Editoriali

Nuovo blocco “sfratti” abitativi: contenuto e disposizioni

Nuovo blocco "sfratti" abitativi: contenuto e disposizionidi Corrado Sforza Fogliani, Presidente Confedilizia

Il Senato ha approvato definitivamente il nuovo blocco degli “sfratti” (tecnicamente, nuovo blocco delle esecuzioni di rilascio). Per la cronaca, è anche il ventiduesimo emanato nel solo periodo che ci separa dalla legge dell’equo canone (e non considerando quelli disposti in conseguenza di calamità naturali od altro). Il blocco scatterà il giorno successivo alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del decreto legge c.d. “mille proroghe” e riguarda le esecuzioni di rilascio di immobili abitativi per finita locazione (comunque - se effettivamente tali - originate, per quanto riguarda il titolo) interessanti i comuni indicati nel provvedimento e i conduttori pure indicati nello stesso provvedimento.
Dal punto di vista territoriale, la sospensione si applica ai “residenti” (come testualmente dice la legge, così facendo rinvio alla nozione di cui all’art. 43 cod. civ.) nei comuni capoluoghi di provincia, nei comuni con essi confinanti con popolazione superiore a 10.000 abitanti e nei 716 comuni cd. ad alta tensione abitativa (il complessivo elenco relativo è consultabile su questo sito. I conduttori, per avvalersi della sospensione, devono avere un “reddito annuo lordo complessivo familiare” inferiore a 27.000 euro, essere o avere nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento (ovviamente, per tutti, che non siano ricoverati permanentemente in apposite strutture) e - inoltre - devono non essere «in possesso» di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza. Alle stesse condizioni (di reddito e di non possidenza di altra abitazione), la sospensione si applica anche ai conduttori che abbiano, nel proprio nucleo familiare, «figli fiscalmente a carico».
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Catasto patrimoniale, è caduto un incubo

Catasto patrimoniale, è caduto un incubodi Corrado Sforza Fogliani, Presidente di Confedilizia

Col Governo Prodi, è caduto - per condòmini, proprietari di casa, risparmiatori dell’edilizia in genere - anche un incubo: quello della messa a regime di un Catasto a base patrimoniale. Propiziato - per quel che se ne sa - dall’Agenzia del territorio (censire i valori è una bazzecola, basta mettere insieme un po’ di ritagli di giornale con offerte immobiliari; per censire i redditi - invece - si richiede una professionalità di riguardo e, soprattutto, un notevole impegno, anche di lavoro), il passato Governo s’è gettato a pesce sull’idea - conniventi i notai, facilitati nei loro adempimenti con un Catasto di questo tipo - per una semplicissima ragione: che in questi anni i valori sono aumentati, e i redditi si sono invece pressoché azzerati. Quindi, a far cassa sono buoni i valori (non certo i redditi).
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Evasione negli affitti, la ricetta di Prodi

confedilizia:Evasione negli affitti, la ricetta di ProdiPer sconfiggerla (e rilanciare la locazione), nel 2006 prospettò la cedolare secca

(Confedilizia) Nelle locazioni, l’evasione c’è (sia pure non nelle proporzioni propagandate, e non più che in tanti altri settori). Ma c’è anche una ragione (tecnico-economica; non morale nè legale) perchè ci sia, questo è il punto. Ed è che la locazione non dà oggi al proprietario di casa redditività alcuna (dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio del Senato, sen. Morando-Pd, al Convegno Confedilizia del 9.9.’06). La mancanza di redditività è sempre la causa prima dell’evasione. Montesquieu lo scrisse già nel 1751: l’evasione fiscale è la diretta conseguenza di un’imposizione eccessiva che induce gli uomini a sfuggire alle tasse a causa dei vantaggi estremamente elevati che le alte aliquote forniscono agli evasori (The Spirit of Laws, vol. I, pag. 261, in: Charles Adams, For Good and Evil, ed. Liberilibri).
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Confedilizia: Affitto, la via d’uscita

Confedilizia: Affitto, la via dLa situazione dell’immobiliare, è quella che è: uccisa, in Italia, dalla fiscalità, e dalle ripercussioni (ampliate, esagerate a bell’apposta - anche - da chi intende indirizzare differentemente gli investimenti) della crisi americana. Dove, peraltro, i guai derivano da una finanziarizzazione del mercato immobiliare (i famosi subprime) che qua da noi non s’è avuta, salvo casi isolati di megabanche.
Volenti o nolenti (colpevoli o, più realisticamente, incolpevoli) gli operatori, il mercato immobiliare - comunque - non tira più come una volta: possiamo dire esaurito il ciclo, del resto crescente da 8-9 anni. Gli operatori avvertono che, per una ragione o per l’altra, l’attenzione si è spostata sull’affitto, tornato ad essere più conveniente anche in funzione dei nuovi tassi di interesse. Anche qua, non siamo davanti a una novità, tantomeno italiana: negli Stati Uniti, milioni e milioni di famiglie sono tornate all’affitto, dopo aver tentato la scalata alla proprietà.
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Mercato immobiliare: La parola d’ordine è cautela

gianluca_proni,Mercato immobiliare: La parola d’ordine è cauteladi Gianluca Proni - Presidente B&P Media Group

Il mercato immobiliare si muove a rilento. Anche se non si può parlare di una vera crisi, certamente di maggiore prudenza e attenzione nella scelta di un’abitazione sì. Cautela, dunque, e molta riflessione prima di affrontare una spesa così significativa. I prezzi sono piuttosto alti ovunque e non ha certo migliorato la situazione il rincaro dei mutui, anche se questi continuano a rimanere la forma principale d’acquisto.
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