Management”. Al via le iscrizioni per la seconda edizione

 Corso in Energy Management
29 giugno – 3 luglio
Torino

14 – 18 settembre
Padova

Quali sono i compiti e le funzioni dell’ esperto in gestione dell’ Energia? Quali sono le normative comunitarie e nazionali per l’ efficienza energetica? Quali sono gli interventi di razionalizzazione dei consumi energetici? Sono questi alcuni degli interrogativi a cui risponderà il “Corso in Energy Management” organizzato da ISNOVA (Istituto per la Promozione dell’ Innovazione Tecnologica) in collaborazione con ENEA e FIRE (Federazione Italiana per l’ uso Razionale dell’ Energia).

La figura dell’ Energy Manager è nata negli USA all’ epoca della prima crisi energetica (metà degli anni ‘70) con l’ incarico di gestire i costi energetici dell’ impresa. In Italia, questa figura è stata riconosciuta istituzionalmente per la prima volta dalla Legge n.308 del 1982. Nel 1991 viene emanata la Legge n.10 con la quale la figura dell’ EM viene definita come Responsabile per la conservazione e l’ uso razionale dell’ energia e l’ obbligo di nomina viene esteso a tutti gli Organismi pubblici e privati, compresa la P. A.

Bioarchitettura. Serramenti e doppi vetri: un vantaggioso investimento per il risparmio energetico

 E per evitare dispersioni di calore attraverso le finestre. La tenuta dell’ aria dei serramenti è molto importante nelle caratteristiche termiche di un ambiente: infatti, nella stagione fredda il calore esce attraverso vetri e cassonetto e l’ aria fredda entra attraverso le fessure, mentre in estate il calore dei raggi solari che penetra attraverso i vetri è assorbito da pareti e pavimenti e trattenuto all’ interno dell’ ambiente dai vetri stessi che catturano i raggi infrarossi, fenomeno utilizzato dai collettori solari vetrati per il riscaldamento dell’ acqua.

Gli interventi
La riduzione delle dispersioni di calore attraverso i serramenti si può ottenere eliminando le infiltrazioni d’ aria, ad esempio mediante guarnizioni di gomma o alluminio rifinite con silicone, intervento di facile realizzazione e sicuro ritorno economico, oppure isolando le superfici vetrate: quando le finestre hanno un solo vetro si può inserire un altro vetro sul medesimo infisso (intervento estremamente economico), aggiungere un secondo serramento, sostituire il vecchio serramento con un altro predisposto con vetrocamera; i nuovi serramenti possono essere in legno o, in caso di infissi in alluminio, profilati con taglio termico e in legno – alluminio; i vetri possono essere vetrocamera d’uso comune o basso – emissivo, detto vetro a risparmio energetico.

Inoltre, è opportuno controllare le infiltrazioni e le dispersioni del cassonetto, punto di notevole dispersione perché di solito non isolato e a tenuta. Se c’ è spazio sufficiente all’ applicazione dell’ isolante (almeno 2 cm), l’ isolamento è semplice e poco costoso. In genere i cassonetti moderni hanno piccole aperture che favoriscono il ricambio d’ aria permettendo di regolarne l’ afflusso, che sono di facile realizzazione. Nel caso di ristrutturazioni radicali dell’ immobile o in zone particolarmente ventose, o se la parete è abbastanza spessa, è possibile installare infissi a scomparsa che hanno cassonetto coprirullo isolato, accessibile solo dall’ esterno e completamente inserito nella parete.

Doppi vetri: i vantaggi
Garantiscono l’ isolamento termico ed acustico, ottimizzano il risparmio energetico, filtrano la luce, hanno un valore estetico nell’ ambiente. In questi ultimi anni quasi tutti i vetri tradizionali sono stati sostituiti dalle più moderne vetrocamere, che garantiscono prestazioni decisamente migliori. I doppi vetri, infatti, isolano meglio dall’ esterno rispetto al calore e al rumore e possono anche proteggere dai furti. Sono chiamati vetrocamere, perché generalmente dispongono di un’ intercapedine tra i due strati di vetro che contiene aria secca; alcuni poi sono rivestiti di fili metallici, per diminuire ancor più la dispersione di calore. Se si inserisce del gas nell’ intercapedine, le proprietà termiche vengono ulteriormente potenziate.